domenica 6 marzo 2016

Pagine e Pop corn - intervista a Elena Genero Santoro



Diamo il benvenuto nel nostra foyer a Elena Genero Santoro, nata a Torino nel 1975, residente nei dintorni, mamma, moglie e impiegata tecnica nell’industria automobilistica. Lettrice feroce e onnivora, scrive da sempre.

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Film e soap opera, non serie tv, grazie. I primi, si sa, sono autoconclusivi. Le seconde, si sa, sono infinite per definizione, sono perenni teatrini poco impegnativi senza capo né coda. Può essere bella la sceneggiatura di una scena (si gioca tutto lì), ma non bisogna guardare le soap tentando di dare un senso al loro sviluppo. Il passato viene spesso riscritto, il futuro è sempre provvisorio. Basta saperlo. Le serie invece sono illusorie, presentano delle conclusioni che non sono mai definitive. Ma alla fine, la conclusione-conclusiva non esiste. E se c’è, spesso è deludente perché poi una serie magari viene sospesa da un giorno all’altro per motivi di budget. Io invece ho bisogno del gran finale. Paradossalmente, invece, proprio io ho scritto una serie di libri.

Se fossi il protagonista di una serie tv?
Credo che sarebbe qualcosa come C.S.I. dove c’è da indagare il delitto con una metodologia analitica. L’analisi delle anomalie è parte del mio lavoro nella vita reale. E poi io sono analitica in tutto, per definizione.

Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Tutto ciò che guardo influisce, e intendo non solo in televisione. Tutto ciò che mi sta intorno può essere una potenziale fonte di ispirazione.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si conoscesse Matrix: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio.”) Fantasia o realtà?
Se dicessi realtà, dal momento che scrivo fiction, non sarei credibile, anche se le ambientazioni dei miei libri sono realistiche e i temi che tratto sono attuali. Tuttavia la fantasia è ciò che serve a rendere la realtà migliore, altrimenti non avrebbe senso.

Genere preferito, letterario e cinematografico?
Non ho un genere preferito, se è ben fatto ogni film o libro potenzialmente può andare bene. Leggo di tutto, ma ovviamente non tutto. Mi piacciono le letture impegnate, ma anche la mera evasione. Una buona commedia, un chick-lit, un giallo. Meglio se ambientate ai giorni nostri.

Se il tuo libro fosse un film, chi sarebbe il regista e quale cast sceglieresti per interpretare i tuoi personaggi?
Per la serie di Futura e Patrick ho sempre pensato a Cillian Murphy nel ruolo di protagonista maschile. Per gli altri personaggi non mi sono mai fatta questa domanda.

Raccontaci un po’ del tuo lavoro…
Ho scritto una serie di dieci libri che ha per protagonisti una coppia: Futura e Patrick, attorno alla quale ruotano una miriade di altri personaggi. I libri pubblicati al momento sono solo tre: il primo, Perché ne sono innamorata, edito da Montag; il secondo, L’occasione di una vita, con Lettere Animate, e il nono, a cui ho dato la priorità per un motivo affettivo, che è uscito con 0111 edizioni (Un errore di gioventù, che tratta l’argomento della pena di morte). Prossimamente, con Lettere Animate, usciranno i titoli dal 3 al 6 della serie. Poi ho pubblicato altri due libri indipendenti con 0111 Edizioni, Gli Angeli del Bar di Fronte, che parla dell’immigrazione da ambo i punti di vista, e Il tesoro dentro, che affronta la malattia mentale.

Altri progetti?
Intanto scrivo, sia per il blog Gli Scrittori della Porta Accanto, dove pubblico editoriali, recensioni e interviste ad altri autori esordienti, sia per portare avanti nuove storie. Vedremo cosa ne esce fuori.

La tua “Corazzata Potemkin”?
50 sfumature di grigio. Una noia bestiale. Ma anche certi fantasy non scherzano. Al cinema “Il bambino del Macon”. Veramente il film più brutto che io abbia mai visto.








Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?

Acquistate "L'occasione di una vita"
E potete leggermi sul blog: Gli Scrittori della Porta Accanto



E ora diamo inizio allo spettacolo!

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