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lunedì 12 settembre 2016

Pagine e Pop Corn - Intervista a Maria Lidia Petrulli

Diamo il benvenuto nel nostro foyer a Maria Lidia Petrulli: nella vita faccio la psichiatra e la psicoterapeuta, anche la scrittrice, quando il tempo me lo consente.

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Mi piace moltissimo il cinema per cui la mia scelta ricade senza esitazioni sui film, che si tratti del piccolo o del grande schermo, non fa differenza. Seguo anche alcune serie tv ma sono davvero poche e non riesco ad appassionarmi. Il film è come un libro visivo, ho la possibilità di seguire la storia dall’inizio alla fine, calarmici dentro e vivere i personaggi, sceglierli, identificarmi, sognare, agire, vivere con loro, come quando leggo un romanzo. Le serie sono spesso troppo brevi, superficiali, ripetitive e capita che la qualità di storie e attori non sia molto elevata. Di conseguenza, il mio genere è il film.

Se fossi il protagonista di una serie tv? E se fossi un film?
Se fossi la protagonista di una serie tv, probabilmente mi annoierei dopo il terzo copione, oppure, se proprio andasse bene, dopo la prima stagione proporrei al regista di farmi scomparire con una bella e onorevole morte. Naturalmente mi riserverei il ruolo di donna-eroina che combatte il male, indifferentemente se in versione fantasy, poliziesca o quant’altro, l’importante è non trovarmi dentro il romance, non è il mio forte.
Se fossi un film, vorrei raccontare una storia vera ma surreale, densa di pathos, una storia forte, di quelle che lasciano il segno, che ricordi e che rivedi volentieri: ci sono film che rivedo tutte le volte che li trasmettono, anche se li ho visti altre dieci volte.

Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Prendo spunto da tutto quel che attira la mia curiosità, che sa colpirmi, in genere si tratta di immagini che poi traduco in parole, qualsiasi stimolo è buono per creare un’altra storia. Perciò un fotogramma, una frase del film che sto guardando, possono dare l’idea per un romanzo. Non dimenticherò mai l’influenza che ha avuto il film Intelligenza Artificiale sull’elaborazione della trilogia Il Volto Segreto di Gaia, anche se credo di averla iniziata prima di aver visto il film, che mi ha sbattuto ancor più in faccia le problematiche legate alla sperimentazione genetica.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si conoscesse Matrix: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio.”) Fantasia o realtà?
Istintivamente, ti rispondo Pillola Rossa, la fantasia è uno dei tanti parametri che ha l’intelligenza per conoscere e interpretare la realtà, semplicemente predilige il canale delle metafore. È un modo diverso di esplorare la quotidianità, è un linguaggio, non sono mai riuscita a concepire realtà e fantasia come due elementi in contrapposizione, piuttosto si completano. Del resto, qualsiasi lavoro sul reale è comunque frutto di un’elaborazione dei dati di realtà operata dalla fantasia, a meno di non parlare di cronaca o documentario. In tutti i romanzi o racconti che ho scritto, che siano fantasy o mistery o che abbiano preso spunto dalla realtà nuda e cruda, ho sempre lavorato affinché reale e fantastico fossero ben dosati fra loro. Persino nell’antologia La Bambina Che Voleva Essere Trasparente, in cui personaggi e le storie nascono da solidi dati di realtà, la fantasia non può fare a meno di apportare il suo contributo, altrimenti non ci sarebbe nessuna elaborazione e nessun pathos, sarebbe una banale riproduzione. Inoltre, andare a esplorare la tana di Biancoconiglio, vedere quant’è profonda e cosa ci sia ancora di non svelato, mi piacerebbe moltissimo e poi che c’è di male? Aggiungiamo per gli iper razionalisti. Non siamo meno adulti né meno bambini :-D

Genere preferito, letterario e cinematografico?
Leggo e guardo tutti generi purché di buona qualità, mi lasci un’idea, un desiderio, la scoperta di qualcosa che non conoscevo, insomma, che mi apra altre porte; non ho una gran passione né per l’horror che per il romance, ma se mi capita qualcosa fra le mani e mi incuriosisce, non c’è motivo per cui non lo legga; ho una predilezione per lo storico, la narrazione psicologica, il fantastico e la fantascienza, l’importante è che il racconto sia bello, ben costruito e che mi faccia leggere un’altra vita, che mi mostri un altro punto di vista.

Quale regista vorresti scegliesse il tuo libro per farne un film e con quale cast per interpretare i tuoi personaggi?
Sarò banale ma non ho dubbi: Peter Jackson e il cast de Il Signore degli Anelli sarebbero un grande onore per la trilogia Il Volto Segreto di Gaia, e già che si può sognare, mi piacerebbe che la colonna sonora fosse composta da Howard Leslie Shore. I personaggi della trilogia sono talmente numerosi e diversi, che il cast ci andrebbe proprio al completo.

Raccontaci un po’ del tuo romanzo…
In questo momento, posso parlare di due pubblicazioni che vanno in parallelo: la trilogia Il Volto Segreto di Gaia ed Emilie Sanslieu. La Bambina che Voleva Essere Trasparente è un’antologia frutto di un primo premio letterario.

La trilogia è un fantasy/fantascienza nata una decina di anni fa, affascinata com’ero, e sono tutt’ora, da quel che riguarda l’intelligenza artificiale, il possibile futuro del nostro pianeta e la conseguente evoluzione dell’essere umano. È stata l’occasione per fare un viaggio, non solo nello spazio ma anche nel cuore delle tante razze che ho inventato e dei numerosi personaggi, la possibilità di descrivere gli avvenimenti e i paesaggi che hanno preso corpo mentre scrivevo, parlare d’amicizia e d’amore, di magia e di realtà, di tutto ciò che è diverso e fa paura. È stato davvero un bel viaggio, mi sono divertita mentre scrivevo, perché anch’io ero dentro la storia, in particolare l’ultimo volume, Ritorno Al Mondo Azzurro, che ho scritto in pochi mesi, un vero miracolo, solo due anni fa. In questo romanzo ho condensato tutto quel che ho maturato, come stile e come storia, nei tanti anni che gli ho dedicato. Alla luce del poi, si rivela un racconto attuale, sia per quel che sta accadendo al pianeta da un punto di vista ecologico, sia per la barbarie che lo sta sconvolgendo: quando la fantasia precede la realtà… purtroppo.

Emilie Sanslieu, invece, è una saga fantasy per giovani lettori. Ho cercato di creare una specie di mondo parallelo, dove lo scenario di sfondo è l’universo, in cui agiscono personaggi provenienti da costellazioni e mondi diversi, non solo umani come Emilie ma multirazziali, IAA, intelligenze artificiali astrali, estinti e mutaforme, oltre a draghi, elfi, zaratan, erbe dello smarrimento… Ho immaginato porte che separano i mondi e varchi spazio-temporali, e la magia non scaturisce da una bacchetta magica ma dalla musica: un flauto, il grande amico di Emilie. Non ho immaginato quest’ultima come la sola eroina, il centro dell’attenzione, poiché le soluzioni alle tante avventure dipendono dalla collaborazione di molti. Credo che in questa storia, bambini e ragazzi trovino una risposta a quel che vivono nel loro mondo interiore e non solo, la realtà quotidiana in cui è tanto difficile a volte districarsi. Poiché le risposte che ho avuto sinora sono molto positive, il romanzo è stato adottato come lettura alternativa anche in alcune scuole, e non solo i bambini/ragazzini ne sono stati attirati ma anche molti adulti… Alcuni più dei bambini, tanto da contendersi il libro. Diciamo che l’entusiasmo, come risposta non manca e questo mi fa molto onore.


