martedì 27 dicembre 2011

Il regno di Ga'Hoole - La leggenda dei guardiani

Si tratta di un film d'animazione con protagonisti gufi e civette, coproduzione statunitense-australiana del 2010 diretta da Zack Snyder (già regista di 300, che qui supera nettamente in quanto ad effetti e computer graphic), basato sulla saga letteraria fantasy per ragazzi I guardiani di Ga'Hoole, scritta da Kathryn Lasky e illustrata da Richard Cowdry. La trama del film è incentrata sui primi tre romanzi della saga, ossia La cattura, Il grande viaggio e Duello Mortale.

Il film racconta le vicende del giovane Soren, un barbagianni affascinato -come la sorellina Eglantine- dalle storie fantastiche sui Guardiani di Ga'Hoole, un gruppo di mitici guerrieri alati che ha combattuto una dura battaglia per salvare il popolo dei gufi dai malvagi detti "i Puri", che vogliono imporre la supremazia dei barbagianni Tito (a cui appartiene anche lo stesso Soren), che considerano naturalmente superiori, su tutto il mondo dei gufi.

Mentre Soren sogna di unirsi un giorno ai suoi eroi, il fratello maggiore Kludd si fa beffe dei suoi sogni e desidera solo conquistarsi i favori del padre togliendoli al fratello minore.

Sarà proprio la gelosia di Kludd a scatenare terribili conseguenze, a partire dalla caduta di entrambi i gufi dal loro albero quando sono ancora troppo giovani per riuscire a spiccare nuovamente il volo da terra, che porterà alla loro cattura da parte dei Puri, impegnati a rapire giovani gufetti per trasformarli in schiavi o in un esercito di combattenti.

Sarà il giovane Soren a dover cercare di salvare i gufi dalle trame dei Puri, con una rocambolesca fuga e la ricerca di quei Guardiani eroi dei miti narratigli dal padre, con l'aiuto di altri coraggiosi giovani gufi che incontrerà via via sulla sua strada: Gylfie, piccolo elfo dei cactus, Digger, sciroccata civetta delle tane, e Twilight, allocco di Lapponia.

Insieme, dovranno sorvolare il mare, attraversare una nebbia fittissima e trovare finalmente il Grande Albero, la casa dei leggendari Guardiani, l'unica speranza di sconfiggere i Puri e salvare il regno dei gufi, con il solo ausilio del loro ventriglio, che in realtà è semplicemente una porzione dell'apparato digerente, detto anche stomaco trituratore o stomaco muscolare, mentre in questa saga diventa l'organo attraverso il quale i gufi percepiscono i pericoli, una sorta di recettore per il sesto senso.

Splendidi gli effetti grafici, si può dire che la computer graphic ha fatto un vero salto quantico e, se gli sfondi e le ambientazioni talvolta tradiscono il carattere digitale delle immagini, i gufi delle varie specie, i loro movimenti, il volo, il piumaggio soffice sembrano davvero ripresi dal vero, con una verosimiglianza davvero incredibile. 

Per il resto, per quanto prevedibile possa risultare la storia, il film è senz'altro avvincente, coinvolge e cattura (e devo dire che rimpiango di non averlo visto al cinema, dove l'effetto sarebbe stato ancora maggiore), a tratti intenerisce -la piccola Eglantine e i tanti altri giovani gufetti ancora tutti gonfi e lanugginosi sono davvero deliziosi- spesso strappa sorrisi -non possono mancare personaggi un po' sciroccati, sia tra i buoni sia tra i cattivi- e per i meno giovani non può non far venire in mente in alcuni punti la saga di Guerre Stellari... Segui il tuo ventriglio, Soren...

Molti gli attori britannici e australiani (tra cui Geoffrey Rush, Emilie de Ravin, Hugo Weaving, Sam Neill, Helen Mirren) che hanno prestato le voci ai vari personaggi del film. Nella versione italiana non ci sono voci altrettanto "di spicco", ma i doppiatori sono comunque tutti conosciuti: ad esempio il fratello geloso Kludd ha la voce italiana di Draco Malfoy, la piccola Eglantine ha la voce italiana di Dakota Fanning e Ginny Weasley, Nyra ha la voce italiana di  Sigourney Weaver e il perfodo Metalbeck niente meno che quella di Robert De Niro.

sabato 10 dicembre 2011

Il velo dipinto

Un film drammatico del 2006 tratto dall'omonimo romanzo di W.S. Maugham e diretto da John Curran con protagonisti Edward Norton e Naomi Watts. Differente dal romanzo solo nell'epilogo e nella caratterizzazione del personaggio femminile, il film trasporta nella Cina degli anni venti con delicatezza e con una incantevole fotografia.

Nella Londra del '22, Kitty (Naomi Watts) accetta la corte di Walter Fane (Norton) più per l'urgenza di sposarsi che per trasporto. L'età e la famiglia hanno il loro peso nella scelta. Dopo il matrimonio, Kitty segue Walter a Shangai, dove lui svolge la sua attività di  medico batteriologo. Annoiata dall'ordinarietà di Walter e dalla vita sociale cittadina, Kitty si abbandona ben presto tra le braccia di un alto funzionario britannico, Charlie Townsend (un Liev Shrieber al confine tra fascino e untuosità), credendo nel suo amore.
Quando Walter li scopre non ci sono scenate. L'ultimatum è chiaro: o lei e Charlie dimostrano i loro sentimenti divorziando dai rispettivi compagni e risposandosi immediatamente, oppure Kitty sarà costretta a seguire Walter a Mei-Tan-Fu, villaggio sperduto e afflitto da una terribile epidemia di colera.
Kitty si trova obbligata a seguire Walter per evitare lo scandalo e delusa dal comportamento di Charlie. Nella desolazione della sua nuova casa, Kitty impara a conoscere l'uomo che ha sposato e trova una dimensione per la sua vita.

Il film, come ho detto, gode di un'ottima fotografia e i due interpreti danno ai loro personaggi la giusta enfasi. Norton misuratissimo come sa fare, la Watts delicata e molto femminile. Una storia che va al di là del semplice narrare di un uomo e di una donna, ma che parla di mondi separati che vivono sotto allo stesso tetto e di un viaggio alla scoperta di sè racchiuso in una esperienza infernale.
Il romanzo aveva già dato spunto ad una versione cinematografica nel 1934 con la partecipazione di Greta Garbo, ma pur essendo a suo modo un remake, merita di certo la visione.

venerdì 9 dicembre 2011

Pleasantville

Pleasantville - Locandina
Titolo originale: Pleasantville
Paese: USA
Anno:1998
Durata: 124 min
Colore: colore, B/N
Audio: sonoro
Genere: commedia
Regia/Soggetto/Sceneggiatura: Gary Ross
Produttore: Steven Soderbergh, Gary Ross, Jon Kilik, Bob Degus
Fotografia: John W. Lindley
Montaggio: William Goldenberg
Musiche: Randy Newman
Costumi:Judianna Makovsky

Interpreti e personaggi - Tobey Maguire: David Wagner/Bud Parker, Reese Witherspoon: Jennifer Wagner/Mary Sue Parker, William H. Macy: George Parker, Joan Allen: Betty Parker, Jeff Daniels: Bill Johnson, J.T. Walsh: Big Bob, Don Knotts: riparatore TV, Paul Walker: Skip Martin, Marley Shelton: Margaret Henderson.

Trama - David e sua sorella Jennifer sono due gemelli che vivono con la madre divorziata in una città americana negli anni '90. La complicata vita familiare porta i due ragazzi a reagire in due modi differenti: Jennifer si concentra su valori superficiali, una vita sociale e sessuale molto vivace e con atteggiamenti ribelli; David, al contrario si chiude in se stesso, e passa la maggior parte del tempo a guardare la televisione, e in particolare "Pleasantville", sitcom degli anni '50. Dopo aver rotto il telecomando durante un litigio, compare un riparatore di televisori che offre ai due fratelli un particolare telecomando che li catapulta nel mondo di Pleasantville, diventando rispettivamente Bud e Mary Sue Parker, i due figli della famiglia protagonista della sitcom. I due ragazzi vivono ora nell'aprile del 1958, in una allegra cittadina in bianco e nero, stereotipo del sogno americano: a Pleasentville tutto è ordinato, il clima è sempre sereno con il termometro fisso sui 23°, tutti sono cordiali, rispettosi e conformi. Jennifer non accetta subito la situazione ma, quando scopre che Skip, il capitano della squadra di pallacanestro, è innamorato di lei, cambia idea e comincia a recitare la sua parte. David, superato lo shock del primo impatto, si sente a suo agio nei panni di Bud... [fonte wikipedia]
Ed è così che nel corso del film accadono piccoli eventi che destabilizzano l'ordine di questa cittadina in cui compaiono a mano a mano dettagli prima inesistenti (i libri, musica nuova e diversa) e naturalmete i colori non previsti in questo spaccato "perfetto" dell'america, dove i maggiori propulsori sono proprio Jennifer e David nei loro nuovi panni. Si arriva così quasi ulla rivoluzione cittadina con motti quasi di pregiudizio raziale, che nella parte finale del film vengono completamente mitigati durante il processo ion cui Bud (David) con la sua appassionata arringa smuove l'animo di tutta la città compresa quella del Sindaco detrattore delle innovazioni, riportando tutto allo spelndore dei colori e dei sentimenti, della passioni, degli amori...


Bella fotografia in cui un accurato B/N lascia poco alla volta lo spazio ai colori, facendoli diventare molto vividi ed attraenti.

Ho rivisto questo film leggero, un paio di sere fa, e lo si potrebbe definire  quasi banale, ma durante il quale valori come la cultura (letteratura, pittura, musica) vengono riportato in auge a sconvolgere l'apatia del grigia reoutine giornaliera; anche i valori dell'essere umano, passione, amore vengono fatti riemerge dai sopiti animi che inseguono una quotidianità spenta e distaccata, come fosse la perfezione (che non esiste).

