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domenica 10 gennaio 2016

Darkside - Alessandra Gaggioli

Un romanzo di fantascienza, di sentimenti e di emozioni. Uno spazio infinito e una nave spaziale, tre persone, creature e poteri speciali. Pubblicato da Amarganta e disponibile sia in ebook che in formato cartaceo, è un'opera della fantasia di Alessandra Gaggioli. Da sempre autrice attenta ai sentimenti, anche questa volta tratta una storia al limite del tabù in modo leggero e delicato.

Breeze è un'assassina seriale, condannata e rinchiusa in una zattera spaziale ai margini del sistema solare. La sua zattera viene raccolta da un cargo, il cui capitano Tomas Traumer ha la facoltà di "riscattare" la prigioniera e assumersene la responsabilità. Fin dal primo istante, l'attrazione tra Breeze e Tomas è palpabile e a nulla servono i tentativi di Vegan, ufficiale medico e donna di Tomas, di impedire che tra i due nasca qualcosa. La natura del loro legame è però frutto di un passato lontano e, almeno per Tomas, oscuro. Piccoli incidenti e la scoperta che sia Vegan che Breeze posseggono una capacità particolare che permette loro di entrare nei pensieri e nel corpo degli altri, un dono che le mette ancor più in competizione e che permette loro di sondare il "nemico". Breeze è una donna di ghiaccio, capace di congelare con il contatto. Da subito, sembra che solo la vicinanza con Tomas possa scaldarla. L'arrivo di una seconda zattera, capriccio di Vegan, metterà tutti in pericolo. Ma non sono le cose tangibili, quelle pericolose...

Scorrevole, veloce e carico di sensazioni. La scrittura dell'autrice si mantiene "facile" lungo tutto il romanzo. Ciò che conta è la storia, il succo. I sentimenti trattenuti, la colpa, la gelosia e la vergogna. Un finale pacificatore che risolve l'unico punto "hot" della storia. Soddisfatta, aspetto il suo prossimo lavoro.

mercoledì 9 ottobre 2013

Il diamante dell'harem - Katie Hickman

Edito da Garzanti nel 2010,questo romanzo dell'inglese Hickman ci porta nella Venezia del 1604 e lungo le coste dell'Italia meridionale allo stesso tempo. L'autrice è specializzata in romanzi storici, il suo primo romanzo non è ancora stato pubblicato in Italia, pur essendo finalista a un prestigioso concorso.
E, a dirla tutta, ci sarà un perché.

La vicenda narra le inquietudini di Paul Pindar, mercante inglese a Venezia da qualche tempo. Lui e il suo servitore (nemmeno troppo fedele) John Carew hanno un rapporto stretto con la cortigiana Costanza, ormai non più giovanissima, ma ancora interessante. Soprattutto Paul ha un rapporto intenso con il gioco e l'alcool da quando la sua fidanzata Celia è scomparsa. Si credeva che fosse annegata durante il naufragio della nave su cui viaggiava con delle educande, ma c'era anche il vago sospetto che lei fosse finita nell'harem di Costantinopoli.
Allo stesso tempo si narra di una bizzarra compagnia di artiste di strada che accolgono nella loro carovana una povera sventurata muta e deforme con il suo piccolo neonato, il cui corpicino presenta tali e gravi malformazioni da attirarsi la diffidenza della gente che incontra, disposta a pagare pur di liberarsi di loro.
E, ancora, si narra di Annetta che dopo un passato oscuro è tornata al convento per farsi monaca di clausura grazie a una cospicua dote, ma la cui esperienza ha insegnato fin troppo bene a muoversi nel mondo.
Si narra di un misterioso diamante, enorme, trafugato da Costantinopoli e dotato del potere di far avverare i desideri di chi lo possiede. Questo diamante giunge chissà come sui tavoli da gioco veneziani, mira del disperato Paul Pindar che non spera altro che possederlo per poter ritrovare la sua amata.
Mentre il sevitore Carew tenta in ogni modo di aiutarlo, tra la laguna e il convento, tra le bische e la casa della cortigiana in disgrazia; mentre tra le monache ci sono giochi di potere e segreti inconfessabili; mentre la carovana viaggia da un capo all'altro dell'Italia... Tutto quel che c'era da svelare si svela.

Un romanzo privo di grandi sorprese, che sembra lasciato a metà, che svela senza mostrare e non dà soddisfazioni di alcun tipo. Peggio di molti romanzi rosa della collana Harmony, 323 pagine che si leggono rapidamente ma senza lasciare traccia nell'animo del lettore. Per dirla alla maniera del torneo di Gems, una "ciofeca". Peccato che sia stato pubblicato inizialmente proprio da una delle case editrici del gruppo Gems e in effetti, forse, degno di una stima pari ai lavori di certi principianti che qui vengono puntualmente cestinati.
Qualità, questa sconosciuta.

venerdì 9 agosto 2013

Il tempo tagliato - Silvia Longo

Edito da Longanesi nel 2012, romanzo di esordio per Silvia Longo. Piemontese, come me e quasi tutti gli amici che collaborano a questo blog.

Il romanzo narra di Viola e Federico, marito e moglie all'apparenza tutti armonia. Una vita perfetta, all'unisono, a vederla da fuori. Finché, un giorno d'autunno, Federico viene a mancare improvvisamente. Viola resta sola, una figlia già grande che studia a Cremona, con l'amica Elena a farle da sostegno. Poi, con i suoi tempi, ricomincia a vivere pur restando ancorata al suo dolore e a quel meccanismo collaudato che aveva fatto funzionare la sua vita fino ad allora. Poi, improvvisa come la morte del marito, viene la fuga. Dal concerto in onore di suo marito, da quella vita che non le appartiene più, dalle convenzioni, da una se stessa che le sta stretta. Ad aiutarla nella fuga è un complice, Mauro, sconosciuto e più giovane di lei, anche lui a disagio in quella occasione. Il loro vagabondare in auto li porterà nel bel mezzo di una tempesta estiva e, tra un lampo e un tuono, a dipanare grovigli che attendevano da tempo un lento lavorare per scioglierli.

