domenica 28 febbraio 2016

Pagine e pop corn - Intervista a Paola Ferrero


Inauguro una nuova sezione dedicata a interviste con autori e autrici, con domande poste dal nostro collettivo. Mi auguro vi piaccia. E faccio da cavia per l'esperimento.


 “Pagine e Pop corn”

Diamo il benvenuto nella nostra sala proiezioni a Paola Ferrero, autrice torinese di racconti, romanzi e poesie. Pubblica dal 2009, anno del suo esordio con “Parole d’amore insano”. Adora scrivere e dipingere, cose che fa nel pochissimo tempo libero che le resta.

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Serie tv, di sicuro. Mi piace affezionarmi ai personaggi, seguire la loro crescita, i cambiamenti di rotta, le loro reazioni alle cose che succedono. Un po’ come mi piace nei romanzi-saga. Non amo ritrovare lo stesso identico personaggio da un libro all’altro. La vita fa cambiare, è giusto ed è bello che il cambiamento ci sia anche nelle “storie”.

Se fossi il protagonista di una serie tv?
Potrei essere uno dei supereroi casuali di Heroes. Non so se tra i buoni o tra i cattivi. So che spesso mi sono sentita “diversa” e che questa diversità è stata un peso diviso con poche persone con lo stesso disagio.

Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Essendo appassionata di cinema e tv per forza il mio immaginario si nutre anche di ciò che amo vedere. Il mio modo di scrivere, il mio metodo, è come la descrizione di scene che ho ben chiare in mente come se le stessi vedendo sullo schermo. Mi piace la scrittura veloce, come il montaggio; amo le tinte nette dei film di Michael Mann o le visioni oniriche di Tarsem Singh, sono cose che cerco di riprodurre a parole quando scrivo.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si 
conoscesse Matrix: "Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio.") Fantasia o realtà?
Fantasia. Non sono per la verità a ogni costo. Nemmeno quando leggo sto a consultare Wikipedia per ogni dettaglio, a volte non è nemmeno importante sapere in che città del mondo si svolge una storia. Che sia verosimile,sì, ma non maniacale. Cerco qualcosa che mi faccia evadere, quando leggo. Cerco un "altrove" in cui la mia storia possa vivere. Cerco un "altrove" in cui vivere io.   

Genere preferito, letterario e cinematografico?
Sono onnivora, da sempre. In letteratura amo però horror e dramma e per il cinema/tv opto per fantascienza e commedie intelligenti. In nessun caso leggo o vedo storie legate alla seconda guerra mondiale, mi fanno troppo male.

La tua "Corazzata Potemkin"?
Direi "Pitch black" per il cinema e "Hannibal" (Lecter, per precisare) per la letteratura: penso di non aver mai incrociato di peggio. Volontariamente, perchépoi potremmo anche considerare che esiste "50 sfumature...", ma non sono riuscita a leggerne più di una trentina di pagine. Noiosissimo.

Se il tuo libro fosse un film, chi sarebbe il regista e quale cast sceglieresti per interpretare i tuoi personaggi?
Il mio ultimo romanzo breve, "Addio a Bodhgaya", è una storia romantica e può essere letta in modi diversi. Credo che un regista come Lasse Hallstrom (The shipping news, Chocolat, Le regole della casa del sidro) potrebbe andare bene. Per i protagonisti, invece, nessun volto troppo noto. Sono tre ragazzi giovani, due europei e uno indiano, normali. Il fatto è che un volto troppo noto distrarrebbe dalla meraviglia dell'India e dal tema della storia.

Raccontaci un po' del tuo lavoro...
"Addio a Bodhgaya" nasce come racconto di viaggio. Mentre Arianna camminava per le strade polverose dell'India, però, è nata l'urgenza di raccontare le sue motivazioni più profonde. Perché era lì da sola, perché era così importante quel viaggio. Poi è arrivato Lucas e la sua assenza ha preso il sopravvento su qualsiasi idea avessi prima. Illutto, il dolore privato e quello del mondo, il superamento del primo con la consapevolezza che tutto ha un inizio e una fine. Quindi è diventato un racconto troppo lungo ed è un romanzo molto breve. Una dannazione per editori...


Hai previsto un sequel, o un prequel? Uno spin off?
Questa è la prima domanda che una lettrice mi ha scritto nella primissima recensione ricevuta. Niente prequel o sequel. La storia è già tutta lì e sarebbe molto doloroso tornare ulteriormente indietro. Per un attimo ho avuto l'idea di raccontare il punto di vista di Lucas in uno spin off, come ho già fatto per "Gli attimi in cui Dio è musica", il mio primo romanzo. Non so se lo farò, per ora ho altre storie da scrivere.


Altri progetti?
Sempre troppi. Ora sta per uscire "Sette stanze", un romanzo romantico e sofferto, e "La festa", un racconto erotico che segue "La caccia". Ho terminato la revisione di un fantahorror impegnativo e lo sto inviando agli editori per vedere se piace. Sto finendo di scrivere un'altra storia tra il dramma e il paranormale. Di questo genere ho pubblicato un racconto l'anno scorso: "L'altra donna".


Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?

Ho un blog: "Le storie di Clara"

Una pagina Facebook: Paola Ferrero

Pagine Google Plus, Twitter e Goodreads.

Potete acquistare "Addio a Bodhgaya", "Gli attimi in cui Dio è musica", "L'altra donna" e "La caccia", nonché lo spin off gratuito "Vittorio".


E ora diamo inizio allo spettacolo!

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