Insomma alle porte del terzo millennio il regista e sceneggiatore Gary Ross, partendo da mezzo secolo prima si cimenta in questo film della memoria dell'uomo evidenziandone i percorsi ed i pregi per una qualità di vita migliore. Perfetto per una tranquilla domenica pomeriggio.

domenica 4 dicembre 2011

Nasce Recinzioni Selvagge

Dopo aver condiviso le mie serate cinematografiche e televisive su Occhio e culla, dopo aver partecipato all'attività del circolo dei Lettorineis, in occasione della chiusura di Splinder ho deciso di spostare il blog qui e di dargli un nuovo nome e una nuova forma.
Perché tutto cambia, anche i blog e le abitudini peggiori...

lunedì 21 novembre 2011

Il cuore cucito - Carole Martinez

Cuore cucitoNon mi capita spesso di chiudere un libro con le lacrime agli occhi. Soprattutto non mi capita spesso di avere la pelle d'oca leggendo pagine di un romanzo, in più non mi è mai successo con un libro così strano per me. Carole Martinez ha una prosa davvero efficace. Cattura lentamente, ma quando fa presa ti trascina.
La storia di Frasquita Carasco, della sua iniziazione in una famiglia di streghe, della sua vita, del matrimonio. Dei figli, del marito stravagante. Del viaggio, degli incontri magici, delle stranezze che la donna compie e vive suo malgrado. Dell'amore e della fatica di essere donna e strega in una Spagna pre guerra civile. Con le solitudini, con le piccole azioni quotidiane, col proprio dono in mano e senza sapere che farne. Con tante figlie e un figlio dai capelli rossi a cui tramandare il dono e al contempo la maledizione di famiglia. La storia raccontata dalla sua ultima figlia è la storia di tutta la famiglia.
Da una lato la prima parte del libro ricorda il Garcia Marquez di "Cent'anni di solitudine", la saga di una famiglia spagnola. Un po' lenta, un po' lontana dal nostro comune sentire. Poi, da una sonnolenza da siesta si parte piano per il mondo, la vita, la follia, il dolore, la gioia, la vita stessa. E la magia. Perché le parole senza la magia non danno i brividi...

domenica 20 novembre 2011

The gift

giftUn film del 2000, per la precisione un giallo. La regia di Sam Raimi si avvale di uno script di Billy Bob Thornton e Tom Epperson. Nel cast, oltre a una bravissima Cate Blanchett troviamo un intenso Giovanni Ribisi (lo adoro) e Keanu Reeves, nonché la premio Oscar Hillary Swank, Greg Kinnear e la signora Cruise II, Katie Holmes.

Una donna, vedova e con tre figli piccoli, si mantiene facendo la cartomante e sfruttando i suoi poteri di percezione extrasensoriale. Quando a scomparire è la figlia di un uomo importante, il futuro sposo della ragazza scomparsa si rivolge proprio alla vedova per avere notizie. Tutto porta a sospettare del marito di una cliente, ma mentre la giustizia fa il suo corso, le visioni portano una soluzione del tutto inaspettata.

Sebbene il genere non sia tra i più graditi dalla critica, la bravura della Blanchett e di Ribisi, nonché una buona sceneggiatura ricca di suspance rendono il film un buon film. Da vedere. Perché non tutto è come sembra e spesso si fa presto a giudicare.
Belle le atmosfere della Georgia, le immagini hanno una buona fotografia. Tanti bei toni blu e verdi...

lunedì 31 ottobre 2011

Lasciami entrare - John A Lindqvist


lasciami entrareUn anno fa avevo recensito il film tratto da questo romanzo di John A. Lindqvist, quello che allora era l'unico film. Recentemente è stata proiettata una nuova versione made in USA del libro, dal titolo Blood Story.
In ogni caso, colta da amore a prima vista per il film svedese, ho affrontato il romanzo. Pubblicato in Svezia nel 2004 e in versione tascabile per Marsilio nel 2011 in Italia. L'autore è originario della stessa zona di Stoccolma di cui narra e afferma che "tutto quello che ho scritto in questo romanzo è vero, anche se è successo in maniera diversa".

La storia è quella di Oskar, dodicenne nel 1981, figlio di separati che vive con la mamma nel sobborgo di Blackeberg (Stoccolma). Una zona costruita su misura per essere perfetta e che, invece, diventa teatro di una serie di eventi drammatici. A partire dal ritrovamento di un ragazzo ucciso e dissanguato in un parco.
Oskar, ragazzino sovrappeso e decisamente non inserito tra i coetanei, si divide tra l'essere vittima dei suoi compagni più forti e il suo hobby di compiere piccoli furti sognando la vendetta. Mentre il quartiere è spaventato dall'omicidio insolito, lui fa amicizia con una strana ragazzina. Trasandata, non proprio pulita, la piccola Eli ha qualcosa che non va, ma a Oskar va bene lo stesso. Separati dalla parete delle loro stanze comunicano con l'alfabeto morse e si incontrano in cortile ogni sera dopo il tramonto.
Una serie di personaggi di contorno, dal gruppo di anziani alcolisti alla mamma di Oskar - sola e non molto felice - dai bulli della scuola a quello che sembra il padre di Eli - innamorato e disperato - dal poliziotto che tenta di rifarsi una vita alla non più giovane Virginia, con la sua vita confusa. Un ambiente freddo, la neve e il ghiaccio che circondano queste persone e che in qualche modo le avvolgono. Singoli personaggi di una storia per certi versi corale. Soprattutto, però, Oskar e Eli. Il legame che nasce e si rafforza fino alla fine. Nonostante tutto l'orrore che li vede protagonisti. Due dodicenni molto diversi tra loro, ma pur sempre bambini.
In sostanza Lasciami entrare è un romanzo che parla dell'infanzia, dell'amore, dell'amiciza e di vampiri. Di mostri e di orrore, come di voglia di vivere.

Anche se le differenze tra il libro e il film svedese sono poche, la lettura è essenziale. Le parole dell'autore sono a tratti poetiche, a tratti essenziali. Sono crude e allo stesso tempo bellissime. Le pagine scorrono, i personaggi vengono sviluppati in modo coerente, la storia non ha pecche. Forse uno dei migliori libri letti negli ultimi anni, non solo perché tratta di vampiri e si sa... ma soprattutto perché è orribilmente dolce.
Credo che presto cercherò, dello stesso autore, "L'estate dei morti viventi". Immagino che meriti la lettura.

giovedì 27 ottobre 2011

A Gir's Guide to Vampires - Katie MacAlister

Ecco il primo romanzo di Katie MacAlister che apre il ciclo degli Oscuri, gli affascinanti vampiri moravi... Avendo trovato del tutto casualmente per primo il secondo libro della serie (recensito qui), ho fatto un po' di confusione nelle recensioni, ma nulla di grave dal momento che ogni storia è autoconclusiva.
La vicenda si concentra su Joy Randall, giovane alla ricerca di un amore romantico un po' d'altri tempi, che insieme all'amica Roxy fantastica sugli affascinanti e sensuali vampiri descritti nei romanzi di C.J. Dante.
Durante una sorta di seduta spiritica, Joy viene avvisata che il suo futuro innamorato sarà un uomo che rischierà di mettere in pericolo la sua anima immortale... cosa che lei liquiderà come una fantasia dovuta al troppo gin e ai troppi romanzi; ma quando si troverà nella Repubblica Ceca con l'amica (per partecipare all'annuale Fiera Goth con la speranza di incontrare il loro autore preferito), molte cose cominceranno a farla ripensare a quell'avvertimento...
Tra vampiri presunti, vampiri reali e sedicenti tali, la storia si dipana tra romanticismo e suspence, in un crescendo che, nonostante tutto, avvince la lettrice (anche in questo caso, non posso che vederlo adatto a un pubblico femminile).
Perfetto per una lettura spensierata e leggera, in questo caso le due protagoniste (a differenza di Allegra di Sex and the Single Vampire, dove peraltro le ritroviamo in un piccolo ruolo) a volte si rendono un po' insopportabili, con la loro mania per i vampiri, ma non tanto da precludere la godibilità della storia.
Anche in questo caso, non è purtroppo disponibile una versione italiana e pare che non ci sia alcun editore italiano interessato a tradurre la MacAlister!