Silvia Longo parla di una donna, di un dolore, di un modo di darsi, di una rinascita. Ma parla di tante donne, di altrettanti dolori, di modi di esprimere i sentimenti e di svariate rinascite. La storia che racconta usa il tempo - atmosferico, musicale, biologico - come mezzo per contenere la vita. Che sia racchiusa nella magia di un orologio speciale o nell'accumularsi di nubi che portano pioggia o, ancora, nelle ore e nei giorni che corrono uguali. Nel tempo che si dimezza quando da due si torna uno, nel viaggio attraverso il tempo di una consapevolezza che cresce e che prende atto di sé in un rincorrersi di dialoghi anche aspri. Di una donna che il tempo ha prima ingabbiato e poi liberato.
Silvia Longo parla di vita, descrivendone suoni e silenzi. E melodie che, sotterranee, suggeriscono quanto ci sia di "collettivo" in una singola storia, in una vita sola. Quanto c'è di ognuno di noi nei personaggi che racconta.

Io non ho i mezzi, non sono all'altezza di una recensione vera (e credo che questo non sia lo spazio di chi sa far critica, ma sia lo spazio di chi ama), però amo questa storia e quello che mi racconta. Credo possiate amarla anche voi, se avrete voglia di leggerla.

domenica 23 giugno 2013

Il ragazzo alla pari - Federica Gnomo Twins

Pubblicato da Gremese nella collana "ombrerosa", il primo romanzo di Federica Gnomo Twins è più che una semplice storia d'amore. Un romanzo irotico (erotico e ironico al contempo), come lo definisce lei stessa, e un romanzo con un pizzico di inquietudine per il nostro mondo complicato da giudizi e convenzioni che finiscono col pesare anche troppo sulle nostre vite.
Protagonista del romanzo è una sua omonima Federica, quarantenne separata e madre di due gemelli che occupa la sua vita lavorando nel suo agriturismo. Quando la sua assistente riesce a convincerla di avere bisogno di una vacanza, Federica cerca una baby sitter che la accompagni per le sue due settimane in Sardegna. A presentarsi per il lavoro, però, è un ragazzone tedesco dall'aspetto del tutto inadeguato all'impresa di tenere a bada due gemellini. Federica, comunque, gli concede l'opportunità di provare e, mentre trascorrono insieme i primi giorni al mare si accorge di essere attratta da quel ragazzo così giovane. Lei, abituata a considerarsi ormai passatella, mette in discussione ogni attimo di sè quando si rende conto che anche il bellissimo Tom prova la stessa attrazione. O forse qualcosa di più sta sbocciando tra i due. Solo, i continui dubbi di Federica e uno strano comportamento che Tom assume quando si parla della sua famiglia continuano a tormentarli per tutta la storia, fino a un finale inaspettato.
Sono pagine in cui l'autrice descrive perfettamente la sensazione del corpo che invecchia, delle poche chances che restano, dell'impossibilità di lasciarsi andare davvero a un amore diverso. In cui si tratta di ribaltare i ruoli, non più l'uomo anziano con la ragazzina ma la donna matura con il suo toy-boy. Cosa che oggi sembra andare di moda, ma che sotto sotto resta un piccolo tabù nelle nostre menti. Perché se anche ci siamo liberati apparentemente di molte paranoie, quella sulla coppia pare persistere.
Pagine in cui sembra facile sperare che la protagonista riesca a viversi una vera storia con il bellissimo Tom, nonostante tutto. Pagine in cui lei ce la fa a superarsi, cosa tutta femminile, per poi dimostrarsi ancora più capace di amare, proprio nonostante tutto.
La scrittura rapida, scorrevole, mai pesante nel narrare, nè morbosa nel descrivere le scene più hot del romanzo... tutto aiuta a passare piacevolissime ore di lettura senza staccare del tutto il cervello. Certe volte sono nelle leggerezza, i pensieri più profondi o per lo meno stimolanti.
Il blog dell'autrice, per approfondire...

giovedì 23 agosto 2012

La Meccanica Del Cuore - Mathias Malzieu

Graditissimo regalo, questo libro l'ho letto in poco meno di 5 giorni. Oggetto di discussione e di ispirazione per chi me lo ha regalato, ha voluto condividere con me il piacere di questa leggera lettura.