È previsto un sequel, o un prequel? Uno spin off?
La trilogia Il Volto Segreto Di Gaia è conclusa, va bene così, con essa si chiude un capitolo, anche della sottoscritta; Emilie Sanslieu invece continuerà, non so ancora fin dove vorrò spingermi. Il primo volume è uscito due anni fa e il prossimo settembre sarà pubblicato il secondo: Emilie Sanslieu Nella Costellazione del Drago-Glinor. Quest’ultimo volume lo trovo particolarmente “vivace”. Emilie incontra personaggi particolarissimi che saranno i suoi compagni ed entrerà nel fantastico mondo dei draghi, quello meno conosciuto, quello dal significato più arcano. E il mondo delle pietre e del loro potere svelerà la forza che sta nella terra.

Altri progetti?
Progetti ce ne sono tanti, per ora ho messo da parte il fantastico per dedicarmi a storie più reali che ci toccano da vicino, ho in mente un racconto da scrivere in francese, lingua che, vivendo in Francia, apprezzo sempre di più per le sue qualità ironiche, ma penso che sia pura follia e praticamente impossibile.  

Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?
Ho sia due pagine facebook, di cui una è il profilo normale e l’altra una pagina autore, e un blog: http://lidiahelene.blog.tiscali.it  purtroppo non ho tantissimo tempo da dedicargli.
Per gli acquisti:
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Su Amazon

La tua “Corazzata Potemkin”, sia letteraria che cinematografica? Ovvero, cosa non ti piace proprio?
Questa è forse la domanda più difficile, mi viene da dire Bollywood per quel che riguarda il cinema, il massimo del degrado; Per quel che concerne la letteratura, L’isola del Giorno Prima di Umberto Eco era stato un vero delirio, poi molti sono stati i libri che ho letto a balzelloni, come dico io, una pagina ogni venti, tanto è sempre lo stesso, perché la scrittura o la storia non mi piacevano.


E ora diamo inizio allo show.

domenica 19 giugno 2016

Pagine e Pop Corn - Intervista a Donatella Perullo

Diamo il benvenuto nel nostro foyer a Donatella Perullo, autrice napoletana nata con la scrittura nel cuore, che lavora alacremente per riuscire a realizzare il suo sogno di artista. Alcuni dei racconti di Donatella sono stati premiati in concorsi letterari o pubblicati sulla Romance Magazine, sulla Writers magazine e in numerose antologie. Nel novembre del 2014 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, il fantasy fiabesco Lacrime d’Ametista primo di una trilogia intitolata Il Fato degli Dei e nel giugno 2015 ha sperimentato l’auto pubblicazione, diffondendo sulla piattaforma Amazon Nemesi, una zombie novel di forte impatto.

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Ho una predilezione per il cinema, che ha influito molto nella crescita del mio immaginario fantastico. Appartengo a una generazione molto fortunata, cresciuta nel periodo in cui il cinema ha goduto della rivoluzione apportata da grandi pellicole innovative come Star Wars, Ritorno al futuro, Indiana Jones, ET, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Terminator e altri che hanno comunque segnato la storia della settima arte come Lo squalo, Grease, Gosthbuster. I film che ho amato nella mia adolescenza sono talmente tanti che se volessi elencarli tutti rischierei di annoiarvi, ma chi come me ha subito lo stesso colpo al cuore vedendo Han Solo imprigionato in un blocco di carbonite, potrà capirmi. D’altro canto in quel periodo arrivavano in Italia, anche se con diversi anni di differita, i primi telefilm d’oltreoceano, tra i quali la serie Starsky & Hutch regalò una bella sferzata d’energia al palinsesto televisivo e grandi emozioni alla me bambina che aspettava l’episodio settimanale come un’assetata in cerca d’acqua. In linea di massima, però, le produzioni televisive erano, sì divertenti e interessanti ma prive delle innovazioni che il cinema stava apportando in quel periodo. Oggi è tutto diverso. Ci sono telefilm che non hanno niente da invidiare alle grandi produzioni cinematografiche. Basti pensare a serie come Once Upon a time e al Il trono di spade, The walking dead o a polizieschi come True detective, Criminal Minds, Castle, ne potrei elencare decine e non posso dimenticare i miei beniamini, quelli che ormai sono per me come persone di famiglia, gli adorabili nerd di The big bang teory. Il cinema in questo periodo, invece, a mio parere sta subendo un calo di creatività. Le sceneggiature originali sono rarissime e impazzano i film che si rifanno ai fumetti e a libri di successo o remake di film di altre nazioni o di altri tempi. Sto parlando troppo, vero? È che avete toccato un argomento che mi appassiona quasi quanto la scrittura (sorride imbarazzata). Tranquilli, arrivo al dunque. Tra film e telefilm nel mio cuore vinceranno sempre i primi perché nulla può equiparare l’emozione della sala che diventa buia e dello schermo che s’illumina d’immagini da sogno. A mio modestissimo parere, l’impatto emozionale di una buona pellicola difficilmente potrà essere raggiunto da una serie televisiva, per quanto valida possa essere. Questo anche per colpa delle produzioni, soprattutto quelle USA che sono spesso ripetitive e prevedibilissime per lo spettatore esperto e smaliziato. In più molto spesso e serie, soprattutto quelle di successo, tendono a essere procrastinate oltre le possibilità creative degli sceneggiatori che finiscono con l’incartarsi e deludere lo spettatore, rovinando anche le belle sensazioni donate fino a quel momento e lasciando l’amaro in bocca.  In conclusione (era ora, direte) film fino alla fine!

Se fossi il protagonista di una serie tv? E se fossi un film?
Magari! Sarebbe un sogno che si realizza. Sin da piccolissima il mio desiderio più grande è stato quello di riuscire ad andare oltre lo schermo insieme ai miei personaggi preferiti. Allora avrei voluto essere la principessa Leila e lottare al fianco di Han e Luke o Sara Connors in Terminator e salvare Kyle Reese oppure Chrissy Snow (Che non è parente di John) e dividere l’appartamento con Jack Tripper e Janet Wood in Tre cuori in affitto. Oggi quel sogno esiste ancora, ma le scelte ovviamente sarebbero diverse. Sarei felice di potermi sedere sul divano insieme a Sheldon Cooper, di indagare con il brillante Castle, di sostituire Claire in Outlander, ma sarebbe fantastico anche essere un Avenger, la protagonista di un avventuroso poliziesco accanto a Bruce Willis o prendere il posto di Katniss Everdeen agli Hunger Games, ma anche impersonare Giselle di Andalasia in Come d’incanto.
Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Sono in tanti a dirmi che, leggendo le mie storie, hanno avuto la sensazione di guardare un film. Per me questo è un enorme complimento perché vuol dire che ciò che scrivo riesce a essere immediato e a entrare nell’immaginario del lettore. Mi piace pensare che l’amore per il cinema abbia influenzato positivamente la mia vena artistica e il mio modo di scrivere. In effetti, anche se non mi lascio influenzare da trame già viste o da storie già sentite, è certo che mentre creo immagino la storia come un film di cui ho nel mio cuore scelto il cast e lo vivo emozionandomi, proprio come davanti a un grande schermo ravvivato da effetti speciali. È probabile che questo mio modo di comporre influenzi il mio stile di scrittura e la costruzione della trama, ma non l’originalità del racconto.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si conoscesse Matrix: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio.”) Fantasia o realtà?
Matrix! Come ho fatto a non citarlo tra i miei film preferiti? Sono una testona, ma ricordarli tutti capirete che è impossibile. Pillola rossa forever! Come potrei rinunciare alla fantasia? È il mio pane quotidiano e l’unico biglietto possibile verso la speranza della felicità.