domenica 16 ottobre 2011

Amici di letto

E' davvero tantissimo che non recensisco nulla... per trovare un post scritto da me sono dovuta risalire ad agosto, ma del 2010... ieri sera, però, sono andata al cinema e quindi eccomi qui!!!
Amici di letto (Istruzioni per l'uso) è una commedia deliziosa. Non arrivo a dire che sia l'Harry ti presento Sally del 2000, nessun film arriverà mai a tanta genialità, ma è sicuramente sullo stesso filone.
Jamie (Mila Kunis) è una cacciatrice di teste che recluta Dylan (Justin Timberlake) come nuovo art-director del mensile GQ, convincendolo a trasferirsi da Los Angeles a New York.
Entrambi single, entrambi non poco incasinati sul fronte emotivo seppur per ragioni differenti, diventano amici, fino a partorire la folle idea di poter fare sesso tra loro senza complicazioni.
Lo fanno, poi ci ripensano dicendosi che è stata una follia, ma subito ricascano uno nelle braccia dell'altra, in un crescendo di intimità e confidenza che non è più quella di due semplici "amici di letto", ma che entrambi sembrano non vedere.
Ma alla fine, subito prima di rischiare un coinvolgimento vero, decidono di smettere e ricominciare a vedere altre persone. Questo fino ad un weekend del 4 luglio in cui lui la invita a casa dai suoi, in qualità sua migliore amica... 
Il film è davvero divertente. La scena in cui lei lo fa giurare che non ci sarà mai alcun coinvolgimento sentimentale sull'I-pad in cui ha l'app della bibbia, o la prima volta che fanno sesso, sono da cappottarsi dalle poltrone. A tratti è anche commovente e Timberlake, nelle scene in cui Dylan non sa come comportarsi con un padre affetto da Alzeimer, è davvero convincente.
Gli attori sono perfettamente in parte, sia Timberlake sia la Kunis con i suoi meravigliosi occhi espressivi, ed anche i comprimari (Jenna Elfman, la Dharma di Dharma & Greg, che interpreta la sorella stanca ma positiva che si occupa del padre malato di Alzeimer; Woody Harrelson nel ruolo del redattore sportivo di GQ fantasticamente gay; Patricia Clarkson madre svalvolata, difficile da gestire ma a suo modo saggia di Jamie  e Richard Jenkins padre malato che sta scivolando lentamente nell’oblio) danno un contributo notevole alla riuscita di un film forse leggero -anche se meno di quanto possa sembrare sulle prime- ma davvero riuscito.
Però, ragazze, ricordate sempre che questo è SOLO UN FILM. La vita reale è differente e scivolare tra le braccia del vostro migliore amico non è mai una scelta saggia, che sia per una colossale sbronza o perché deciso a tavolino. Molto difficilmente, quando voi sparirete perché ormai sarete innamorate fino al midollo, mentre lui sarà incapace di lasciarsi andare, improvvisamente si accorgerà di amarvi e per riconquistarvi organizzerà un flash mob alla Grand Central Station (o correrà da voi la notte di capodanno come Harry). Molto più probabilmente perderete l'uomo che amate ed il vostro migliore amico tutto in una volta sola...

Autore del post: Fata

The Blues Brothers

Titolo originale  The Blues Brothers
Paese   USA
Anno  1980
Durata  133 min (versione estesa 148 min)
Genere  commedia d'azione, musical
Regia  John Landis
Soggetto John Landis, Dan Aykroyd
Sceneggiatura  John Landis, Dan Aykroyd
Fotografia Stephen M. Katz
Montaggio George Folsey Jr.
Musiche  AA. VV.
Scenografia Hal Gausman, Leslie McCarthy-Frankenheimer


Non posso che iniziare dal fare l'elenco degli interpreti, già proprio perché la dice lunga sul tipo di film e di quanto sia inimitabile.

Interpreti e personaggi: John Belushi: Jake "Joliet" Blues, Dan Aykroyd: Elwood Blues, James Brown: reverendo Cleophus James, Cab Calloway: Curtis, Ray Charles: Ray, proprietario del negozio di strumenti, Aretha Franklin: moglie di Matt Murphy, Matt Murphy: Matt "Guitar" Murphy, Steve Cropper: Steve "The Colonel" Cropper, Donald Dunn: Donald "Duck" Dunn, Murphy Dunne: Murph, Willie Hall: Willie "Too Big" Hall, Tom Malone: Tom "Bones" Malone, Lou Marini: Lou "Blue" Marini, Alan Rubin: Mr. Fabulous, Carrie Fisher: donna misteriosa, ex-fidanzata di Jake lasciata all'altare, Henry Gibson: capo dei nazisti dell'Illinois, Eugene J. Anthony: Gruppenführer, John Candy: comandante di polizia Burton Mercer, Kathleen Freeman: sorella Mary Stigmata, "La Pinguina", Steve Lawrence: Maury Sline, agente teatrale, Twiggy: ragazza chic, Jeff Morris: Bob, Charles Napier: Tucker McElroy, John Lee Hooker: Slim, cantante di strada, Frank Oz: ufficiale del carcere, John Landis: Trooper La Fong, Steven Spielberg: Impiegato dell'ufficio delle tasse, Joe Walsh: Uno dei carcerati nella scena finale.

Per salvare un orfanotrofio i due fratelli Blues, trovano la via dell'illuminazione e cercano, onestamente, di raccogliere i soldi per pagare il debito, trovando la via riunendo la vecchia banda richiamando i vari componenti non con poche difficoltà. Se i soldi devono essere guadagnato onestamente, la via per ottenerli non è per nulla, portando i due fratelli capobanda a farne di tutti colori con la loro bluesmobile (un auto della polizia comprata all'incanto). Ed è così che a suon di canzoni di eccellenza si svolge la trama di questo film che riunisce i nomi sopra elencati facendone un film epocale, uno dei migliori musical misti a commedia che personalmente abbia mai visto in cui tutto è una colonna sonora, lasciando solo alcune scene alla narrazione; memorabile la scena dell'inseguimento per il numero di auto e di persone coinvolte nella cattura dei due fratelli Blues, che nonostante tutto riescono a salvare l'orfanotrofio, pur andando in galera. Non c'è una canzone più bella, lo sono tutte, tutte trascinanti, coinvolgenti e esaltanti. Un film inno della buona musica, ed ogni speciale interprete è messo al posto giusto, chi nella chiesa, chi per strada, chi in u negozio di strumenti seppure cieco che spara ad un neo ladruncolo (geniale passaggio questo). Ma il momento per me più appagante è sempre la grande Aretha che fa salire l'adrenalina a mille.
Se siete giù di morale guardalo certamente non vi farà male, anzi!

giovedì 13 ottobre 2011

Le ossa del ragno - Kathy Reichs


ossaragnoUn altro romanzo praticamente inutile della Reichs, pubblicato nel 2010. Avevo già recensito "206 ossa" tempo fa e non era stato un granché. A parte che a fantasia coi titoli può fare a gara con la serie di Sookie Stackhouse della Harris (True Blood per i non leggenti), questo romanzo ha la particolarità di risultare soporifero in ogni suo capitolo, ritrovamento di cadavere compreso. Non contenta delle 206 ossa di cui sopra ho preso anche quelle del ragno e vi racconto l'esperienza.

La famigerata Temperance Brennan (per i non leggenti é quella del telefilm Bones, che in telefilm è più matta e meno noiosa) viene chiamata per il bizzarro ritrovamento del giorno: un uomo avvolto in un telo di plastica, con biancheria intima femminile e in più rosa (che mi fa rabbrividire più del resto), con un masso legato a una caviglia, trovato in un laghetto da un pescatore. A parte la causa di morte evidente e il rituale di preparazione seguito, il dubbio sull'identità dell'uomo porta l'antropologa forense e il suo collega poliziotto Andrew Ryan (con cui ha avuto una relazione) dal Québec al North Carolina, dove l'uomo risulta morto e sepolto. Chi è l'uomo sepolto al posto di John Charles Lowery fin dal lontano 1968?
Questo interrogativo e le seguenti ricerche portano in seguito alle Hawaii, dove Temperance si reca in compagnia della figlia e dove ha sede l'ente responsabile dell'identificazione delle vittime di guerra americane di ogni conflitto dal 1918 in poi. In questo posto, dove vengono portati tutti i soldati defunti per il riconoscimento e la successiva consegna ai cari, tenterà di trovare le risposte.
Inoltre, nel tempo libero, Temperance Brennan trova il tempo per invitare il collega Ryan con figlia e indagare su alcuni resti divorati dagli squali ritrovati dalla polizia locale. Intrighi, scambi, qualche problema personale e tanti, troppi quesiti che sorgono ogni minuto.

Come tanti e troppi sono i dettagli tecnici che la Reichs come al solito infila nei romanzi. Che aggiungono peso, tolgono scorrevolezza e confondono le idee. Se aggiungiamo che un certo particolare sembrava chiaro già dall'inizio e a Temperance viene in mente nelle ultime 50 pagine...
Insomma, quel tantino di prevedibilità, quella farcitura di dettagli (interessanti, per carità, ma pesanti) e quel dover sempre sembrare normale di un personaggio che di normale ha ben poco.
Credo sia un romanzo da leggere in spiaggia o in montagna, con poche aspettative. Niente di più. Se vi avanzano dei soldi spendeteli meglio...

mercoledì 5 ottobre 2011

Giuro che non mi sposo - Elizabeth Gilbert

“... e vissero felici, divorziati e contenti”.
Doveva finire così l’irripetibile favola di Elizabeth Gilbert e del suo Felipe. Alla fine di Mangia prega ama li avevamo lasciati sulla spiaggia di Bali, innamoratissimi e decisi a non sposarsi mai più. Un primo matrimonio rovinosamente fallito per ciascuno era più che sufficiente: d’ora in avanti avrebbero celebrato l’amore a modo loro, senza bisogno di riti ufficiali, senza vincoli e senza il rischio di future complicazioni legali. Insieme, avrebbero vissuto ciascuno la sua vita; avrebbero continuato a viaggiare e lavorare come prima, con Philadelphia come base e il passaporto sempre in tasca. Ma i solerti agenti del Dipartimento per l’immigrazione e la sicurezza dell’aeroporto di Dallas avevano in mente un finale diverso. Per loro, il brasiliano Felipe, con i suoi frequenti andirivieni tra l’America e il resto del mondo, era solo un altro ospite indesiderato, sospettato di risiedere clandestinamente nel Paese e come tale punibile con l’espulsione. Solo le nozze con la sua americanissima e recalcitrante fidanzata avrebbero potuto consentirgli di rimettere piede legalmente negli Stati Uniti. Con la sincerità e l’ironia che hanno fatto di "Mangia prega ama" un bestseller da 10 milioni di copie, Elizabeth Gilbert riprende il racconto da dove l’aveva lasciato per affrontare il tema controverso e affascinante del grande “sì” in tutte le sue sfumature e implicazioni. E così facendo torna a mettere in scena le inquietudini, le paure, gli slanci e i desideri nascosti suoi e di tutte le donne, regalandoci un nuovo libro pieno di incontri, di storie e di piccole, formidabili rivelazioni.
Questa è la descrizione di Rizzoli.
Sulla scia di Mangia, prega, ama (recensito qui) l’ho letto con entusiasmo ma… è stata una fatica, lo ammetto! Il testo è interessante, molto, ma non riuscirei a definirlo un romanzo, perché è la storia che manca.
Mentre il libro precedente lascia la ricerca di cambiamento e spirituale della Gilbert tra le righe di una storia che man mano si dipana, questo è piuttosto un trattato sociologico sul matrimonio. Che, ripeto, è davvero molto interessante, fornisce informazioni che possono risultare nuove e grandi spunti di riflessione, ma risulta senz’altro pesante, soprattutto se si è abituati a leggere prima di dormire e ci si aspetta, per l’appunto, un romanzo!

domenica 2 ottobre 2011

Qualcosa per me - Kim wright


qualcosa per meLettura insolita per una come me che senza un cadavere ogni 10 pagine non si diverte. Però mi ci voleva. Un romanzo del 2010 di Kim Wright, giornalista americana al suo esordio letterario. Il romanzo, sebbene tratti anche di una storia d'amore, non è un rosa e non è nemmeno di quelle storie melense che si leggono qua e là.