Edito da Fentrinelli - Sezione Narratori
La meccanica del cuore
 
Siamo nel 1874 nella notte più fredda del mondo nasce Jack che per il grande freddo ha il cuore che non funziona e così una strega/levatrice risolve il problema applicando un orologio meccanico a cucù al posto del cuore per farlo sopravvivere. Ci troviamo in Francia nella città dell'amore ed è così che Jack nonostante non debba amare per non rompere l'orologio che lo tiene in vita, si innamora perdutamente di una ballerina andalusa. Straziato dal pensiero di lei parte per un viaggio alquanto psichedelico per ritrovarla ed amarla nonostante le raccomandazioni della levatrice/strega divenuta sua madre adottiva fossero tutte contrarie: "Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai." Così dalla casa natia attraverso il viaggio e la permanenza in Spagna la narrazione si riempie di personaggi più o meno realistici che accompagnano e ruotano intorno ai due protagonisti della storia. Verso la fine del libro non poteva mancare un piccolo colpo di scena con cui dare un po' di tono realistico e grottesco a tutta la vicenda.
Libro leggero e gustoso da leggere di una storia d'amore giovanile e tribolata ma con momenti topici e intensi che trattengono il lettore anche se sparsi qua è la ci sono degli anacronismi riportati dall'autore Mathias Malzieu (leader di un gruppo rock francese); in alcune recensioni viene affiancato un po' alle atmosfere di Tim Burton, ma per la verità tolti un paio di dettagli, questo libro in effetti ha un suo perché per la mistura del favolistico con sentimentalismo giovanile (che forse trova ancora in se stesso l'autore) con l'ambientazione e scenicità grottesca che non scompare mai.
Per me è stata una gradevole lettura ottenendo un momento di relax, non troppo impegnativa potendo contare sul giusto gusto della lettura che portano con se queste 160 pagine scarse.

giovedì 16 febbraio 2012

Nel bicchiere di una donna - Carlotta Invrea




La domanda che ti rimbomba in testa ad ogni pagina è :


"Che vino sono ?" . Cerchi di allontanarla, continuando a leggere, ma quando ti trovi immerso in profumi, odori, sapori della terra delle Langhe lei torna. Ti ritrovi a toccare l'uva mentre la raccogli, e in tanto nella tua bocca si mischiano sapori di agrumi, di miele. E la domanda resta nella tua testa. E non fai nemmeno in tempo ad accorgerti che ti ritrovi in un'enoteca con in mano una bottiglia "Sangue di giuda" o "anthilia" pensando :"io sono solare ?". E nel sacchetto ovviamente c'è una bottiglia di "La Fuga" perchè quella proprio non puoi non assaggiarla, e gustandola ti ritrovi a parlare in una notte di maggio, in un locale di Torino, guardando un braccialetto. Ma vuoi scoprire, vuoi sapere, vuoi vivere e viaggi assaporando un Matilde, con la brezza del mare vista dagli splendidi monti delle cinque terre. E per un attimo, un solo attimo, la tua mente si distrae catturata da una frase : "i topi non avevano nipoti" e cerchi altre frasi palindrome ma con scarso risultato. LA domanda rimane "che vino sono?" .


Chiudi gli occhi e senti i mormori di una vinoteca, il lento vivere di un paesino di campagna, il genuino conoscere, e guardano la luna in una notte di mezza estate ricordi " la luna è bugiarda: quando sembra una D cresce, quando sembra una C decresce" . Intanto nel tuo bicchiere viene versato LA Fuga di Donnafugata, e chi te lo serve ti sorride come solo certe donne sanno fare. Sorseggiando sorridi, osservi i "clitoraduni" e cerchi di origliare. Per comprendere, per capire.


che VINO SONO ?! .....




ora lo so....

martedì 24 gennaio 2012

Sasenka - Simon Montefiore

Libro regalatomi per il mio compleanno che probabilmente non avrei acquistato per conto mio, ma che ho letto volentieri anche se non in fretta. L'autore è uno storico al suo esordio come scrittore di romanzi. Il romanzo vero e proprio viene preceduto da una lista di 4 pagine con i personaggi principali divisi tra reali e immaginari. La storia, come mi è già capitato in altre occasioni, è divisa in tre parti ambientate in diverse epoche.

Nel 1916 conosciamo Sasenka (Aleksandra Samuilnovna)Zejtlina, nata col secolo, studentessa di un istituto per nobili fanciulle. Il primo colpo è il suo arresto da parte della polizia segreta dello zar sotto agli occhi esterrefatti della tata inglese a causa delle sue simpatie bolsceviche. Di origine ebrea, con una madre bizzarra e un padre nobile e affarista, lei ha subito il fascino delle letture proibite proposte dallo zio Mendel. Ciò farà di lei un'agente attivo nella rivoluzione in atto.
Più avanti, nel 1936, la ritroviamo sposata con un compagno e madre di due bellissimi bambini: Neve e Carlo. Entrambi i coniugi hanno fatto carriera e vivono agiatamente protetti da Stalin. Improvvisamente Sasenka s'innamora di uno scrittore georgiano impertinente e allegro, trascinando così la sua famiglia in un vortice che non lascia scampo.
Nel 1994 una ragazza di nome Katinka, studentessa di storia, viene incaricata di trovare i veri genitori di una ricca signora di origini russe che vive a Londra. In una Mosca non ancora del tutto libera, tra gli archivi del partito e funzionari reticenti, tra i pochi indizi confusi forniti dai pochi sopravvissuti dell'epoca e le dritte di un giovane e stravagante collega, Katinka farà luce sugli avvenimenti e scoprirà cosa è successo a Sasenka e alla sua famiglia prima della guerra. Con conseguenze personali inaspettate.

Che dire, il romanzo è ben scritto. Le atmosfere sono rese perfettamente e in buona parte il romanzo coinvolge. A convincermi meno è la terza parte, quella non solo conclusiva ma anche chiarificatrice. Insomma, a lungo mi son chiesta dove andasse a parare. Non prevedibile, ma comunque strutturato in modo da far comprendere con un breve anticipo gli avvenimenti che stanno per accadere, il romanzo termina senza grandi emozioni. Che forse erano ciò che cercavo. Ma per farsi un'idea dell'epoca e del tipo di mondo che si era costruito è un ottimo libro. Non spaventoso, non eccessivo, molto chiaro e lineare. Non una storia d'amore travolgente come promesso dalla copertina, anche se l'amore è raccontato alla perfezione.