Genere preferito, letterario e cinematografico
Amo i film d’azione, i romantici non strappalacrime, i thriller, i film di fantascienza, quelli fantastici e le commedie se non sono demenziali. Quando leggo i gusti rimangono pressappoco gli stessi. Amo i classici, dai quali ho sempre qualcosa da imparare e i libri che mi facciano pensare, ma senza deprimermi. Mi piace leggere quelle storie che riescano a trasmettere messaggi senza diventare tediosi e soprattutto amo la letteratura cosiddetta d’evasione: i buoni thriller, i romance, i gialli, i fantasy (soprattutto i distopici) e i romanzi di narrativa che non abbiano la pretesa di insegnare al lettore a vivere.

Quale regista vorresti scegliesse il tuo libro per farne un film e con quale cast per interpretare i tuoi personaggi?
Gioco bellissimo, questo, che ho fatto decine di volte, ma che non condividerò con voi per quanto riguarda il cast che sceglierei e c’è un motivo. Quando scrivo una storia, ho chiarissimi in mente sia il carattere di ogni singolo personaggio che il loro aspetto fisico. È ovvio che per il fisico m’ispiri ad attori che trovo piacevoli e attrici che mi sono simpatiche, ma so bene che ciò che può sembrare bello o simpatico a me può non fare lo stesso effetto sugli altri.  Per questo preferisco non rivelarvi chi sono gli attori e le attrici che nel mio immaginario hanno prestato il loro aspetto fisico ai miei personaggi. Forse comprenderete il mio riserbo, ascoltando l’aneddoto che mi ha fatto decidere che non avrei mai più rivelato a chi pensavo mentre scrivevo. Tempo fa leggevo un romance di una scrittrice inglese. Era una lettura divertente e distensiva e la scrittrice descriveva il personaggio maschile come un uomo maturo, forte, dalla corporatura massiccia e mascolina, dal carattere brusco e modi piuttosto spicci. Nel mio immaginario avevo sovrapposto a questo tizio un bel Gerard Butler (chi più mascolino di lui) verso la fine del romanzo, invece, la scrittrice si fa venire a bella idea di definire il personaggio un George Clooney rude. Ebbene, mi passò tutta la fantasia e mi rovinai il finale del romanzo. George mi è simpatico, l’ho seguito sin dai tempi di E.R. e l’ho apprezzato in decine di film, lo ammiro come persona e credo che sia intelligente e colto, ma per quanto mi riguarda, ha il sex appeal di un carciofo. È evidente che i miei gusti in fatto di uomini, sono diversi da quelli della scrittrice inglese e chissà di quante altre persone e questo mi è servito da lezione. Da quel momento non mi sono mai più sbilanciata a rivelare le identità fisiche dei miei personaggi perché preferisco che ognuno li immagini come meglio crede e li senta propri. Per quanto riguarda la scelta de regista è diverso. Datemi Steven Spielberg, Ron Howard, James Cameron o Robert Zemeckis (che ringrazierò per sempre anche per il meraviglioso Forrest Gump) e sarò felice di confidare a loro il cast completo. P.S.: Se bisogna sognare, meglio farlo in grande.  


Raccontaci un po’ del tuo romanzo…
Ho due romanzi di cui potrei parlarvi, lo farò brevemente di entrambi. Sono due storie molto diverse tra loro, in tutto. Il primo è un fantasy classico, dalle atmosfere medioevali, che parla di avventura e d’amore: amore materno, amore fraterno, amicizia, amore desiderato e amore rifiutato che si tramuta in odio. S’intitola Lacrime d’Ametista ed è il primo volume della trilogia Il fato degli dei. È una storia ricca di magia e creature fantastiche, di luoghi incredibili e colpi di scena inaspettati. Amo molto questa trilogia che considero la mia fatica più importante e alla quale ho dedicato finora quasi cinque anni di lavoro. Il primo volume è stato pubblicato dalla Butterfly Edizioni e spero che presto vedranno la luce anche gli altri due libri della trilogia.
L’altro romanzo che come dicevo è diametralmente opposto al primo, è intitolato Nemesi ed è uno zombie horror piuttosto particolare che ho deciso di pubblicare in self su Amazon, curiosa di provare anche questo tipo di esperienza. È una storia dura, nata da un’ispirazione inaspettata e scritta in un tempo relativamente breve se rapportato ai tempi biblici che ho dedicato a Il fato degli Dei. La protagonista di Nemesi è una giovane veterinaria campionessa di Pentathlon che si trova a combattere una battaglia atroce contro il suo stesso padre, creatore di una razza di zombie pensanti che vogliono conquistare il mondo. Anche questa è una storia cui tengo molto e che mi ha regalato grosse soddisfazioni. Come dicevo sono due romanzi diversissimi tra loro che però hanno saputo regalarmi forti emozioni e che hanno in comune un’altra cosa molto importante e della quale mi sono resa conto solo dopo averli stilati: subiscono l’influenza della mia passione per il cinema.
È previsto un sequel, o un prequel? Uno spin off?
Di Lacrime d’Ametista, come dicevo, ho già scritto gli altri due volumi della trilogia, che sono in attesa di pubblicazione. Non credo che scriverò mai un sequel, ma potrei cedere all’idea di scrivere un prequel o anche uno spin-off perché la grande quantità di personaggi e a complessità della storia si presta a un’idea simile. Per Nemesi, invece, che è un romanzo breve, ho l’intenzione di scrivere un seguito e spero di riuscirci molto presto.
Altri progetti?
Una gran quantità, forse troppi e credo proprio che dovrò mettere un freno alla mia frenesia di fare se non voglio andare in overbooking! Sto lavorando a una raccolta di racconti, sto revisionando un thriller scritto qualche anno fa e sviluppando la trama di due romanzi che spero di scrivere di cui uno è il seguito di Nemesi e l’altro un romance (ebbene sì vorrei provare a cimentarmi anche in questo genere).
Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?
Non ho un blog, non avrei tempo di seguirlo perché dedico tutto il tempo libero alla scrittura. Ho un profilo facebook e lì pubblico le notizie sulle novità che riguardano la mia passione per la scrittura, ho anche un profilo Twitter, ma non lo seguo molto e anche su istagram ci sono a singhiozzi. Se qualcuno volesse leggere Nemesi può trovarlo su Amazon in formato e-book, mentre Lacrime d’Ametista è stato pubblicato solo in formato cartaceo ed è disponibile otre che sugli store online, anche in libreria.
Trovate qui "Nemesi"
E qui "Il fato degli dei"

La tua “Corazzata Potemkin”, sia letteraria che cinematografica? Ovvero, cosa non ti piace proprio?
Non mi piacciono i film di guerra, tranne rarissime eccezioni, e ancora meno i film tragici che lasciano presagire fin dall’inizio finali tristi. C’è già la realtà di tutti i giorni che ci ricorda quanto è difficile vivere. Nella letteratura, invece, non sopporto quegli autori che arzigogolano i loro pensieri facendo di tutto per complicare la vita del lettore. Quando ho la sensazione di trovarmi davanti a un narratore che cerca di far sentire stupido chi legge e dimostrare la propria saccente superiorità, lo depenno dalla lista degli autori da leggere e mi avvalgo della facoltà di abbandonare il libro, anche dopo pochi capitoli.