Elyse ha quasi quarant'anni e una vita piena. Un marito, una figlia, un hobby che sta diventando sempre più un lavoro e che le piace molto. Una casa e un gruppo di amiche con cui si vede quotidianamente. Vive la sua vita in modo apparentemente felice. Ma, tornando da una mostra di ceramiche in aereo incontra casualmente Gerry e tra i due nasce subito qualcosa. Parlando con lui Elyse si scopre a dire cose che non aveva mai lasciato trapelare su di se e sulla sua vita. Si rende conto del pericolo che corre, ma resiste per poco. E' autunno e lei torna alla vita di sempre tranne che per delle telefonate  sempre più frequenti a Gerry, che vive in un'altra città con moglie e figli. Quello che accade dopo è prevedibile, al primo incontro ne seguono altri a cadenza mensile, mentre a casa la vita di Elyse rotola giù per una collina. L'incapacità del marito di cogliere segnali, di ascoltarla, di prenderla sul serio, la mettono sempre più in un angolo. Angolo in cui Elyse sta stretta e, nonostante la vicinanza delle amiche, il suo inverno la porta a decidere per la separazione. Con tutte le conseguenze del caso, senza vergogna e senza dare la colpa a qualcuno. Quando lo dice, nemmeno Gerry le crede. Le donne non se ne vanno. Invece un giorno, dopo un evento traumatico in cui comunque lei si trova sola nel suo dolore, decide e se ne va. Punto. Con una reazione inaspettata di tutti, con la confusione di amiche e marito. Prende un appartamento e via. Non con Gerry, non con qualcun altro. Sola, con le sue nuove sicurezze, in primavera.

La storia sembrerebbe piena di luoghi comuni, ma non lo è. Scritta con ironia, con un senso critico tutto femminile riguardo ai rapporti tra i due sessi, con la delicatezza e la sfrontatezza di una donna adulta che si apre e racconta quello che sente anche quando è scomodo. Con le amiche, con quelle più importanti e quelle che la capiscono un po' meno, ma sono amiche comunque. Ognuna col suo matrimonio complicato da tenere in pedi, ognuna che si fa forza del matrimonio altrui, sempre più brutto del proprio. Ognuna che spera nella riuscita delle altre per avere una speranza per se. Qualcosa per me è un libro che mi ha sorpresa. Senza sconvolgermi, ma con una piacevole ironia che rende la storia leggera anche nei momenti in cui non lo è.

venerdì 30 settembre 2011

Le ragazze morte sono facili - Terri Garey

Questo romanzo di esordio di Terri Garey è il primo volume di una serie urban fantasy dark ma non troppo, piena di humor e di tinte... diciamo "paranormalmente gialle"... incentrata sul personaggio di Nicki Styx. Nel 2008, ha vinto il RITA Award, premio della letteratura romantica, come miglior opera prima, e anche il Prism Award come miglior romanzo paranormal.
DelosBooks pare abbia acquistato i diritti per intero... quindi ci sono ottime speranze di vedere a breve i romanzi successivi. Da quel che leggo, la Garey ha anche fatto partire uno spin-off, una nuova serie di sicuro più cupa, il cui protagonista è un personaggio della serie principale: niente meno che il diavolo!
Tutto ha inizio con l'attacco di cuore della bella Nicki Styx, ventottenne proprietaria di un negozio di abbigliamento e oggettistica vintage ad Atlanta. La giovane arriva alla soglia della morte, ma viene rimandata indietro perch* non è ancora il suo momento. Ma il rientro nel suo corpo, oltre all'incontro con un aitante cardiologo, Joe Bascombe, porta con sè un dono inaspettato quanto non voluto: la capacità di vedere i fantasmi.
La sua vita di Nicki si trasforma radicalmente, perché gli spiriti, scoperto che lei è in grado di vederli e interagire con loro, non vogliono saperne di lasciarla in pace: tramite lei vogliono tutti l'opportunità di mettere a posto quel "sospeso" che non gli consente di passare oltre.
Ben lontana dalla Melinda di Ghost Whisperer, la giovane vorrebbe invece solo potersene liberare, almeno finché arriva a chiedere il suo aiuto Caprice, la vicina di negozio di Nicki morta in circostanze violente e misteriose.
Man mano che la storia si dipana, diventa sempre più complicata e sinistra... a tratti fin troppo complicata, in un crescendo di pericoli in salsa voodoo... 
Il romanzo è carino, ma qua e là si percepisce nella trama la poca esperienza dell'autrice che diventa a tratti un po' caotica nello sviluppare l'intreccio. I personaggi, però, sono simpatici. Nicki -con le sue battute- è irresistibile e non vedo l'ora di mettere le mani sul prossimo romanzo della serie per capire come proseguiranno le sue avventure e la sua -possibile- storia d'amore con il bel cardiologo.

mercoledì 21 settembre 2011

La biblioteca dei morti - Glenn Cooper


labibliotecadeimortiCelebrato come un fenomeno letterario e rivelazione, questo romanzo di Glenn Cooper del 2009 ha aperto la porta a un genere che non è una vera novità. Il thriller con risvolti storico-paranormali. Scorre, trasporta e si legge voracemente anche quando si intuisce l'intreccio prima delle 150 pagine, che è ben prima della metà delle 439 pagine dell'edizione Tea.

Il romanzo si muove su diversi piani temporali, tra il 782, il 1947 e il 2009. Nel medioevo in un monastero sull'isola di Vectis/Wight in cui tutto ha inizio. Nel 1947 quando uno scavo riporta alla luce il monastero e la scoperta getta nel panico un governo occupato nel dopoguerra e nella ricostruzione, governo che passa la palla agli alleati e lascia che questi gestiscano come meglio credono le informazioni che hanno. Nel 2009 quando l'agente FBI Will Piper, alcolista e in attesa della pensione, viene coinvolto in una serie di strani omicidi che nulla hanno in comune eccetto una cartolina che arriva da Las Vegas. Ogni pista viene battuta, ma le indagini sono a un punto morto. I continui salti nel tempo lasciano al lettore il modo di comprendere gli eventi che piano piano si intrecciano fino alla soluzione del caso. O alla sua non soluzione.

Glenn Cooper scrive qualcosa di simile a una sceneggiatura, tra l'altro uno dei suoi lavori, dove ogni inquadratura serve a dar senso a tutto il resto, un racconto ben congegnato ma una tantino prevedibile. Senza un vero lieto fine, come la vita, con quel tanto di mistico, di violento e di "perverso" che attira il pubblico al giorno d'oggi. Dove non c'è un male vero e proprio, non un bene assoluto, ma abbondano meschinità e interessi. Debolezze e piccole soddisfazioni dell'ego.
Ben scritto, senza dubbio, forse non proprio qusto romanzo eccezionale che dovrebbe essere. Ma sì, si può leggere e apprezzare comunque. Personaggi da film, storia da film, finale da film.
Vedremo il film...

lunedì 19 settembre 2011

Le ricette di Chloe Zivago per il matrimonio e l'adulterio - Olivia Lichtenstein

Chloe Zivago è una psicoterapeuta affermata di famiglia ebrea, figlia di un noto musicista, ha quarantatré anni, un marito, due figli ed è una cuoca formidabile. Dai nonni ha imparato i trucchi per rendere ogni piatto tradizionale di famiglia un successo, ma anche la ricetta segreta per il matrimonio felice... i cui ingredienti fondamentali, l'attrazione, il rispetto reciproco, l'ammirazione, chiaramente l'amore, all'inizio non sono certo mancati, nel suo matrimonio con Greg, ma adesso qualcosa è cambiato e Chloe non ha la ricetta per rimediare.
Per l'esattezza, è Greg che è cambiato. Nel tempo, l'uomo attraente e spiritoso si è trasformato in un orso misantropo e ipocondriaco, i cui hobby preferiti sono tenere allenata la memoria nascondendo gli oggetti di uso comune nei posti più impensati (per temere il manifestarsi dell'Alzhaimer che già aveva colpito il padre) e lanciarsi in crociate contro l'amministrazione comunale a proposito di multe e parcheggi a pagamento iniqui.
All'inizio della storia troviamo una Chloe sfiduciata e infelice, che da mesi, per la precisione 245 giorni, non riceve le attenzioni del marito, troppo occupato con i suoi hobby o pronto ad addormentarsi sul divano subito dopo le previsioni del tempo.
La crisi coniugale le fa man mano notare altre crepe nella sua vita non così perfetta come lei sperava e così l'incontro con il sensuale Ivan, che improvvisamente mostra di vederla come una donna attraente e irrinunciabile, anziché come madre tuttofare che ormai risulta pressoché invisibile, diventa una combinazione esplosiva a cui Chloe inizialmente resiste ma che alla fine la travolge senza scampo…
Si tratta di un romanzo divertente, sexy (molto sexy, soprattutto in certi sms scambiati tra Chloe e Ivan o nei loro incontri infuocati) e romantico, in cui la cucina -ogni capitolo inizia con una ricetta, in una formula già ampiamente collaudata da altri autori- ha un ruolo indispensabile e la realtà dei rapporti di coppia dopo il fatidico "e vissero felici e contenti" ha sicuramente il ruolo principale.
La soluzione è davvero la "fuga" dalla propria realtà familiare, per quanto sexy ed appaganti siano le braccia tra cui ci si va a rifugiare? O lo è forse la scelta paterna, amare da decenni -ricambiato- una donna meravigliosa che però vede solo una volta l'anno, per non contaminare il sentimento con la quotidianità? Pian piano, pagina dopo pagina, emerge quella che potrebbe essere davvero la ricetta di un matrimonio duraturo, che necessita che tutti e due i componenti continuino a mantenere vivi i sentimenti e le passioni iniziali, anche quando scema la fase dell'innamoramento e ci si ritrova sommersi dalle responsabilità della vita quotidiana...