lunedì 21 novembre 2011

Il cuore cucito - Carole Martinez

Cuore cucitoNon mi capita spesso di chiudere un libro con le lacrime agli occhi. Soprattutto non mi capita spesso di avere la pelle d'oca leggendo pagine di un romanzo, in più non mi è mai successo con un libro così strano per me. Carole Martinez ha una prosa davvero efficace. Cattura lentamente, ma quando fa presa ti trascina.
La storia di Frasquita Carasco, della sua iniziazione in una famiglia di streghe, della sua vita, del matrimonio. Dei figli, del marito stravagante. Del viaggio, degli incontri magici, delle stranezze che la donna compie e vive suo malgrado. Dell'amore e della fatica di essere donna e strega in una Spagna pre guerra civile. Con le solitudini, con le piccole azioni quotidiane, col proprio dono in mano e senza sapere che farne. Con tante figlie e un figlio dai capelli rossi a cui tramandare il dono e al contempo la maledizione di famiglia. La storia raccontata dalla sua ultima figlia è la storia di tutta la famiglia.
Da una lato la prima parte del libro ricorda il Garcia Marquez di "Cent'anni di solitudine", la saga di una famiglia spagnola. Un po' lenta, un po' lontana dal nostro comune sentire. Poi, da una sonnolenza da siesta si parte piano per il mondo, la vita, la follia, il dolore, la gioia, la vita stessa. E la magia. Perché le parole senza la magia non danno i brividi...

lunedì 31 ottobre 2011

Lasciami entrare - John A Lindqvist


lasciami entrareUn anno fa avevo recensito il film tratto da questo romanzo di John A. Lindqvist, quello che allora era l'unico film. Recentemente è stata proiettata una nuova versione made in USA del libro, dal titolo Blood Story.
In ogni caso, colta da amore a prima vista per il film svedese, ho affrontato il romanzo. Pubblicato in Svezia nel 2004 e in versione tascabile per Marsilio nel 2011 in Italia. L'autore è originario della stessa zona di Stoccolma di cui narra e afferma che "tutto quello che ho scritto in questo romanzo è vero, anche se è successo in maniera diversa".

La storia è quella di Oskar, dodicenne nel 1981, figlio di separati che vive con la mamma nel sobborgo di Blackeberg (Stoccolma). Una zona costruita su misura per essere perfetta e che, invece, diventa teatro di una serie di eventi drammatici. A partire dal ritrovamento di un ragazzo ucciso e dissanguato in un parco.
Oskar, ragazzino sovrappeso e decisamente non inserito tra i coetanei, si divide tra l'essere vittima dei suoi compagni più forti e il suo hobby di compiere piccoli furti sognando la vendetta. Mentre il quartiere è spaventato dall'omicidio insolito, lui fa amicizia con una strana ragazzina. Trasandata, non proprio pulita, la piccola Eli ha qualcosa che non va, ma a Oskar va bene lo stesso. Separati dalla parete delle loro stanze comunicano con l'alfabeto morse e si incontrano in cortile ogni sera dopo il tramonto.
Una serie di personaggi di contorno, dal gruppo di anziani alcolisti alla mamma di Oskar - sola e non molto felice - dai bulli della scuola a quello che sembra il padre di Eli - innamorato e disperato - dal poliziotto che tenta di rifarsi una vita alla non più giovane Virginia, con la sua vita confusa. Un ambiente freddo, la neve e il ghiaccio che circondano queste persone e che in qualche modo le avvolgono. Singoli personaggi di una storia per certi versi corale. Soprattutto, però, Oskar e Eli. Il legame che nasce e si rafforza fino alla fine. Nonostante tutto l'orrore che li vede protagonisti. Due dodicenni molto diversi tra loro, ma pur sempre bambini.
In sostanza Lasciami entrare è un romanzo che parla dell'infanzia, dell'amore, dell'amiciza e di vampiri. Di mostri e di orrore, come di voglia di vivere.

Anche se le differenze tra il libro e il film svedese sono poche, la lettura è essenziale. Le parole dell'autore sono a tratti poetiche, a tratti essenziali. Sono crude e allo stesso tempo bellissime. Le pagine scorrono, i personaggi vengono sviluppati in modo coerente, la storia non ha pecche. Forse uno dei migliori libri letti negli ultimi anni, non solo perché tratta di vampiri e si sa... ma soprattutto perché è orribilmente dolce.
Credo che presto cercherò, dello stesso autore, "L'estate dei morti viventi". Immagino che meriti la lettura.

domenica 2 ottobre 2011

Qualcosa per me - Kim wright


qualcosa per meLettura insolita per una come me che senza un cadavere ogni 10 pagine non si diverte. Però mi ci voleva. Un romanzo del 2010 di Kim Wright, giornalista americana al suo esordio letterario. Il romanzo, sebbene tratti anche di una storia d'amore, non è un rosa e non è nemmeno di quelle storie melense che si leggono qua e là.

Elyse ha quasi quarant'anni e una vita piena. Un marito, una figlia, un hobby che sta diventando sempre più un lavoro e che le piace molto. Una casa e un gruppo di amiche con cui si vede quotidianamente. Vive la sua vita in modo apparentemente felice. Ma, tornando da una mostra di ceramiche in aereo incontra casualmente Gerry e tra i due nasce subito qualcosa. Parlando con lui Elyse si scopre a dire cose che non aveva mai lasciato trapelare su di se e sulla sua vita. Si rende conto del pericolo che corre, ma resiste per poco. E' autunno e lei torna alla vita di sempre tranne che per delle telefonate  sempre più frequenti a Gerry, che vive in un'altra città con moglie e figli. Quello che accade dopo è prevedibile, al primo incontro ne seguono altri a cadenza mensile, mentre a casa la vita di Elyse rotola giù per una collina. L'incapacità del marito di cogliere segnali, di ascoltarla, di prenderla sul serio, la mettono sempre più in un angolo. Angolo in cui Elyse sta stretta e, nonostante la vicinanza delle amiche, il suo inverno la porta a decidere per la separazione. Con tutte le conseguenze del caso, senza vergogna e senza dare la colpa a qualcuno. Quando lo dice, nemmeno Gerry le crede. Le donne non se ne vanno. Invece un giorno, dopo un evento traumatico in cui comunque lei si trova sola nel suo dolore, decide e se ne va. Punto. Con una reazione inaspettata di tutti, con la confusione di amiche e marito. Prende un appartamento e via. Non con Gerry, non con qualcun altro. Sola, con le sue nuove sicurezze, in primavera.