E ora diamo inizio allo show.

sabato 26 ottobre 2013

Albion - Bianca Marconero

Difficile cominciare questa recensione. Il romanzo è stato pubblicato dalla Limited Editions, casa editrice specializzata in fantasy e narrativa di genere. Esordio di un'autrice che promette bene, quattrocento pagine che si leggono in un batter d'occhio. Personaggi ben caratterizzati e sviluppo della tram calibrato alla perfezione, più un volume 1.5 scaricabile gratuitamente come espansione della storia.

Marco Cinquedraghi è ricco, egoista, viziato e sempre teso a sembrare quello che non è. Alla morte del nonno scopre che verrà mandato all'Albion College, una scuola esclusiva in cui il suo fratello maggiore ha perso la vita. Dovrà entrare a metà corso, una cosa che lo statuto della scuola non prevede, e l'eccezione gli costerà fatica. Lezioni e la compagnia dei borsisti, tenuti a dargli un aiuto anche contro la loro volontà. Perché all'Albion ci sono studenti di serie A e di serie B, e regole molto particolari. I rapporti che Marco sviluppa all'interno della scuola sono molteplici e ambigui, dovendo imparare come muoversi in un ambiente nuovo. L'attrazione per Helena, borsista spagnola, l'amicizia con Lance, suo compagno di stanza, il rapporto delicato con Deacon, e così via, in una serie di eventi che lo porterà a capire chi è davvero.
Le origini della scuola, le ragioni degli ultimi cambiamenti nello statuto, il motivo per cui Marco e alcuni compagni cominciano a sentirsi diversi da prima. Tutto verrà svelato all'ultimo momento, lasciando un finale aperto per il seguito. Magia, storia e leggenda si mischiano rendendo questo romanzo una cosa diversa dal solito fantasy, non necessariamente uno young adult e veramente interessante sotto molti punti di vista.

Quattrocento pagine, personaggi definiti egregiamente, dettagli storici e tecnici precisi. L'autrice si muove in un mondo fantastico perfettamente a suo agio, trasportando il lettore in un luogo altro e facendogli percepire emozioni e azioni che non restano solo sulla carta. Una scrittura scorrevole e intrigante.
Secondo me da leggere, anche da chi non ama il fantasy.

approfondimento gratuito
Ho già scaricato il volume che fa da approfondimento, fornendo il punto di vista di uno dei personaggi. Da leggere assolutamente dopo il volume qui recensito.

P.S: Ci sono punti che mi hanno ricordato Harry Potter (forse a causa della scuola), soprattutto l'antipatia che Marco Cinquedraghi suscita quasi senza bisogno di aprire bocca. Ma non c'entra nulla con lui. E a ben vedere, lo si può comprendere e perdonare. I rimandi ai Templari, ai cavalieri della Tavola Rotonda, alla storia europea... tutto fantasticamente coinvolgente senza apparire mai noioso. Aspetto il secondo episodio con ansia.

venerdì 16 agosto 2013

La maledizione del Ramo d'Argento - Lisa Tuttle

Questo non è il primo romanzo di Lisa Tuttle. Anzi, facendo una ricerca su Amazon se ne trovano davvero molti, ma solo due sono stati fin’ora tradotti in italiano ed entrambi parlano di mondi in qualche modo fatati. Strana la traduzione del titolo, che nell’originale è semplicemente “Il Ramo d’Argento” (The Silver Bough, strizzando l'occhio a The Golden Bough di Frazer, che viene anche citato). E infatti non c’è alcuna maledizione...

La storia è ambientata nell’immaginaria cittadina scozzese di Appleton, ormai spopolata e in rovina, e segue le vicende di tre americane che vi si sono trasferite da breve tempo: Nell che, rimasta vedova a causa di un incidente in barca, ha acquistato la vecchia Orchard House, l’ha ristrutturata ed è ossessionata dall’idea di ridare vita alla Appleton Fairest, la mela autoctona su cui si basava l’economia della città; Kathleen, la nuova bibliotecaria del paese, reduce da un brutto divorzio, che ha accettato il lavoro dopo un periodo a Londra; e Ashley, la più giovane, che arriva a trascorrere le vacanze estive con i cugini del padre, per scoprire la ragione per cui sua nonna fuggì dalla cittadina quando era ragazza per non farvi mai più ritorno.

Quando un terremoto provoca una frana che interrompe l’unica via di accesso e uscita della città, cominciano ad accadere strane cose, che sembrano ruotare intorno a un misterioso giovane giunto in paese poco prima dell’avvenimento, alla nonna di Ashley ed alla figlia dell’architetto che aveva costruito la biblioteca.

La storia è avvincente, ben scritta, scorrevole. Solo a tratti si intuisce dove andrà a parare l’autrice ed è sicuramente godibile non solo per gli appassionati del genere e di mondi fatati. Notevole e da ammirare, poi, la precisione con cui la Tuttle riesce ad ammantare la vicenda di mitologia –autentica- ed a creare dei miti ad hoc per la cittadina che ha inventato.

Certo, poi trovare tra i personaggi di un fantasy ambientato in Scozia -tra siti abitati dalle fate, kelpie, sirene e mele magiche- un giovane siciliano... per me in questo momento è un po’ un colpo... o un ennesimo segno, ma questa è un’altra storia!

giovedì 23 agosto 2012

La Meccanica Del Cuore - Mathias Malzieu

Graditissimo regalo, questo libro l'ho letto in poco meno di 5 giorni. Oggetto di discussione e di ispirazione per chi me lo ha regalato, ha voluto condividere con me il piacere di questa leggera lettura.

Edito da Fentrinelli - Sezione Narratori
La meccanica del cuore
 
Siamo nel 1874 nella notte più fredda del mondo nasce Jack che per il grande freddo ha il cuore che non funziona e così una strega/levatrice risolve il problema applicando un orologio meccanico a cucù al posto del cuore per farlo sopravvivere. Ci troviamo in Francia nella città dell'amore ed è così che Jack nonostante non debba amare per non rompere l'orologio che lo tiene in vita, si innamora perdutamente di una ballerina andalusa. Straziato dal pensiero di lei parte per un viaggio alquanto psichedelico per ritrovarla ed amarla nonostante le raccomandazioni della levatrice/strega divenuta sua madre adottiva fossero tutte contrarie: "Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai." Così dalla casa natia attraverso il viaggio e la permanenza in Spagna la narrazione si riempie di personaggi più o meno realistici che accompagnano e ruotano intorno ai due protagonisti della storia. Verso la fine del libro non poteva mancare un piccolo colpo di scena con cui dare un po' di tono realistico e grottesco a tutta la vicenda.
Libro leggero e gustoso da leggere di una storia d'amore giovanile e tribolata ma con momenti topici e intensi che trattengono il lettore anche se sparsi qua è la ci sono degli anacronismi riportati dall'autore Mathias Malzieu (leader di un gruppo rock francese); in alcune recensioni viene affiancato un po' alle atmosfere di Tim Burton, ma per la verità tolti un paio di dettagli, questo libro in effetti ha un suo perché per la mistura del favolistico con sentimentalismo giovanile (che forse trova ancora in se stesso l'autore) con l'ambientazione e scenicità grottesca che non scompare mai.
Per me è stata una gradevole lettura ottenendo un momento di relax, non troppo impegnativa potendo contare sul giusto gusto della lettura che portano con se queste 160 pagine scarse.