domenica 11 settembre 2011

Cacciatori di vampiri - Colleen Gleason


cacciatoridivampiriQuesto libro di Colleen Gleason datato 2007 dà inizio alla saga di Victoria Gardella, finora composta da cinque romanzi di cui la protagonista è sempre questa giovane cacciatrice di vampiri che vive nella Londra di inizio ottocento.

Il romanzo si apre con un sogno, che sembra essere uno dei segni che decretano che Victoria è destinata a diventare una cacciatrice di vampiri come sua zia Eustacia. La diciannovenne è però presa dai preparativi per il suo debutto in società, due anni in ritardo sul previsto a causa di due recenti lutti, e nella ricerca di un marito adatto alle aspettative di sua madre. Victoria si divide tra la caccia e la società londinese, trovando il tempo di innamorarsi del marchese di Rockley e di incontrare e rimanere affascinata da diversi personaggi che l'aiuteranno a svolgere la prima, importantissima missione: fermare Lilith. Quest'ultima, vampira millenaria, sta cercando proprio a Londra un misterioso libro in grado di fornirle nuovo poteri. L'inesperienza di Victoria va di pari passo con la sua  testardaggine, l'orgoglio e l'energia che mette nelle sue imprese.

Victoria Gardella è una Buffy d'altri tempi, destinata a nascondere paletti in abiti da sera e a travestirsi da uomo per potersi muovere liberamente pur non compromettendo la sua femminilità. Da una parte divertente rilettura di un personaggio noto ai più, dall'altra lettura intrigante e sensuale ma non eccessiva, il romanzo cattura per la sua fluidità e per il miscuglio tra il genere storico e quello paranormale. Erroneamente classificato young adult, è un romanzo leggibile a qualsiasi età. Ho in programma di continuare la serie al più presto, insieme ad altre altrettanto divertenti.

giovedì 1 settembre 2011

L'ombra del guerriero - Miki Monticelli


ombra del guerriero piemmeDue estati fa ho letto e successivamente recensito La scacchiera Nera di Miki Monticelli.
Questo è il seguito. Sull'autrice non ci sono novità. Questa serie è decisamente young adult, ma anche i forever young come me possono goderselo appieno. Come al solito la copertina (che nel caso del primo libro era stata fondamentale) è molto bella. La Piemme Freeway pare avere molta cura dei dettagli. Il prezzo, un po' alto, è di 19,50€.

Ripartendo da dove era finito il primo romanzo, la storia di Ryan, Milla e Morten continua nei territori della Scacchiera dopo una brevissima visita a casa. Visita che Milla pare non avere fatto. La sua assenza spinge entrambi i suoi amici a tornare velocemente indietro, anche a causa di uno strano fenomeno accaduto alla pedina che la rappresenta.
Milla è stata ferita gravemente. L'unico modo per salvarla è accompagnarla fino alle Rovine Sommerse (ovunque esse siano) e farla tornare a casa. Ma col passare del tempo cominciano i dubbi. Perché è stata ferita e lasciata indifesa al suolo quando l'Ingannatore (o chiunque dietro suo ordine) avrebbe potuto finirla senza problemi? Come mai i tre viaggiano con ostacoli relativamente difficili, quando sarebbe più semplice approfittare della loro debolezza? Quale piano ha escogitato l'Ingannatore, evidentemente non sconfitto nella precedente avventura? Chi e come li attaccherà? La Guerra è davvero così vicina?
Mentre i ricordi delle vite precedenti riaffiorano nella mente del Guerriero di Fuoco e gli rendono più pesante il viaggio, Milla e Morten affrontano ognuno i propri dolori, dubbi e paure con la speranza di uscirne vivi.

Più complesso del precedente, cattura e affascina fin dalle prime pagine. Raccontato quasi tutto in prima persona da Ryan lascia comunque spazio a molti protagonisti e personaggi già incontrati, come offre una buona descrizione dei nuovi arrivati tanto da renderli immediatamente familiari. Un romanzo piacevole, immediato e ben congeniato. Attendo il seguito con impazienza...

venerdì 12 agosto 2011

L'atlante del desiderio - Anuradha Roy


latlante-del-desiderioQuesto romanzo mi è capitato in mano in libreria mentre cercavo un regalo per un'amica. Tipico.
Con la letteratura indiana ci casco sempre un po' facilmente: L'autrice, Anuradha Roy, è stata giornalista e ora è proprietaria di una casa editrice di Delhi.

Il romanzo, diviso in tre tempi, parla di una famiglia che all'inizio del 1900 si trasferisce da Calcutta a Songarh per desiderio di Amulya, uomo innamorato della calma del luogo e del giardino che progetta di avere. Non contenta come lui è la moglie Kananbala, che deve crescere e far sposare i suoi due figli maschi lontano dalla civiltà. Durante una festa, Amulya nota una ragazza nel villaggio. Poco tempo dopo, un suo fidato collaboratore gli chiede di occuparsi del figlio di quella ragazza, nato fuori dal matrimonio. Così Amulya porta il bambino all'orfanotrofio e paga mensilmente la retta senza dire nulla alla famiglia.
Anni dopo, con la morte di Amulya e la progressiva follia della moglie, sono i figli a prendere il ruolo da protagonisti. Nirmal, vedovo e con una bimba che non riesce ad affrontare per il dolore che prova per la perdita della moglie, archeologo sempre in viaggio e sognatore, ritorna a casa dopo anni di assenza; Kamal, uomo d'affari rimasto a casa con la moglie e nessun figlio cui badare se non la nipotina Bakul e il ragazzo adottato Mukunda, che Nirmal aveva voluto prendere in carico. Mentre una delicata storia d'amore impossibile sboccia tra Nirmal e una cugina vedova che aveva assunto per badare ai bambini, questi due cominciano a crescere. Per evitare scandali, Nirmal si vede costretto a far trasferire Mukunda a Calcutta con la scusa di farlo studiare.
La terza parte del romanzo è narrata in prima persona da Mukunda, l'orfano e senza casta nell'India del dopo Gandhi, appena diplomato e in cerca di un futuro. Lui e la sua sensazione di non appartenere a niente e nessuno. Lui che si costruisce una vita di successo finché il destino non lo riporta a Songarh, e gli rende tutto molto più chiaro. Da quel momento in poi, per lui tutto cambia in modo definitivo.

Il romanzo ha quei tratti delicati che appartengono alla scrittura indiana, soprattutto femminile. La saga familiare viene trattata con cura, con affetto, come se si trattasse di personaggi veri nella vita dell'autrice. C'è quel pizzico di suspance, c'è un omicidio, un patto silenzioso tra due donne e tanto sentimento. 431 pagine di storia a volte un po' lenta, ma mai troppo. Lo consiglio. Davvero.

domenica 26 giugno 2011

Blue Moon - Laurell K Hamilton


blue moonRomanzo della serie di Anita Blake di cui ho recensito il precedente "Dono di cenere" qualche mese fa.

Le avventure di Anita diventano sempre più improbabili e al contempo divertenti. Questa volta la nostra sterminatrice di vampiri, che non sapendo che fare ha una relazione con il Master dei vampiri della sua città, parte per salvare Richard, suo ex fidanzato nonché lupo mannaro capo (sempre nella sua città), accusato ingiustamente di stupro.
Con lei viaggiano un paio di vampiri e una serie di mannari (stavolta leopardi) che la considerano come fosse la loro capobranco. Nella cittadina spersa tra il nulla del Tennessee in cui approdano saranno nel territorio di un vampiro che non gradisce la loro presenza. Per questo motivo Jean-Claude, il suo fidanzato vampiro, non può aiutarla per evitare contrasti con il Consiglio dei Vampiri, già abbastanza infastiditi. Infatti, Anita e i suoi due uomini formano un"triumvirato" in cui i poteri di tutti e tre vengono amplificati a livelli di cui nemmeno loro sono del tutto a conoscenza.
In questo viaggio Anita si trova non solo a dover affrontare una brutta accoppiata di nemici, il suddetto master del luogo e un uomo d'affari losco e senza scrupoli, ma anche la sua stessa natura. Aspetti del suo carattere e poteri che non pensava di avere irrompono nella sua vita spingendola a compiere atti di cui non si credeva capace.