La storia sembrerebbe piena di luoghi comuni, ma non lo è. Scritta con ironia, con un senso critico tutto femminile riguardo ai rapporti tra i due sessi, con la delicatezza e la sfrontatezza di una donna adulta che si apre e racconta quello che sente anche quando è scomodo. Con le amiche, con quelle più importanti e quelle che la capiscono un po' meno, ma sono amiche comunque. Ognuna col suo matrimonio complicato da tenere in pedi, ognuna che si fa forza del matrimonio altrui, sempre più brutto del proprio. Ognuna che spera nella riuscita delle altre per avere una speranza per se. Qualcosa per me è un libro che mi ha sorpresa. Senza sconvolgermi, ma con una piacevole ironia che rende la storia leggera anche nei momenti in cui non lo è.

lunedì 19 settembre 2011

Le ricette di Chloe Zivago per il matrimonio e l'adulterio - Olivia Lichtenstein

Chloe Zivago è una psicoterapeuta affermata di famiglia ebrea, figlia di un noto musicista, ha quarantatré anni, un marito, due figli ed è una cuoca formidabile. Dai nonni ha imparato i trucchi per rendere ogni piatto tradizionale di famiglia un successo, ma anche la ricetta segreta per il matrimonio felice... i cui ingredienti fondamentali, l'attrazione, il rispetto reciproco, l'ammirazione, chiaramente l'amore, all'inizio non sono certo mancati, nel suo matrimonio con Greg, ma adesso qualcosa è cambiato e Chloe non ha la ricetta per rimediare.
Per l'esattezza, è Greg che è cambiato. Nel tempo, l'uomo attraente e spiritoso si è trasformato in un orso misantropo e ipocondriaco, i cui hobby preferiti sono tenere allenata la memoria nascondendo gli oggetti di uso comune nei posti più impensati (per temere il manifestarsi dell'Alzhaimer che già aveva colpito il padre) e lanciarsi in crociate contro l'amministrazione comunale a proposito di multe e parcheggi a pagamento iniqui.
All'inizio della storia troviamo una Chloe sfiduciata e infelice, che da mesi, per la precisione 245 giorni, non riceve le attenzioni del marito, troppo occupato con i suoi hobby o pronto ad addormentarsi sul divano subito dopo le previsioni del tempo.
La crisi coniugale le fa man mano notare altre crepe nella sua vita non così perfetta come lei sperava e così l'incontro con il sensuale Ivan, che improvvisamente mostra di vederla come una donna attraente e irrinunciabile, anziché come madre tuttofare che ormai risulta pressoché invisibile, diventa una combinazione esplosiva a cui Chloe inizialmente resiste ma che alla fine la travolge senza scampo…
Si tratta di un romanzo divertente, sexy (molto sexy, soprattutto in certi sms scambiati tra Chloe e Ivan o nei loro incontri infuocati) e romantico, in cui la cucina -ogni capitolo inizia con una ricetta, in una formula già ampiamente collaudata da altri autori- ha un ruolo indispensabile e la realtà dei rapporti di coppia dopo il fatidico "e vissero felici e contenti" ha sicuramente il ruolo principale.
La soluzione è davvero la "fuga" dalla propria realtà familiare, per quanto sexy ed appaganti siano le braccia tra cui ci si va a rifugiare? O lo è forse la scelta paterna, amare da decenni -ricambiato- una donna meravigliosa che però vede solo una volta l'anno, per non contaminare il sentimento con la quotidianità? Pian piano, pagina dopo pagina, emerge quella che potrebbe essere davvero la ricetta di un matrimonio duraturo, che necessita che tutti e due i componenti continuino a mantenere vivi i sentimenti e le passioni iniziali, anche quando scema la fase dell'innamoramento e ci si ritrova sommersi dalle responsabilità della vita quotidiana...

venerdì 12 agosto 2011

L'atlante del desiderio - Anuradha Roy


latlante-del-desiderioQuesto romanzo mi è capitato in mano in libreria mentre cercavo un regalo per un'amica. Tipico.
Con la letteratura indiana ci casco sempre un po' facilmente: L'autrice, Anuradha Roy, è stata giornalista e ora è proprietaria di una casa editrice di Delhi.