lunedì 9 luglio 2012

Il trono di spade - George R.R. Martin

Affrontare la recensione per un'opera come questa mi è difficile. L'intera serie delle "Cronache del ghiaccio e del fuoco" lo sarà. Ma ci provo. Dopo aver letto una raccolta di racconti dello stesso autore ho deciso di leggere questa lunghissima serie e dalla prima pagina in poi tutto è stato come un sogno. Il romanzo è la prima parte di "A game of thrones", che in Italia é stato suddiviso in due libri ed é datato 1996. Dall'anno scorso ne é stata tratta una serie tv giunta alla conferma della terza stagione.
Premessa: questo fantasy é ambientato nei Sette Regni di Westeros, un mondo immaginario in cui le stagioni durano decenni e che ha come riferimento storico il nostro medioevo (castelli, cavalieri, regine e intrighi di corte, combattimenti e strane creature). La storia è narrata capitolo per capitolo da personaggi diversi appartenenti alle diverse fazioni e casate coinvolte nella narrazione. Ogni capitolo un personaggio, così da poter vedere il complesso della storia sotto i diversi punti di vista e approfondire ogni personaggio allo stesso modo.
Si conoscono così la casata degli Stark, sovrani di Grande Inverno nelle terre del nord; quella dei Lannister di Castel Granito, potenti e ricchissimi imparentati con il nuovo re Robert Baratheon; si conosce l'ordine dei Guardiani della Notte, una sorta di monaci occupati da secoli a sorvegliare la grande barriera al Nord onde evitare invasioni da parte di popolazioni ostili: Estranei, Bruti, Giganti... Si incontrano due giovani Thargaryen, fratello e sorella figli del precedente re, esiliati dopo l'omicidio della loro famiglia, lontani da casa e impegnati nel tentativo di riappropriarsi del loro posto nei Sette Regni. La trama sembra complessa, ma scorre invece chiarissima mano a mano che la lettura procede.

Eddard Stark, signore di Grande Inverno, si trova a dover giustiziare un disertore dei guardiani della notte che afferma di aver visto gli Estranei, una popolazione relegata al di là della grande Barriera e ormai creduta estinta. Al suo rientro, la notizia dell'arrivo della carovana di re Robert Baratheon lo coglie di sorpresa. Sono passati anni da quando i due hanno combattuto fianco a fianco e la sua vista mette Eddard sul chi va là. Il Primo Cavaliere del re è morto da poco tempo e Robert, in nome della loro vecchia amicizia, vuole chiedere al suo vecchio compagno di battaglia di prendere il posto del defunto giù al sud. Eddard non ha scelta e deve partire anche quando uno dei suoi figli ha uno strano incidente e rischia la vita. Porta con sé le figlie Sansa e Arya, dopo aver promesso la prima al primogenito di Robert e affidato il regno alla moglie e al primogenito Robb. Nel viaggio lascia anche il figlio bastardo Jon, che parte per entrare nei guardiani della notte, non andando d'accordo con la matrigna Catlyn e non avendo un posto vero e proprio a Grande Inverno. Con ogni figlio di Eddard corre un meta-lupo, animali enormi e quasi creature mitologiche. Quando Bran, il figlio in pericolo di vita, rischia di essere ucciso in un attentato si comprende che i giochi sono ben più grandi di quanto sembrassero in precedenza. Catlyn parte in gran segreto per raggiungere Eddard e metterlo in guardia, Jon raggiunge la Barriera e comincia il suo addestramento, il piccolo Bran si risveglia senza ricordi, il disaccordo tra Sansa e Arya cresce sempre più, re Robert sembra essere diventato un ubriacone senza ritegno e senza alcuna volontà di regnare come dovrebbe.
Dall'altra parte del mare Daenerys Thargaryen viene data in sposa, appena quattordicenne, da suo fratello Viserys di poco più grande a un grande guerriero della razza dei Dothraki: Khal Drogo. Questo affinché il Khal, capo di un esercito di quarantamila uomini, conceda l'aiuto ai fratelli per riconquistare il trono di spade, il trono dei re forgiato dai draghi con le spade dei vinti, usurpato da Robert Baratheon.
Continui colpi di scena, inganni e sotterfugi, giochi di potere e umane illusioni condiscono le oltre quattrocento pagine del romanzo, lasciando senza fiato.

Come una droga questo romanzo cattura l'attenzione dalla prima pagina, tanto che giunti all'ultima non c'è altra scelta che prendere in mano il secondo volume e continuare a scoprire fino a che punto gli inganni saranno portati avanti, cosa nascondono i personaggi, quale destino toccherà a ognuno di loro. Senza riuscire a staccare il naso dalle pagine. Forzandosi per non continuare a leggere tutta la notte e oltre. Bellissimo, intenso, coinvolgente. Da non perdere.

mercoledì 18 gennaio 2012

Il bacio della Tempesta - Laurell K. Hamilton

Quinto romanzo della saga di Meredith NicEssus di Laurell K. Hamilton, ho già avuto modo di scrivere del primo libro, Un bacio nell'ombra, del secondo, Il tocco della notte, del terzo, Sedotta dalla luna, e del quarto, Nel cuore della notte, e vi rimando in particolare alla recensione del primo per capire chi è Merry.

Come ho già avuto modo di dire, questo episodio della saga -insieme ai due precedenti, Sedotta dalla luna e Nel cuore della notte- forma una sorta di "trilogia" all'interno della serie, in cui le vicende si svolgono nell'arco di sole 24 ore... tempo stimato all'interno dei tumuli di Faerie, in cui il tempo scorre diversamente, a volte più lento ed altre molto più veloce, che nel mondo umano che si trova all'esterno.

La descrizione data dalla TEA, che ne ha curato l'edizione economica come per tutti gli altri libri della Hamilton, è scarna ma precisa:

Meredith Gentry, erede al trono della corte Unseelie, ormai si allontana di rado dal palazzo della zia Andais, signora dell'Aria e delle Tenebre, perché il suo compito primario è concepire un erede. Se rimanesse incinta, potrebbe aspirare a diventare regina; se dovesse fallire, al trono salirebbe Cel, suo cugino, un individuo crudele e spietato, disposto a tutto pur di eliminarla. Quindi deve stare molto attenta. Soprattutto ora che lei e Mistral, il nuovo capitano delle guardie, sono diventati amanti, infrangendo l'esplicito ordine della regina Andais, e che la loro unione ha magicamente trasformato gli aridi Giardini Morti in una magnifica oasi di piante rigogliose e fiori lussureggianti. Merry è convinta di avere finalmente la prova che la corte Unseelie sta per tornare al suo antico splendore: se così fosse, avrebbe finalmente inizio una nuova era di pace. Ma il destino è in agguato: per sbaglio, Merry entra nel territorio degli sluagh, i sanguinari guerrieri confinanti coi sidhe, viene accusata di tradimento e presa in ostaggio...