Che dire... Anita Blake è sempre una lettura facile, con un mondo fatto di violenza, di morti e di sesso (sempre di più andando avanti nella serie), un mondo completamente diverso da quello cui ci hanno abituati la Meyer e la Rice, ma non meno divertente. Per comprendere bene il successo della serie, arrivata negli USA al ventesimo libro, converrebbe iniziare dal primo: Nodo di sangue. Per gli amanti del genere, ovvio. Altrimenti è un suicidio da lettore... ;P

martedì 14 giugno 2011

Shadowhunters: Città di ossa - Cassandra Clare

Shadowhunters è -per il momento- una trilogia urban-fantasy per adolescenti scritta da Cassandra Clare, americana nata a Teheran, giornalista qui al suo esordio come autrice, ambientata in una New York solo apparentemente normale.
La trilogia si divide in: Città di Ossa (pubblicato in Italia nel 2007), Città di Cenere (2008) e Città di Vetro (2009) ed è raccontata dal punto di vista della protagonista, Clary Fray, pur utilizzando la terza persona. 
Clary è una normale quindicenne newyorkese che una sera, insieme all'inseparabile amico Simon, si reca in un locale. Qui nota un ragazzo con i capelli blu e, dopo poco, lo vede entrare in un magazzino, seguito da altri ragazzi armati. Decisa ad impedire un possibile atto di violenza, manda Simon ad avvisare la vigilanza e li segue nel magazzino, dove vede tre ragazzi con il corpo ricoperto da strane rune uccidere il giovane dai capelli blu. La ragazza, sconvolta, vede scomparire letteralmente il corpo morto e, quando l'amico Simon arriva con la vigilanza, si rende conto che nessuno tranne lei riesce a vedere i tre strani assalitori.
Per quanto incredula e turbata, la vita di Clary riprende nei giorni successivi un'apparenza di normalità, almeno fino ad una sera in cui, dopo una furiosa lite con la madre, esce nuovamente per raggiungere Simon e altri amici. Nel corso della serata incontra Jace, uno degli strani ragazzi che aveva visto uccidere il giovane dai capelli blu, che si rivela essere uno Shadowhunters, un cacciatore di demoni, invisibile agli occhi delle persone comuni quanto tutto l'invisibile mondo notturno di demoni, nascosti e dimenticati che popolano la città, incredulo quanto Clary per il fatto che lei riesca a vederlo. Mentre i due giovani stanno discutendo, vengono interotti dall'ennesima telefonata della madre di Clary che, come in preda al panico, le dice di non tornare a casa, prima che la chiamata venga interrotta da strani rumori e da un urlo.
Da quel momento, la vita di Clary viene sconvolta sempre più da un turbine di scoperte su un mondo nascosto di cui ignorava l'esistenza, ma soprattutto dal fatto sempre più evidente che sua madre le abbia nascosto molte cose, a proposito di se stessa in primis. La ragazza si ritrova a combattere accanto a Jace, ed a Isabelle e Alec, gli altri due Shadowhunters, per riuscire a salvare la madre, in una girandola di peripezie che la porterà da uno stregone, per poi rischiare la vita in una tana di vampiri, assistere al peggiore dei tradimenti ed infine essere salvata dai lupi mannari, in un finale in cui gli Shadowhunters si troveranno di fronte a Valentine, il loro peggiore nemico, che sarà portatore di sconvolgenti rivelazioni.
Pur trattandosi di un romanzo per adolescenti, risulta senz'altro piacevole anche per un pubblico adulto, grazie anche ad un linguaggio spesso pieno di sarcasmo ed ironia che ne rende leggera e scorrevole la lettura. Questa leggerezza, però, non cela importanti temi che vengono affrontati nello svolgersi del racconto, come la difficoltà tipica dell'adolescenza a trovare il proprio posto nel mondo, a comprendere i cambiamenti interiori e nel mondo che ci circonda, o l'omosessualità di uno dei protagonisti, vissuta con estremo pudore, il tradimento da parte del mondo adulto spesso avvertito dai giovani, fino al rapporto con la divinità e la religione, l'assolutismo fanatico auspicato dal cattivo Valentin, la lotta per i propri ideali... Insomma, ce n'è per tutti i gursi, sia per chi cerca una storia scorrevole e leggera, neanche troppo prevedibile, sia per chi invece desidera trovare un messaggio un pochino più profondo.
 
 Ultima nota, la Unique Features ha acquistato i diritti per una trilogia di prossima uscita nei cinema. Il primo film, Città di Ossa, è in pre-produzione. Per il momento gli attori scelti per interpretare i due protagonisti principali sono Lily Collins nel ruolo di Clary e Jamie Campbell-Bower (già Caius nella serie di Twilight e Grindelwald nell'ultimo episodio di Harry Potter) nel ruolo di Jace. 

sabato 11 giugno 2011

Le figlie del libro perduto - Katherine Howe


libro perdutoRomanzo del 2009 di Katherine Howe, discendente di due delle donne giustiziate a Salem per stregoneria, laureata in storia a Harvard dall'aspetto giovane e simpatico.

Con cenni autobiografici evidenti il libro parla di Connie, dottoranda all'università di Harvard, che deve occuparsi per conto di sua madre della vendita della casa della nonna in una cittadina vicino a Salem. Giunta sul posto, Connie scopre tra le cianfrusaglie di casa (abbandonata da anni e avvolta da una coltre di piante, siepi ed erbacce) una Bibbia antica da cui cadono una chiave e un foglietto con un nome annotato. Deliverance Dane. Un nome che inizialmente non le suggerisce molto, ma che fa scattare in lei una molla e partire la ricerca. Ad aiutarla arriverà Sam e in qualche modo l'amica Liz, mentre la madre new age più che altro le darà sui nervi e il professor Chilton (curiosa l'omonimia con lo psichiatra che dirige il posto da cui fugge Hannibal Lecter ne"Il silenzio degli innocenti") la sprona in modo anche spiacevole.

Anche se con una certa prevedibilità, la storia si svolge piacevolmente intervallata da brevi salti nel passato al tempo dei processi di Salem. La stregoneria viene trattata per quello che è stata veramente: una serie di rimedi popolari utilizzati da guaritrici prima che la medicina diventasse l'unico rimedio e tramandati di generazione in generazione da donne che di solito erano levatrici.
Il libro è carino, una lettura piacevole, scorrevole e realistica.
Non sarà un libro originalissimo, ma è ben scritto. Adatto a un pubblico young adult regala qualche informazione in più senza scadere nel macabro o nel ridicolo. 

sabato 4 giugno 2011

Come sposare un vampiro milionario - Kerrelyn Sparks

Questo romanzo di Kerrelyn Sparks ha inaugurato, presso DelosBooks, la nuova collana “Vampiri & Paletti”, che raccoglie romanzi sui vampiri in un’ironica chiave rosa, che in America si stanno moltiplicando dopo il successo planetario di Laurell K. Hamilton e della sua eroina, Anita Blake. E’ anche il primo romanzo della serie dell’autrice intitolata Love at Stake (“amore al paletto”, ho idea che in Delos si siano ispirati proprio qui per il nome della collana), che ad oggi conta più di 10 libri.
In questo primo romanzo –superata la copertina che farebbe pensare a un porno- troviamo Roman Draganesti, il vampiro milionario del titolo, capoclan ricco e intelligente, scienziato creatore del sangue sintetico e di molte altre scoperte che rendono possibile una vita pacifica tra vampiri e umani, alle prese con un imbarazzante problema dentistico… e Shanna Whelan, una dentista che si trova per caso sulla sua strada al momento giusto, e che la mafia russa vuole morta in quanto testimone involontaria di un delitto.
Dal loro incontro partono, ovviamente, una serie di avventure anche molto divertenti, a base di grande ironia, che porteranno all’inevitabile finale romantico...
Il mondo in cui si muovono i personaggi non sa dell’esistenza dei vampiri (primo punto da decidere per un’autrice che si occupi del genere) che vivono mescolati agli umani, divisi in due fazioni: i “buoni” che vivono in armonia con i non vampiri, li rispettano e si nutrono di sangue sintetico e gli “Inappagati” (che si autodefiniscono i “Puri”) che vedono invece gli umani come esseri inferiori di cui cibarsi.
Ogni romanzo, come anche nel caso di quelli di Katie MacAlister (già recensita qui), riprende il titolo di un film o telefilm, ed è autoconclusivo, per quanto molti personaggi siano ricorrenti da un libro all’altro.
Piacevole e divertente, non vincerà certo mai il Nobel per la letteratura, ma è godibile e intrattiene senza troppi pensieri.

lunedì 30 maggio 2011

Brivido di sangue

BrividoSangueTanto per cambiare sono incappata in questo film su Rai4, in una seconda serata domenicale un po' assonnata. Complice il visino intrigante di Jude Law ho deciso di fermarmi quanto bastava a vedere dove mi portava il film.
Il regista era per me uno sconosciuto, tale Pochih Leong. Il film risulta essere uscito nel 1998, ma se devo dirla tutta io non ne avevo mai sentito parlare.

Un'auto incastrata tra i rami di un albero, una squadra di pompieri sta cercando di disincastrarla e portarla al suolo. Tra il pubblico c'é Steven Griscz (Jude Law) che osserva con attenzione la scena. Dall'auto, proprio su una sua mano, cola del sangue. La donna al volante andava un po' troppo veloce quando è uscita di strada. Poco dopo si viene a sapere che Griscz aveva una relazione con lei. Sembra turbato e collabora con la polizia per la risoluzione del caso. Presto, però, l'uomo incontra una donna di nome Maria. Si frequentano, sembra che tra loro le cose acquistino consistenza, ma mentre finalmente i due fanno l'amore, lui la uccide mordendole il collo e bevendone il sangue per poi lasciarla dissanguare definitivamente mentre compie uno strano rituale. Un cristallo di colore rosa viene espulso dal suo corpo e lui lo ripone in un contenitore in cui altri cristalli simili sono già catalogati e ognuno ha accanto un nome di donna. Poi prende appunti, poi si sbarazza del cadavere mentre uno dei due detective con cui sta collaborando comincia a seguirlo per ordine del collega.
In un museo, ancora, Griscz nota un'altra ragazza: Anne.
Con lei nasce un rapporto che si sa dove porterà, se non fosse che...