Il romanzo, diviso in tre tempi, parla di una famiglia che all'inizio del 1900 si trasferisce da Calcutta a Songarh per desiderio di Amulya, uomo innamorato della calma del luogo e del giardino che progetta di avere. Non contenta come lui è la moglie Kananbala, che deve crescere e far sposare i suoi due figli maschi lontano dalla civiltà. Durante una festa, Amulya nota una ragazza nel villaggio. Poco tempo dopo, un suo fidato collaboratore gli chiede di occuparsi del figlio di quella ragazza, nato fuori dal matrimonio. Così Amulya porta il bambino all'orfanotrofio e paga mensilmente la retta senza dire nulla alla famiglia.
Anni dopo, con la morte di Amulya e la progressiva follia della moglie, sono i figli a prendere il ruolo da protagonisti. Nirmal, vedovo e con una bimba che non riesce ad affrontare per il dolore che prova per la perdita della moglie, archeologo sempre in viaggio e sognatore, ritorna a casa dopo anni di assenza; Kamal, uomo d'affari rimasto a casa con la moglie e nessun figlio cui badare se non la nipotina Bakul e il ragazzo adottato Mukunda, che Nirmal aveva voluto prendere in carico. Mentre una delicata storia d'amore impossibile sboccia tra Nirmal e una cugina vedova che aveva assunto per badare ai bambini, questi due cominciano a crescere. Per evitare scandali, Nirmal si vede costretto a far trasferire Mukunda a Calcutta con la scusa di farlo studiare.
La terza parte del romanzo è narrata in prima persona da Mukunda, l'orfano e senza casta nell'India del dopo Gandhi, appena diplomato e in cerca di un futuro. Lui e la sua sensazione di non appartenere a niente e nessuno. Lui che si costruisce una vita di successo finché il destino non lo riporta a Songarh, e gli rende tutto molto più chiaro. Da quel momento in poi, per lui tutto cambia in modo definitivo.

Il romanzo ha quei tratti delicati che appartengono alla scrittura indiana, soprattutto femminile. La saga familiare viene trattata con cura, con affetto, come se si trattasse di personaggi veri nella vita dell'autrice. C'è quel pizzico di suspance, c'è un omicidio, un patto silenzioso tra due donne e tanto sentimento. 431 pagine di storia a volte un po' lenta, ma mai troppo. Lo consiglio. Davvero.

sabato 11 giugno 2011

Le figlie del libro perduto - Katherine Howe


libro perdutoRomanzo del 2009 di Katherine Howe, discendente di due delle donne giustiziate a Salem per stregoneria, laureata in storia a Harvard dall'aspetto giovane e simpatico.

Con cenni autobiografici evidenti il libro parla di Connie, dottoranda all'università di Harvard, che deve occuparsi per conto di sua madre della vendita della casa della nonna in una cittadina vicino a Salem. Giunta sul posto, Connie scopre tra le cianfrusaglie di casa (abbandonata da anni e avvolta da una coltre di piante, siepi ed erbacce) una Bibbia antica da cui cadono una chiave e un foglietto con un nome annotato. Deliverance Dane. Un nome che inizialmente non le suggerisce molto, ma che fa scattare in lei una molla e partire la ricerca. Ad aiutarla arriverà Sam e in qualche modo l'amica Liz, mentre la madre new age più che altro le darà sui nervi e il professor Chilton (curiosa l'omonimia con lo psichiatra che dirige il posto da cui fugge Hannibal Lecter ne"Il silenzio degli innocenti") la sprona in modo anche spiacevole.

Anche se con una certa prevedibilità, la storia si svolge piacevolmente intervallata da brevi salti nel passato al tempo dei processi di Salem. La stregoneria viene trattata per quello che è stata veramente: una serie di rimedi popolari utilizzati da guaritrici prima che la medicina diventasse l'unico rimedio e tramandati di generazione in generazione da donne che di solito erano levatrici.
Il libro è carino, una lettura piacevole, scorrevole e realistica.
Non sarà un libro originalissimo, ma è ben scritto. Adatto a un pubblico young adult regala qualche informazione in più senza scadere nel macabro o nel ridicolo. 

martedì 1 marzo 2011

Padrona e amante - Anita Nair


padrona_e_amanteAnita Nair è una scrittrice indiana interessante. Avevo letto "Cuccette per signora" anni fa e mi aveva lasciato una sensazione di dolcezza e di poesia nonostante trattasse le vite di cinque donne indiane di diverse età in viaggio su un treno per Kanyakumari, la punta estrema dell'India. Questo romanzo, lungo ben 527 pagine e non sempre scorrevole, è la seconda opera che leggo di questa autrice.

Uno scrittore e musicista americano di nome Chris arriva in Kerala (India del sud) per una lunga intervista a Koman, danzatore del kathakali (antica arte) ormai anziano. Ad accoglierlo oltre a Koman ci sono Radha e suo marito Shyam, proprietario di un resort e ambiziosissimo. Tra Chris e Radha nasce qualcosa che cambierà i rapporti tra tutti i protagonisti. Si intrecciano la storia di Koman fin dalla sua nascita, la realtà che vive ora, il difficile rapporto tra marito e moglie, l'avventura coinvolgente di Radha e Chris, le riflessioni di Koman riguardo alla sua vita di artista e alla sua arte. Padrona e amante di una vita.

La narrazione sfrutta i vari punti di vista dei personaggi. Radha, lo zio Koman e Shyam si alternano nel raccontare la propria storia, le proprie emozioni e paure. Ognuno in prima persona, ognuno col suo modo e con le sue sensazioni vivide e forti. Fanno da intermezzo le parti di storia relativa alla nascita di Koman, alla storia d'amore dei suoi genitori maledetta fin dal primo momento, alla sua infanzia e la sua decisione di diventare artista. Tutto il tomo parla d'amore. Quello di Radha per Chris, quello di Shyam per Radha, quello dello zio per l'arte, quello di Radha per lo zio, e ancora quello dello zio per una misteriosa donna sposata che lo ha amato per tanti anni.
Una storia di tradimenti e di follie fatte per amore. Una storia che sembra vera.