Di amplesso in amplesso (singolo o multiplo, ciascuno ben descritto nei dettagli), l'ancora ignara Merry risveglia grandi poteri nei tumuli di Faerie e nei personaggi che la circondano. E' sempre più evidente che sia lei la Regina  desiderata dalla Dea Danu... solo i protagonisti sembrano ancora non rendersi conto dell'evidenza.

Le vicende si svolgono nell'arco di una giornata, in cui all’harem di Merry finisce per aggiungersi -più per decisione della Dea che altro, dal momento che era stato espressamente proibito- il nuovo capo delle guardie della regina Andais, Mistral (da cui il titolo del romanzo). Ma oltre al sesso -decisamente in primo piano- avvengono anche tutta una serie di fatti che fanno evolvere la storia principale, quella che i lettori affezionati stanno seguendo sin dal primo volume della serie.

Tra sithen che cambiano in conseguenza della magia di Merry, guardie che scompaiono nel terreno dopo un amplesso per poi ricomparire successivamente, giardini che riprendono vita, marmi bianchi laddove prima c'era solo pietra scura (cosa che scatena le ire di Andais, che vede la corte Unseelie virare un po' troppo verso i colori di quella Seelie), nell'arco di una semplice giornata riprende forma anche la Caccia Selvaggia -che si scatenerà ingovernata- ed il folle principe Cel riacquista anticipatamente la libertà. Tutto mentre i nostri eroi sono ancora attesi dal re della Corte Dorata...

Bello, divertente, coinvolgente e sensuale come sempre, forse in questo romanzo le scene di sesso prendono un po' troppo spazio alla vicenda. Sempre magistrale, invece, il modo in cui la Hamilton catapulta il lettore in questo suo mondo fatato, che ha saputo costruire con grande perizia e con evidente conoscenza dei miti a cui fa, di volta in volta, riferimento con grande capacità!

giovedì 1 settembre 2011

L'ombra del guerriero - Miki Monticelli


ombra del guerriero piemmeDue estati fa ho letto e successivamente recensito La scacchiera Nera di Miki Monticelli.
Questo è il seguito. Sull'autrice non ci sono novità. Questa serie è decisamente young adult, ma anche i forever young come me possono goderselo appieno. Come al solito la copertina (che nel caso del primo libro era stata fondamentale) è molto bella. La Piemme Freeway pare avere molta cura dei dettagli. Il prezzo, un po' alto, è di 19,50€.

Ripartendo da dove era finito il primo romanzo, la storia di Ryan, Milla e Morten continua nei territori della Scacchiera dopo una brevissima visita a casa. Visita che Milla pare non avere fatto. La sua assenza spinge entrambi i suoi amici a tornare velocemente indietro, anche a causa di uno strano fenomeno accaduto alla pedina che la rappresenta.
Milla è stata ferita gravemente. L'unico modo per salvarla è accompagnarla fino alle Rovine Sommerse (ovunque esse siano) e farla tornare a casa. Ma col passare del tempo cominciano i dubbi. Perché è stata ferita e lasciata indifesa al suolo quando l'Ingannatore (o chiunque dietro suo ordine) avrebbe potuto finirla senza problemi? Come mai i tre viaggiano con ostacoli relativamente difficili, quando sarebbe più semplice approfittare della loro debolezza? Quale piano ha escogitato l'Ingannatore, evidentemente non sconfitto nella precedente avventura? Chi e come li attaccherà? La Guerra è davvero così vicina?
Mentre i ricordi delle vite precedenti riaffiorano nella mente del Guerriero di Fuoco e gli rendono più pesante il viaggio, Milla e Morten affrontano ognuno i propri dolori, dubbi e paure con la speranza di uscirne vivi.

Più complesso del precedente, cattura e affascina fin dalle prime pagine. Raccontato quasi tutto in prima persona da Ryan lascia comunque spazio a molti protagonisti e personaggi già incontrati, come offre una buona descrizione dei nuovi arrivati tanto da renderli immediatamente familiari. Un romanzo piacevole, immediato e ben congeniato. Attendo il seguito con impazienza...

domenica 8 maggio 2011

Le torri di cenere - George R R Martin


le torri di cenereGeorge R.R. Martin è uno scrittore veramente prolifico. Il suo genere è definito fantasy, ma spazia tra il vero e proprio fantasy e la fantascienza, il dark, più di ogni altro autore che io abbia letto. Questo libro è una raccolta di racconti, dieci per la precisione, scritti dal 1971 al 1977, alcuni dei quali hanno vinto premi prestigiosi. Noto per essere l'autore della saga fantasy "Le cronache del ghiaccio e del fuoco", lavora anche per cinema e tv.
Il suo stile incontra il mio gusto, la mancanza di finali consolatorii e la cruda nitidezza dei mondi che descrive, la solitudine, l'incanto davanti a mondi totalmente diversi dal nostro sono eccezionali e la lettura delle prime 50 pagine mi ha già spinta ad acquistare i primi due volumi della sua saga.
In questa raccolta spiccano "Solitudine del secondo tipo", in cui un uomo scrive il diario della sua permanenza in una stazione spaziale - e ricorda la sua inquietudine sulla Terra -; "Canzone per Lya", premio Hugo per la narrativa di fantascienza; "Al mattino cala la nebbia", in cui un giornalista si trova a esplorare un mondo popolato di fantasmi per seguire una troupe mandata a smontare il caso e "Le solitarie canzoni di Laren Dorr", brevissimo ma di una intensità e di una dolcezza raramente lette prima.
Descrivere una raccolta di racconti è impossibile, ma consigliare la lettura di almeno un'opera di questo meraviglioso autore classe 1948, e ce ne sono tante, è il minimo che io possa fare.
Veramente bellissimo.