Film strano, che non mi ha convinta del tutto ma che ha un certo fascino, dovrei rivederlo per capire meglio. C'è una base horror a cui sono affezionata (quella più psicologica e d'attesa e non splatter), c'è un'atmosfera tesa e cupa il giusto, riflessiva più che d'azione. C'è una buona recitazione di Jude Law e dell'attrice che interpreta Anne (Elina Lowensohn) anche se a volte lei risulta troppo drammatica. Buona la fotografia e tutta la parte teorica spiegata dal protagonista mano a mano che il film procede. Interessante come il titolo originale, "The wisdom of crocodiles" riporti a saggezza e coccodrilli di cui nel film si accenna soltanto. Paragonato a un moderno vampiro, il nostro protagonista ne condivide alcune caratteristiche ma più che di sangue lui si nutre di emozioni e ricerca l'amore vero per cristallizzarlo. Per un breve tempo ci si aspetta un finale romantico o consolatorio che non arriva e proprio sul finale la storia un po' ci delude restando quella che è: la storia di uno psicopatico pseudovampiro (che poi alla fine non importa affatto se lo sia o meno) e di alcune delle sue vittime senza grosse pretese.

lunedì 16 maggio 2011

Flash forward

flash-forward-image
























Un'altra serie tv interrotta dopo la prima stagione, non saprei ancora se meritatamente o meno.
Nata da un romanzo del canadese Robert J. Sawyer la storia parte da un presupposto interessante: un black out colpisce tutta la popolazione mondiale, che perde conoscenza per due minuti e diciassette secondi. In questo lasso di tempo ognuno (o quasi) ha una visione del proprio futuro; non un futuro generico, ma un giorno e un'ora precisa.
Lo sviluppo della serie ci porta a seguire l'agente FBI Mark Benford (Joseph Fiennes) mentre tenta di capire chi e come ha provocato il black out e nel frattempo cerca di salvarsi la vita. Nel suo "flash forward", infatti, lui sta per essere ucciso nel suo ufficio da uomini mascherati. Intorno a lui si muovono altri agenti FBI ognuno preso dalla propria visione e dal proprio porsi domande sul destino; ci sono la moglie medico, Olivia, e il collega tirocinante Bryce; ci sono l'agente Noh, che non ha visto il proprio futuro, e la fidanzata avvocato. Ci sono i cattivi, perché i cattivi ci sono sempre, tra cui spicca il dottor Simon Campos (Dominic Monaghan) che ha un ruolo importante nel progetto che ha portato al black out. Ci sono doppiogiochisti, spie, killer, avvenimenti che spiazzano l'indagine.
Ci sono momenti di noia e lentezza che distraggono l'attenzione e che tutto sommato fanno dubitare della possibilità di giungere al termine della serie. E dire che i creatori della serie avevano in mente una durata di qualche anno, anche fino a sette stagioni. Un po' come Lost.
Alla fine delle 22 puntate, infatti, si innesca una serie di eventi che lasciano la narrazione in sospeso e le sorti di molti dei personaggi non sono definite.
Nonostante i mille volti noti, spiccano personaggi di telefilm di ogni tipo degli ultimi anni (da Monaghan e Sonya Walger di Lost a Annabeth Gish di X-Files, Brotherhood e Lie to me; con James Callis di Battlestar Galactica e l'apparizione di Alex Kingston di E.R.) e attori abbastanza conosciuti, la serie non ha una gran presa sul pubblico. Nonostante le proteste dei fan viene cancellata nel maggio 2010.
Trasmessa in Italia prima da Fox, poi da Italia 1 a partire dal settembre 2010.
Come ho già detto, non sono sicura che la serie meritasse una stroncatura definitiva. In fondo l'idea originale era buona e forse c'era ancora tempo per aggiustare il tiro. Certo che dopo Lost le storie con troppi salti (avanti o indietro che siano) non sembrano più una novità e risultano stancanti se non ci si affeziona almeno a qualcuno dei personaggi.
Verdetto? Sta  a voi.

lunedì 9 maggio 2011

Haven

haven-tv-show-castChe dal lavoro di Stephen King si tenti di trarre l'impossibile è chiaro da tempo. Il nome attira comunque pubblico nonostante a volte i risultati non siano all'altezza delle aspettative. Un po' come capita con questa serie tv approdata da poco in chiaro su Rai4 e di cui sembra essere stata già data conferma per una seconda stagione (cosa che ultimamente non capita spesso).
L'ambientazione è come sempre - o quasi - il Maine. La cittadina di Haven accoglie l'agente FBI Audrey Parker, giovane e bionda mente aperta, durante la caccia a un ricercato evaso. Il ricercato, manco a farlo apposta, muore prima ancora dell'arrivo della Parker (una non particolarmente speciale Emily Rose) e lei si ritrova a indagare sul suo omicidio insieme a Nathan Wournos, figlio dello sceriffo e agente di polizia pure lui (Lucas Bryant). Da questo momento l'agente Parker comincia a conoscere la cittadina e i suoi misteri, stranezze che i locali chiamano "i problemi", cosa che la porterà a fermarsi a collaborare per un periodo più lungo con i due Wournos.
Altro mistero che la coinvolge e che la spinge a fermarsi lì è la comparsa di una foto risalente agli anni '80 in cui compare una donna che le somiglia moltissimo ed è legata all'omicidio di quello che gli abitanti di Haven conoscono come Colorado Kid (questa l'ispirazione a un romanzo di King del 2005, con sostanziali differenze).
Audrey non ha mai conosciuto i suoi genitori e quella foto le fa sperare di poter rintracciare la madre biologica.
Personaggio di folklore locale è Duke Crocker , interpretato da Eric Balfour  (24, Six Feet Under e Skyline), contrabbandiere e antagonista di Nathan, ma anche simpatica canaglia.
Telefilm prodotto in Canada, girato in Nuova Scozia, a Chester. Per chi conosce il lavoro di King e tutte le opere cinematografiche e televisive la serie non presenta nulla di nuovo. Tutto nella norma. Personaggi, guai, manifestazioni sono sempre le sue. Il cast, forse anche complice il doppiaggio, non rende in modo soddisfacente (ma dovrei dedicare del tempo alla visione in lingua originale, cosa che non credo di poter fare) e il tutto risulta un tantino scontato. Tono, dialoghi, caratterizzazioni.
Ma è tutto sommato un prodotto da evasione, niente di impegnativo, adatto per qualche brivido distratto quando non se ne può più dell'approfondimento di qualsiasi genere...

domenica 8 maggio 2011

Le torri di cenere - George R R Martin


le torri di cenereGeorge R.R. Martin è uno scrittore veramente prolifico. Il suo genere è definito fantasy, ma spazia tra il vero e proprio fantasy e la fantascienza, il dark, più di ogni altro autore che io abbia letto. Questo libro è una raccolta di racconti, dieci per la precisione, scritti dal 1971 al 1977, alcuni dei quali hanno vinto premi prestigiosi. Noto per essere l'autore della saga fantasy "Le cronache del ghiaccio e del fuoco", lavora anche per cinema e tv.
Il suo stile incontra il mio gusto, la mancanza di finali consolatorii e la cruda nitidezza dei mondi che descrive, la solitudine, l'incanto davanti a mondi totalmente diversi dal nostro sono eccezionali e la lettura delle prime 50 pagine mi ha già spinta ad acquistare i primi due volumi della sua saga.
In questa raccolta spiccano "Solitudine del secondo tipo", in cui un uomo scrive il diario della sua permanenza in una stazione spaziale - e ricorda la sua inquietudine sulla Terra -; "Canzone per Lya", premio Hugo per la narrativa di fantascienza; "Al mattino cala la nebbia", in cui un giornalista si trova a esplorare un mondo popolato di fantasmi per seguire una troupe mandata a smontare il caso e "Le solitarie canzoni di Laren Dorr", brevissimo ma di una intensità e di una dolcezza raramente lette prima.
Descrivere una raccolta di racconti è impossibile, ma consigliare la lettura di almeno un'opera di questo meraviglioso autore classe 1948, e ce ne sono tante, è il minimo che io possa fare.
Veramente bellissimo.