mercoledì 15 dicembre 2010

Il club erotico del martedì - Lisa Beth Kovetz

Romanzo d'esordio dell'autrice teatrale e produttrice Lisa Beth Kovetz, pubblicato in Italia da Newton Compton nella collana Anagramma, in realtà non è un testo erotico come potrebbe far supporre il titolo, ma piuttosto la storia di un'amicizia al femminile, che nasce pian piano con la scusa di un gruppo letterario a tema, appunto, erotico, ma via via si sviluppa ed approfondisce superando differenze di estrazione sociale, ambiente, età ed interessi. 
A New York, all'interno dello studio legale Warwick & Warwick, alcune donne si trovano ogni martedì durante la pausa pranzo per condividere i loro scritti. L'idea di questo "club letterario" è partita da Aimee, assistente legale, incinta e trascurata da un marito votato solo all'inseguimento della propria carriera di fotografo, che cerca in questo modo di riempire un vuoto nella sua esistenza.
Al gruppo, man mano divenuto più esiguo, specie da quando si è deciso di virare sull'erotismo, partecipano la bella Brooke, amica di lunga data di Aimee, di famiglia agiata ed abituata a frequentare la buona società newyorkese, e Lux, segretaria giovane e bella quanto incolta e con uno stile nel vestire decisamente personale, bersaglio di molte maldicenze nello studio legale... quando un martedì, del tutto a sorpresa e senza alcun invito, si unisce a loro  anche Margot, cinquantenne in carriera prossima a diventare socia dello studio, ma senza amici ed affetti.
Tra racconti erotici sgrammaticati o ben scritti (ma mai eccessivamente espliciti), incontri, scontri, digressioni nelle singole vite delle quattro protagoniste, uomini contesi (uno solo, a dire il vero) e momenti quanto mai esileranti, le quattro donne cresceranno, cambieranno, abbandoneranno fardelli ormai inutili e cementeranno un'amicizia che all'inizio sembrerebbe improbabile, in un crescendo di solidarietà, affetto e rinnovata autostima.
Il romanzo è davvero piacevole, divertente, estremamente scorrevole, ed i personaggi sono descritti in modo efficace, sia quelli principali sia gli uomini che, inevitabilmente, rimangono piuttosto sullo sfondo. Divertente, mai banale e non sempre prevedibile, è davvero un'ottima lettura "al femminile". Prossimo a diventare un film, il libro ha anche già un seguito: "Lux's Practcal Erotica Adventure", di cui per il momento non sembra però prevista una traduzione italiana.

mercoledì 25 agosto 2010

Demon's Kiss - Gena Showalter


DEMOnkissLibro comprato in edicola, parte di una serie di romanzi rosa a sfondo fantasy/avventura che pare interessare il pubblico femminile ultimamente. Comprato per curiosità e letto con divertimento e totale disimpegno, come forse è anche giusto fare in vacanza. L’autrice pare aver pubblicato anche altri romanzi dello stesso genere, forse anche con i medesimi personaggi, o parte di quelli presenti in questo libro.

Anya (diminutivo improbabile di Anarchia) è una semidea che vive costantemente braccata da Crono, che vuole prenderle la Chiave Universale che permette a chi la possiede di avere la completa libertà. Nel suo girovagare si imbatte in un gruppo di guerrieri dannati. Questi, avendo aperto il vaso di Pandora, sono stati posseduti da una serie di demoni ognuno dei quali ha una prerogativa diversa. Anche loro semidei, questi guerrieri vivono tra la gente e svolgono il loro compito aspettando di ritrovare il vaso che li ha condannati a tale vita o venire in possesso di qualche oggetto magico che permetta loro di cambiare il proprio destino. A capo di questi guerrieri c’è Lucien, posseduto dal demone della morte (che prende le anime e le porta a destinazione), potente e sfigurato da terribili cicatrici. Anya si innamora ovviamente di lui e fa di tutto per conquistarlo, riuscendoci, per poi combattere il potere di Crono per poter vivere felici e contenti.

Ora, non pensiate che mi sia bevuta il cervello. Il libro è carino e divertente se lo si prende per quello che è. Una cosa da spiaggia, da ombrellone, da leggere distratti da mille altri pensieri e contemporaneamente tiene la giusta compagnia. È un libro assurdo, come mi è già capitato di dire, ma anche piacevole passatempo. Se si legge anche solo per ascoltare una storia, questo è quello che fa Demon’s kiss…

giovedì 27 maggio 2010

Amabili resti - Alice Sebold



amabilirestiSpinta dall'uscita del film di Peter Jackson, che non ho visto, ho acquistato questo libro di Alice Sebold uscito nel 2002 e già conosciuto da molti.

Susie Salmon ha quattordici anni quando viene stuprata e uccisa da un vicino di casa serial killer. E' lei stessa a raccontare dal suo angolo di cielo sia la sua storia che la serie di conseguenze che la sua morte ha scatenato. La reazione della famiglia, le indagini, i suoi ricordi si mischiano in un racconto che commuove senza esagerazioni. Il suo modo di narrare gli eventi, acuto e allegro senza le sovrastrutture degli adulti porta il lettore a confrontarsi con il dolore della separazione, delle occasioni perdute, del non poter fare.
Non è un giallo vero e proprio. Si sa dall'inizio chi è stato e come ha fatto. Si sa tutto e alo stesso tempo si comincia a voler bene alla famiglia di Susie, distrutta, agli amici, ai vicini.
Si continua a sperare fino alla fine che il colpevole venga incastrato, che almeno la giustizia sistemi le cose. E a tifare per il padre ossessionato, per la madre che rifiuta il dolore e per fratello e sorella che si pongono domande e che crescono con una consapevolezza in più.