venerdì 18 marzo 2011

Nel cuore della notte - Laurell K. Hamilton

Quarto romanzo della saga di Meredith NicEssus di Laurell K. Hamilton, ho già avuto modo di scrivere del primo libro, Un bacio nell'ombra, del secondo, Il tocco della notte, e del terzo, Sedotta dalla luna, e vi rimando in particolare alla recensione del primo per capire chi è Merry.
Come ho già avuto modo di dire, questo episodio della saga -insieme al precedente e al successivo Sedotta dalla luna appunto e Il bacio della tempesta- forma una sorta di "trilogia" all'interno della serie, in cui le vicende si svolgono nell'arco di sole 24 ore... tempo stimato all'interno dei tumuli di Faerie, in cui il tempo scorre diversamente, a volte più lento ed altre molto più veloce, che nel mondo umano che si trova all'esterno.
La descrizione data dalla TEA, che ne ha curato l'edizione economica come per tutti gli altri libri della Hamilton, è di nuovo piuttosto scarna:
Dal giorno del suo ritorno nel regno di Faerie, alla principessa Meredith NicEssus è stato affidato un compito decisivo per la sopravvivenza della stirpe reale: concepire un erede. Ecco perché, cercando di spezzare il sortilegio che impedisce alle donne fey di procreare, ogni notte lei si concede alle sue guardie sidhe. Eppure sono in molti a tramare nell'ombra perché il tentativo fallisca, soprattutto i nobili ostili a sua zia Andais, regina dell'Aria e delle Tenebre, spaventati dalla capacità di Merry di risvegliare nei sidhe il potere magico che avevano perduto da migliaia di anni. Perciò, quando la corte Unseelie diventa il teatro di un duplice omicidio, la principessa capisce che le uniche persone di cui si può fidare sono gli umani e, sfidando l'ira di Andais, chiede aiuto alla polizia di St. Louis per smascherare i colpevoli. Nel frattempo, però, la stessa Merry deve lottare contro la propria sensualità per non cadere vittima del fascino di Mistral, il signore delle Tempeste, dato che loro unione potrebbe sprigionare energie che vanno oltre ogni immaginazione.
Per il popolo sidhe, pur discendendo da divinità ed avendo a disposizione la magia per plasmare e modificare la realtà, è difficile procreare. Per scongiurare l'estinzione del suo popolo Andais, regina della corte Unseelie, ha quindi stabilito che il primo tra la nipote Meredith ed il figlio Cel che riuscirà a generare un erede regnerà sul trono come suo successore.
A seguito delle vicende del primo romanzo Cel è al momento detenuto in un camera di tortura e Merry, nonostante la gran quantità di sesso con le sue guardie, ancora non è incinta e la zia l'ha fatta ritornare a corte, luogo da cui lei era fuggita anni prima per salvaguardare la propria incolumità dai continui attacchi alla sua persona, oltretutto non immortale a causa della parte di sangue umano che scorre nelle sue vene.
Ora che la giovane è sotto la protezione della regina (per quanto essa sia sempre di umore piuttosto mutevole e facile alla collera), circondata dalle sue personali guardie del corpo, con due mani di potere che si sono finalmente manifestate e poteri particolari che man mano emergono, la sua vita a corte dovrebbe essere più sicura, eppure durante una conferenza stampa che si svolge eccezionalmente all’interno del sithen, in un tentativo di assassinarla vengono uccisi una fey minore e un reporter umano.
Spinta da pressioni interne alla corte, Andais decide di affidare proprio a Meredith l’incarico di scoprire cosa stia succedendo e la principessa decide di indagare con le metodologie umane, affidandosi alla polizia -che per la prima volta entra a Faerie- ed a metodi “moderni”, per scoprire con la scienza ciò che la magia non riesce a rivelare.

venerdì 15 ottobre 2010

Sedotta dalla luna - Laurell K. Hamilton

La descrizione del terzo libro della serie di Merry Gentry data dalla TEA, che ne ha curato l'edizione economica come per tutti gli altri libri della Hamilton, è questa volta un pochino più esaustiva rispetto ai precedenti volumi.
La principessa della Corte Unseelie Meredith NicEssus è finalmente tornata a casa, dopo aver vissuto a Los Angeles per tre anni sotto falso nome, lavorando per un'agenzia investigativa specializzata in crimini soprannaturali. È stata richiamata dalla zia, la regina Andais, con il preciso incarico di concepire un erede. Cosa tutt'altro che facile per lei: le fey di sangue reale, infatti, generano pochi figli e quindi la stirpe rischia di estinguersi. Perciò Merry non può limitarsi a un unico partner: sono cinque i sidhe prescelti cui si concede ogni notte, finché uno di loro non riuscirà a metterla incinta, ottenendo così il permesso di sposarla e di diventare re. Ma un evento straordinario costringe Merry ad affrontare un'altra minaccia. Una notte, dopo aver sognato una donna ammantata di luce che le porge un calice d'argento, si sveglia e scopre che quell'oggetto prezioso si è materializzato accanto a lei, risvegliando in lei misteriosi poteri. Poteri che Merry riesce a stento a controllare.
Ho già avuto modo di scrivere del primo libro della serie, Un bacio nell'ombra, e del secondo, Il tocco della notte, e vi rimando in particolare alla recensione del primo per capire chi è Merry.
A differenza dei libri precedenti, questo ed i due successivi (Nel cuore della notte e Il bacio della tempesta) formano una sorta di "trilogia" all'interno della serie, in cui le vicende si svolgono nell'arco di sole 24 ore... tempo stimato all'interno dei tumuli di Faerie, in cui il tempo scorre diversamente, a volte più lento ed altre molto più veloce, che nel mondo umano che si trova all'esterno.
Se al termine de Il tocco della notte avevamo lasciato la protagonista e le sue guardie, i suoi Corvi, esausti dopo aver sconfitto il terribile mostro scatenato dal Taranis, sovrano della corte Seelie, qui scopriamo quali ripercussioni ha avuto l'eroica battaglia del libro precedente sui nostri eroi. In conseguenza allo scontro, infatti, Meredith si ritrova su un piano onirico in cui incontra una donna ammantata di luce che le cede un calice d'argento, che la giovane ritroverà reale e pulsante di magia tra le lenzuola del suo letto al risveglio. Il calice, una reliquia considerata perduta da tempo immemore, sembra essere ricomparso tra le sue mani per un motivo, che ancora però non è chiaro a nessuno dei protagonisti.
In ogni caso, il primo dovere della principessa è ancora e sempre quello di restare incinta di uno dei suoi Corvi e divenire così regina della corte Unseelie al posto della crudele zia Andais. Non mancano quindi parecchie scene fortemente erotiche, ma sempre narrate con uno stile raffinato, elegante e mai volgare.
Oltre al sesso, però, in questo romanzo si cominciano a delineare meglio i caratteri dei vari personaggi ed emergono più chiaramente i sentimenti che essi provano. Se Meredith per molto tempo è stata innamorata del verde Galen, ad esempio, e non ha mai compreso perché il suo compianto padre non avesse incoraggiato una relazione tra loro, ora le diviene più chiaro quanto l'uomo, dolce e a suo modo fragile, non sarebbe affatto adatto a diventare re. E la legge dei sidhe prevede che chiunque riuscirà ad ingravidare la principessa divenga re al suo fianco. Così, si assiste ad un progressivo e lento allontanarsi della giovane dal guerriero verde e ad una sua preferenza sempre più evidente per Rhys, Frost e Doyle.
Ogni personaggio in questa vicenda viene ben analizzato. Ogni guardia ha caratteristiche fisiche e caratteriali molto diverse e perfettamente tratteggiate, tanto che sembra di conoscere i personaggi da sempre ed è facile lasciarsi trasportare ed avere delle preferenze per l'uno o l'altro, sperando che il proprio preferito risulti alla fine il "vincitore". Non a caso, negli USA dove l'intera serie è uscita prima che da noi, erano in vendita t-shirt con le immagini dei protagonisti maschili principali, in gruppo o singolarmente, con citazioni prese dai vari romanzi.