giovedì 14 aprile 2011

Tutta mio padre - Rosa Matteucci


TUTTAMIOPADREQuesto è un romanzo difficile. Rosa Matteucci racconta di sè, della sua famiglia e del suo crescere nel mezzo di una tragedia della vita. Questo è un romanzo terribile. A tratti demenziale nel tratteggiare i protagonisti esagerati in tutto, sul baratro, in una pantomima che serve solo a salvarli dal cadere definitivamente nel vuoto.
La famiglia nobile, già particolare ai tempi di maggiore splendore, crolla sotto il peso del fallimento economico. Il nonno ha perso tutto, un po' anche la ragione. All'epoca Rosa ha 8 anni ed è la preferita di papà. Il rapporto di padre e figlia viene sviscerato durante il racconto del tracollo di una intera famiglia che scivola sempre più in un abisso di degrado e follia. A salvare ciascuno di loro sono quei piccoli interessi che diventano ossessioni, bizzarri modi di comportarsi e vivere, di interagire.
Non è un romanzo da prendere alla leggera. Duro, crudo, a tratti anche stomachevole, disgustoso. Ma ricco di un dolore e di una forza che non si trovano facilmente nei romanzi di ogni giorno, quelli che ci accompagnano in metropolitana o ai giardini sotto il primo sole. Pieno di sensazioni da citare, geniali nella loro cattiveria e crudezza. Pieno di amore, comunque. Perché anche nei momenti più difficili, quando si pensa di odiare qualcuno per il destino che ci ha scelto, in realtà non si può fare a meno di amarlo.
Forse mi ha toccata perché ricorda in parte le vicende personali della mia infanzia, forse solo perché diverso dal solito. Forse perché sotto sotto anche io sono tutta mio padre e pure tutta mia madre. Per non far torto a nessuno.
"Stavo lì nel mio letto e tutto mi sembrava minaccioso, la vita stessa un'impresa destinata al fallimento. Non ne andava mai bene una, c'era sempre qualcosa che incombeva e ti feriva al cuore. Mancavamo di tutto. Non ho mai smesso di combattere per rimanere viva. Avrei voluto salvare anche i miei genitori dal degrado e dalla miseria. Avrei voluto vederli sorridere, almeno una volta. Per quanto esasperata da quei demenziali su e giù per le scale, sentendo mio padre che si affannava a trascinare le taniche di nafta, provavo un dolore acuto, come uno spasmo bruciante nel centro del petto. Mi faceva male il cuore. Avrei voluto aiutarlo, riscattare la sua pena di vivere, facendo avverare una delle sue fantasie. (Pag 220)"

domenica 3 aprile 2011

One hour photo

one-hour-photo
Titolo originale One Hour Photo
Paese USA
Anno 2002
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia Mark Romanek
Soggetto Mark Romanek
Sceneggiatura Mark Romanek
Fotografia Jeff Cronenweth
Montaggio Jeffrey Ford
Musiche Reinhold Heil, Johnny Klimek
Scenografia Tom Foden
Interpreti e personaggi

Al suo secondo lungometraggio dopo Static del 1998, Mark Romanek firma un film destinato a rimanere nell’immaginario grazie anche alla prestazione di un Robin Williams mai così controllato. La sua ossessione viene disvelata progressivamente grazie a una recitazione implosa in cui tutte le pulsioni represse sembrano pronte ad esplodere ed invece si inabissano nella psiche di un personaggio scritto con grande attenzione ai particolari e con la consapevolezza di dover andare oltre l’ennesimo ritratto di psicopatico al cinema. [fonte mymovies - Giancarlo Zappoli].

E' un film preso per caso in un centro commerciale peché costava solo 3 euro e per la presenza di uno dei miei attori preferiti quale Robin Williams. Ambientato in una delle solite città americana, dove in un centro commerciale di elettronica dove il personagio principale Sy è il respondabile di un laboratorio di sviluppo e stampa di fotografia, che maniaco della perfezione delinea perfettametne i tratti del perfetto serial killer. Nella sua manicale solitudine si costruisce una famiglia perfetta prendendo schegge di vita dalle foto sviluppate di una famiglia cliente del centro commericale, gli York. Nel suo immaginario attorno a quelle foto costruisce un mondo familiare perfetto nel quale si inserisce impersonificandosi in un improbabile zio. Inizialmente lento nel suo volgersi prende velocità e freneticità come a dover capitolare, quando invece raggiunge solo l'epilogo di una vita ossessiva e troppo perfezionista che non si concretizzerà mai. Con salti di sceneggiatura che sembrano coerenti ma che si rivelano solo sogni ad occhi aperti del protagonista, per sentirsi sempre più parte integrante della famiglia, ma ad un certo punto qualcosa cambia rotta e finsicie per sgretolare quel sogno idilliaco, ed è qui che un diverso Robin William da il meglio di se caratterizzando tutti gli aspetti del perfetto maniaco ossessivo e omicida ma mai concretizzando le follie che porta nella sua mente.
Strano film per Robin Williams che ho sempre visto nei panni di un giocherellone più o meno serio, sotto queste vesti ha colto la mia attenzione su un film di perse insipido, raccontando storie di maniaci come tante, ma che grazie ad un personaggio davvero inqiuetante e anomalo cattura l'attenzione grazie anche alla segneggiatura che per quanto semplice e lineare, grazie ai sogni aperti trattiene lo sguardo e quel tanto di pathos che può serivire.

Autore del post: Zugo

venerdì 18 marzo 2011

Nel cuore della notte - Laurell K. Hamilton

Quarto romanzo della saga di Meredith NicEssus di Laurell K. Hamilton, ho già avuto modo di scrivere del primo libro, Un bacio nell'ombra, del secondo, Il tocco della notte, e del terzo, Sedotta dalla luna, e vi rimando in particolare alla recensione del primo per capire chi è Merry.
Come ho già avuto modo di dire, questo episodio della saga -insieme al precedente e al successivo Sedotta dalla luna appunto e Il bacio della tempesta- forma una sorta di "trilogia" all'interno della serie, in cui le vicende si svolgono nell'arco di sole 24 ore... tempo stimato all'interno dei tumuli di Faerie, in cui il tempo scorre diversamente, a volte più lento ed altre molto più veloce, che nel mondo umano che si trova all'esterno.
La descrizione data dalla TEA, che ne ha curato l'edizione economica come per tutti gli altri libri della Hamilton, è di nuovo piuttosto scarna:
Dal giorno del suo ritorno nel regno di Faerie, alla principessa Meredith NicEssus è stato affidato un compito decisivo per la sopravvivenza della stirpe reale: concepire un erede. Ecco perché, cercando di spezzare il sortilegio che impedisce alle donne fey di procreare, ogni notte lei si concede alle sue guardie sidhe. Eppure sono in molti a tramare nell'ombra perché il tentativo fallisca, soprattutto i nobili ostili a sua zia Andais, regina dell'Aria e delle Tenebre, spaventati dalla capacità di Merry di risvegliare nei sidhe il potere magico che avevano perduto da migliaia di anni. Perciò, quando la corte Unseelie diventa il teatro di un duplice omicidio, la principessa capisce che le uniche persone di cui si può fidare sono gli umani e, sfidando l'ira di Andais, chiede aiuto alla polizia di St. Louis per smascherare i colpevoli. Nel frattempo, però, la stessa Merry deve lottare contro la propria sensualità per non cadere vittima del fascino di Mistral, il signore delle Tempeste, dato che loro unione potrebbe sprigionare energie che vanno oltre ogni immaginazione.
Per il popolo sidhe, pur discendendo da divinità ed avendo a disposizione la magia per plasmare e modificare la realtà, è difficile procreare. Per scongiurare l'estinzione del suo popolo Andais, regina della corte Unseelie, ha quindi stabilito che il primo tra la nipote Meredith ed il figlio Cel che riuscirà a generare un erede regnerà sul trono come suo successore.
A seguito delle vicende del primo romanzo Cel è al momento detenuto in un camera di tortura e Merry, nonostante la gran quantità di sesso con le sue guardie, ancora non è incinta e la zia l'ha fatta ritornare a corte, luogo da cui lei era fuggita anni prima per salvaguardare la propria incolumità dai continui attacchi alla sua persona, oltretutto non immortale a causa della parte di sangue umano che scorre nelle sue vene.
Ora che la giovane è sotto la protezione della regina (per quanto essa sia sempre di umore piuttosto mutevole e facile alla collera), circondata dalle sue personali guardie del corpo, con due mani di potere che si sono finalmente manifestate e poteri particolari che man mano emergono, la sua vita a corte dovrebbe essere più sicura, eppure durante una conferenza stampa che si svolge eccezionalmente all’interno del sithen, in un tentativo di assassinarla vengono uccisi una fey minore e un reporter umano.
Spinta da pressioni interne alla corte, Andais decide di affidare proprio a Meredith l’incarico di scoprire cosa stia succedendo e la principessa decide di indagare con le metodologie umane, affidandosi alla polizia -che per la prima volta entra a Faerie- ed a metodi “moderni”, per scoprire con la scienza ciò che la magia non riesce a rivelare.

martedì 1 marzo 2011

Padrona e amante - Anita Nair


padrona_e_amanteAnita Nair è una scrittrice indiana interessante. Avevo letto "Cuccette per signora" anni fa e mi aveva lasciato una sensazione di dolcezza e di poesia nonostante trattasse le vite di cinque donne indiane di diverse età in viaggio su un treno per Kanyakumari, la punta estrema dell'India. Questo romanzo, lungo ben 527 pagine e non sempre scorrevole, è la seconda opera che leggo di questa autrice.

Uno scrittore e musicista americano di nome Chris arriva in Kerala (India del sud) per una lunga intervista a Koman, danzatore del kathakali (antica arte) ormai anziano. Ad accoglierlo oltre a Koman ci sono Radha e suo marito Shyam, proprietario di un resort e ambiziosissimo. Tra Chris e Radha nasce qualcosa che cambierà i rapporti tra tutti i protagonisti. Si intrecciano la storia di Koman fin dalla sua nascita, la realtà che vive ora, il difficile rapporto tra marito e moglie, l'avventura coinvolgente di Radha e Chris, le riflessioni di Koman riguardo alla sua vita di artista e alla sua arte. Padrona e amante di una vita.

La narrazione sfrutta i vari punti di vista dei personaggi. Radha, lo zio Koman e Shyam si alternano nel raccontare la propria storia, le proprie emozioni e paure. Ognuno in prima persona, ognuno col suo modo e con le sue sensazioni vivide e forti. Fanno da intermezzo le parti di storia relativa alla nascita di Koman, alla storia d'amore dei suoi genitori maledetta fin dal primo momento, alla sua infanzia e la sua decisione di diventare artista. Tutto il tomo parla d'amore. Quello di Radha per Chris, quello di Shyam per Radha, quello dello zio per l'arte, quello di Radha per lo zio, e ancora quello dello zio per una misteriosa donna sposata che lo ha amato per tanti anni.
Una storia di tradimenti e di follie fatte per amore. Una storia che sembra vera.