Sono 345 pagine che scorrono, che prendono e che a volte fanno venire i brividi. Verso la fine anche qualche tentativo di lacrimuccia fa capolino. Con una sua dolcezza, con freschezza, come dev'essere. Ovvio che lo consiglio...

lunedì 26 aprile 2010

Le ho mai raccontato del vento del Nord - Daniel Glattauer


ventonordL'amica Phil mi ha prestato questo libro di Daniel Glattauer. Lui, giornalista e scrittore viennese ha scritto il romanzo nel 2006, ma in Italia è arrivato a febbraio di quest'anno, pubblicato da Feltrinelli alla modica cifra di 16 Euro.

Una mail scritta all'indirizzo sbagliato fa incontrare Leo ed Emmi. I due, l'uno deluso dall'amore e l'altra a sua detta felicemente sposata, intrecciano una relazione via posta elettronica fatta di provocazioni, di piccoli ricatti, di battute acide e di momenti di sentimento puro, condiviso ma privo di speranza.  O no?

Il romanzo ha la forma epistolare bizzarra della mail. Al di là della spigolosità dei due caratteri irrompe subito l'idea di quell'amore ideale (scusate il bisticcio) che tutti noi coinvolge giusto perché ideale, che vive di immaginazione e che difficilmente trova lo spazio giusto nella realtà. Come una relazione fantasma o un sogno irrealizzabile. Il romanzo si legge di un fiato, 192 pagine in un pomeriggio, coinvolge in alcuni punti e in altri stuzzica la fantasia. Ci fa sentire romantici, ci avverte della sgradevole differenza tra i due piani, reale e immaginario, che non possono certo competere. L'immaginazione l'ha sempre vinta, ma la realtà è quello a cui si deve tornare (qui una parte di me aggiunge purtroppo) per vivere davvero.
Da leggere, se vi va. Altrimenti solo da catalogare tr
a i libri interessanti.

mercoledì 24 febbraio 2010

Elegance - Kathleen Tessaro

Louise Canova, trentaduenne londinese passata da velleità artistiche (voleva fare l'attrice) ad un modesto lavoro come cassiera in un teatro, si ritrova in piena crisi: oltre al fallimento professionale, si rende conto che il marito, un attore mediocre, non prova alcuna più passione per lei, ed a tutto questo si aggiunge la suocera, un’ex modella ancora molto glamour, che approfitta di ogni occasione per farla sentire sciatta e inadeguata.
Proprio quando la sua autostima è ai minimi storici, in una piccola libreria, trova "per caso" un vecchio libretto polveroso e ingiallito, un trattato di eleganza scritto negli anni Sessanta da una certa M.me Geneviève Antoine Dariaux.
Luise comincia a leggerlo come si trattasse della nuova bibbia ed inizia lentamente a cambiare. Trova la forza di lasciare il marito ed il lavoro e, con l'aiuto di amici pronti a supportarla, spronarla e, a volte, anche darle un sano scossone, rifiorisce completamente.
Fino a quando il libro stesso, la meravigliosa M.me Dariaux che lei ha eletto a proprio guru personale, diventeranno quasi d'intralcio alla sua crescita personale e la ragazza dovrà comprendere che la chiave di tutto non è l'eleganza, spesso un po' stereotipata, proposta dal manualetto, quanto la fiducia in se stessi e il senso dell’umorismo che permette di lasciarsi alle spalle i propri errori.
Ormai una nuova luce si è accesa nella sua vita, ora starà solo a lei avere il coraggio di vivere o tirarsi in dietro di fronte a quanto di meraviglioso la vita le propone.
Il libro sull'eleganza citato per tutto il testo esiste realmente e l'autrice, Kathleen Tessaro, l'ha davvero scovato per caso in una vecchia libreria. I consigli che fornisce sono spesso leati ad un'eleganza classica e senza tempo, anche se confesso che, quando M.ne Dariaux si lancia in un'interminabile magnificazione della pelliccia come capo che una donna dovrebbe assolutamente avere nel proprio armadio... ho desiderato con tutto il cuore la sua pelle!!!
Superando questo dettaglio, il romanzo è godibile, abbastanza spensierato e leggero. Puro intrattenimento che non necessita di eccessive riflessioni, a tratti anche un po' prevedibile ma, non per questo, meno godibile!
A mio avviso, la copertina originale era, però, mille volte migliore di quella dell'edizione Salani o, in economica, di TEA:

lunedì 4 gennaio 2010

L'orribile karma della formica - David Safier

Ok, approfittando delle vacanze recensisco un attimo anch'io...
Trattasi dell'opera prima di uno sceneggiatore televisivo tedesco, David Safier, piuttosto famoso in patria per la premiatissima serie Lolle.
Racconto leggero e godibile, di rapida lettura, narra delle avventure -o meglio, delle disavventure, di Kim Lange, nota giornalista televisiva che, all'apice della carriera ma con una situazione familiare disastrosa, muore in modo tragicomico e scopre gioie e dolori della reincarnazione!
Scopre la gioia di essere in qualche modo di nuovo vicino alla figlioletta Lilly, ma il dramma di ritrovarsi nel corpo di una formica. Vede impotente un'ex amica farsi avanti per cercare di prendere il suo posto nella sua famiglia e decide così di dare la scalata alla catena evolutiva, producendo karma positivo nella speranza prima o poi di tornare donna e riconquistare così marito e figlia.
In tutte queste sue rocambolesche avventure le è compagno un reincarnato Giacomo Casanova, che ne segue l'esempio dapprima per aiutarla e poi al contrario nella speranza di conquistare Nina, la donna che mira al vedovo di Kim.
Di vita in vita, Kim acquisirà sempre più consapevolezza dei propri errori e le motivazioni che spingeranno le sue azioni saranno sempre meno egoistiche, fino ad un finale non del tutto prevedibile.