venerdì 13 agosto 2010

Il tocco della notte - Laurell K. Hamilton

La descrizione del secondo libro della serie di Merry Gentry data dalla TEA, che ne ha curato l'edizione economica come per tutti gli altri libri della Hamilton, non dà una buona recensione, solo una vaga idea di che cosa si tratti.
Per vari anni, Meredith NicEssus, principessa della Corte Unseelie, ha vissuto a Los Angeles, facendosi chiamare Merry Gentry e lavorando per un’agenzia investigativa specializzata in crimini soprannaturali. Ma ormai la sua vera identità è stata scoperta e quindi lei può finalmente tornare a casa, dove però l’aspettano non poche difficoltà. Anzitutto, come possibile erede al trono di sua zia Andais, la crudele regina dell’Aria e delle Tenebre, Meredith ha il preciso compito di dare un erede alla corte oscura. Un compito che tuttavia si rivela assai meno semplice e piacevole del previsto… E poi, perché mai la luminosa Corte Seelie, che ha ignorato la principessa fin da quand’era una ragazzina, improvvisamente cerca con ogni mezzo di lusingarla? C’è forse un legame col caso di cui lei si sta occupando e in cui è implicata un’ex amante del re? Tra intrighi politici e schermaglie sentimentali, Meredith Gentry dovrà impegnarsi in una contesa in cui il confine tra il bene e il male è labile e incerto, lottando per la propria vita e per la sopravvivenza di tutte le creature fatate.
Ho già avuto modo di scrivere del primo libro della serie, Un bacio nell'ombra, e vi rimando a quellarecensione per capire chi è Merry.
Nella sua seconda avventura, avvezzi ormai ai nomi ed alle distinzioni tra le creature fatate che compongono il suo mondo, tra sidhe seelie ed unseelie, goblin, fey minori e quant'altri, ritroviamo la nostra eroina occupata in un gravosissimo compito per ordine della sua regina: fare sesso. Fare più sesso possibile con le guardie reali, tutti sidhe unseelie dai fisici spettacolarmente perfetti, che hanno deciso di mettersi al suo servizio: Frost, azzurro come il ghiaccio dai capelli alla pelle, Rhys, bianco come il marmo, Galen, verde come un prato estivo, Nicca, bruno come la terra, e Doyle, nero come la notte.
La ragione di questo compito così ingrato deriva dal fatto che i sidhe hanno grosse difficoltà ad avere degli eredi e la regina Andais vuole a tutti i costi un'erede per la sua corte. Per questa ragione, ha stabilito che abdicherà a favore del primo che riuscirà a procreare tra Meredith, figlia di suo fratello, ma sidhe di sangue non puro e persino mortale, ed il proprio figlio Cel, che ha più volte tentato di eliminare o far liminare la cugina e per questo è stato condannato dalla stessa regina a sei mesi di tprture nelle prigioni del regno.
Ma la momentanea assenza del cugino non metterà la nostra giovane eroina (guarda caso alta 1,52 come l'altra protagonista dei romanzi della Hamilton, Anita Blake, e come lei portatrice di non poche cicatrici) del tutto al riparo da rischi, perché qualcuno ha liberato un mostro dalle possibilità infinite...
Il romanzo è piacevole, divertente, catapulta il lettore in una realtà parallela fatta di creature fantastiche, ed è a tratti molto sensuale. soprattutto nelle pagine in cui Doyle, la Tenebra, capo delle guardie di Merry (e, lo ammetto, mio preferito), finalmente decide dientrare nel letto della principessa!

mercoledì 26 agosto 2009

La scacchiera nera - Miki Monticelli


scacchieraneraAmmetto di aver comprato questo libro per la copertina. Probabilmente non lo avrei comprato per il titolo, visto che gli scacchi non mi entusiasmano, e nemmeno per l'autrice a me sconosciuta e pure italiana. Devo dire che almeno il genere mi era congeniale, ché nel fantasy si tratta spesso di lotta tra bene e male, quindi ci son morti. L'autrice è tale Miki Monticelli, ingegnere trentenne con la passione per il fantasy, già nota più che altro per pubblicazioni per ragazzi.

La storia narra di tre giovani possessori di una scacchiera simile che si trovano trasportati in un mondo parallelo dove devono combattere e combattersi, e anche combattere con sè stessi a volte. Ryan, americano, veste i panni di un fantomatico guerriero rosso. Incontra il suo mortale nemico, il Ladro Nero, che è una ragazza italiana di nome Milla. Il loro cammino è lungo e non sempre semplice, ma ricco di personaggi interessanti e altri inquietanti. Lungo la strada incontreranno anche Morten, il terzo personaggio trasportato dalla nostra realtà. Insieme troveranno il modo per procedere lungo il cammino. Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere l'Ingannatore e liberare il mondo dal pericolo per poi tornare a casa?

Sebbene ogni tanto sia relativamente originale, la storia è scorrevole, simpatica. Piacevole. Carino il modo di interagire tra i tre. Personaggi ben delineati, anche quelli secondari. Il mondo creato è interessante, coerente, ben descritto. Non ci sono motivi particolari per leggerlo, non sarà un premio Nobel, ma è un bel modo di passare il tempo, immersi in mondi diversi e anche simili al nostro dove l'immagine conta più di altre cose e l'etichetta che ci viene appioppata non sempre corrisponde a quel che siamo davvero. Da premiare, comunque, la copertina. Il nome dell'autore non ce l'ho a portata, ma bravo, bravo.

lunedì 29 giugno 2009

Un bacio nell'ombra - Laurell K. Hamilton

Si sa (o, almeno, qui qualcuno lo sa di sicuro), Laurell K. Hamilton è nota per i suoi romanzi sui vampiri, quelli con cui,  insieme a vari animali mannari, si ritrova ad avere a che fare Anita Blake, di professione risvegliante.
Ma con questo romanzo la Hamilton inaugura una nuova serie, con un'eroina nuova di zecca: Meredith NicEssus (o Merry Gentry quando è in incognito), e ci catapulta in un mondo completamente diverso, ossia quello dei sidhe.
E qui nasce il primo problema. Già, perché il romanzo è avvincente, scritto con la solita bravura e sfodera una fantasia non comune, mentre ci descrive pregi, difetti, regole ed abitudini di una corte fantastica... ma lo fa dando un po' troppo per scontato che tutti sappiano qual'è la differenza tra la Corte Seelie e la Corte Unseelie, tra un sidhe ed un fey, tra un goblin ed un brownie... ed invece non tutti sono appassionati studiosi di fate e questo approccio può rischiare di allontanare qualche lettore. A parer mio, sarebbe bastato un bel glossario, magari anche solo al fondo di questo primo romanzo della serie,  per risolvere ogni problema!
Ma veniamo alla storia. In un mondo in cui le creature fatate convivono senza problemi con gli umani, ed hanno avuto il permesso di vivere sul suolo statunitense alla sola condizione di non cercare di farsi adorare come divinità, Merry è una sidhe, ossia una fata di sangue reale, e discende dalla Corte Unseelie (quella più oscura, che accoglie anche esseri malvagi ed esteticamente ripugnanti).
Da tre anni è fuggita dalla Corte e si è rifugiata a vivere tra gli umani, protetta da uno pseudonimo e da un glamour che ne nasconde le vere fattezze e la bellezza inumana, per sfuggire alle trame di corte che mirano a vederla morta. Già, perché Merry, il cui sangue non è puro al 100%, è mortale ed all'età di circa 30 anni non ha ancora rivelato alcun potere specifico, il che è considerato intollerabile.
All'inizio della storia, però, per una leggerezza sul lavoro, la giovane, che lavora come investigatrice del paranormale, lascia trapelare il suo vero aspetto ed identità e si ritrova nuovamente a Corte, al cospetto della zia, la regina Andais, che incredibilmente, lungi dal volerla morta, le offre "tutto ciò che un sidhe potrebbe mai volere", alla sola condizione di darle un erede.
Pieno di riferimeni all'iconografia feerica, cui aggiunge sapienti arricchimenti e plausibili spiegazioni, come dicevo il racconto coinvolge e porta il letore in un'atmosfera fantasica e piena di sensualità. Giacché i sidhe hanno un rapporto piuttosto diretto con la fisicità e la sessualità...