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venerdì 3 giugno 2016

Pasquale Ricossa - Highlander

Questa non è la consueta intervista, né la consueta recensione, bensì una via di mezzo tra le due cose. Mi permetto quindi di uscire un po' dai consueti schemi rendendovi partecipi di come a volte per puro caso alcune esistenze possano colpire l'immaginario e l'empatia di ognuno di noi.

Mentre si stava preparando questo ciclo di interviste ed ero alla ricerca di autori su una delle tante piatteforme social, mi sono imbattuto fortuitamente in "Nonno Pasqualino", così lo chiamavano, al secolo Pasquale Ricossa, la cui età mi ha colpito avendo raggiunto la veneranda età di 106 anni. Pur non avendo ben presente la sua situazione di salute, attraverso la nipote Anna ho provato a capire se si sarebbe riusciti ad avere una sua intervista, ma purtroppo così non è stato, perché "Nonno Pasqualino", ha raggiunto il termine della sua intensa e ricca esistenza. Sin da subito, con le pochissime informazioni in cui mi sono imbattuto, ho avuto la netta sensazione che mi fossi imbattuto in un vero "highlander" del secolo scorso, e per questo vista l'impossibilità di avere una sua intervista, ho insistito per avere documentazione inerente la vita e le pubblicazioni di Pasqualino; troppa era la voglia di carpire i segreti di uno di quegli inossidabili uomini che hanno vissuto le guerre ed i veri cambiamenti politici e sociali di un paese come il nostro.

Spesso mi tornano alla mente i "vecchietti" della mia infanzia, ricordando la loro vigorosità, la loro determinazione e la lucidità con la quale affrontavano ogni giorno della loro esistenza, e nonostante il poco che avevo letto e compreso, Nonno Pasqualino me li ha ricordati ancora una volta. Ricevuta la documentazione che gentilmente mi ha fornito la nipote Anna, ho letto quanto avevo a disposizione oltre a documentarmi anche su internet trovando alcune notizie sparse nel tempo sino alla triste notizie di quest'anno che ne annunciava la dipartita.

Non ho avuto modo di leggere il suo libro, ma dagli articoli che ho letto l'immagine dell'highlander che mi ero fatto ha preso corpo in via definitiva delineando una mia personalissima idea di quale uomo potesse essere immaginandolo quindi semplice ma di grande cuore, retto e integro, attento alle cose della vita al punto di prenderne nota nel corso della sua esistenza da cui poi è stato realizzato il libro come raccolta di racconti "Le Colline della mia fanciullezza (1916-1920) - Portacomaro d'Asti (1910-1920)" come regalo di compleanno per i suoi 100 anni.

Un uomo tutto di un pezzo, come quelli di una volta, che ogni giorno regalano il loro contributo, che sia una sorriso, una parola un gesto di conforto, ogni qualvolta se ne presenti l'occasione. Ognuno degli articoli che ho letto restituisce pressoché sempre la medesima immagine: la semplicità di un uomo che attraversa gli anni sempre con lo stesso spirito e sempre con la stessa determinazione ed attenzione per gli altri. Sia chiaro, non ho la presunzione di dire che conosco l'uomo Pasquale Ricossa, bensì ho l'onestà di ammettere e condividere i pensieri che il personaggio ha suscitato in me, ovvero l'invidia e l'ammirazione per gli uomini del secolo scorso che hanno dimostrato fibra, carattere e doti ben superiori alle nostre che seppur ricchi di tecnologia e cultura, ancora non abbiamo imparato fino in fondo ad affrontare la vita e pian piano stiamo perdendo la capacità di apprezzare l'umanità che ci circonda. 
Ringrazio quindi Anna di avermi concesso la possibilità, seppur indiretta di conoscere suo nonno ed apprezzarne le doti e la grandiosità, permettendomi di ritornare a vedere il mondo con gli occhi di un tempo.

sabato 10 gennaio 2015

Fatti mangiare dall'amore - Cochonnerie-labile-collettivo



Già l’anno scorso vi ho presentato un libro fatto con il cuore da un gruppo di amici e scrittori che di cuore ne hanno da ven(d)ere. 
Il progetto Cuori da Venere, nato in rete per ricordare il poeta sardo Fabrizio Pittalis mancato a causa di un tumore-Sarcoma di Ewing . Si dice tra gli amici che in realtà si sia trasferito su Venere il 29 Gennaio 2007, da dove lancia cuori.
Questo gruppo che ha preso il nome di “Cochonnerie-labile-collettivo”, che l’anno scorso aveva raccolto in “Fatti mangiare dalla mamma” ricette, racconti e note di ogni tipo devolvendo il ricavato all’Ospedale Pediatrico Oncologico Santa Chiara di Pisa ha deciso di riprovarci. Dopo un anno il primo libro è ancora al primo posto tra i libri di cucina su Ilmiolibro.it e ora, a meno di un mese dalla pubblicazione il secondo libro lo sta raggiungendo velocemente.
Fatti mangiare dall’amore” è dunque una raccolta di ricette, questa volta non della mamma ma regalate sul web da chiunque volesse partecipare. Come nel primo libro, ogni ricetta è preceduta da un racconto breve ed è accompagnata da note sull’origine e sui valori nutritivi, consigli della chef, abbinamento di vini e musica; le ricette sono suddivise in sette categorie: Amore etnico, Amore adolescente, Amore separato, Amore standard, Amore solitario, Amore gay, Amore adultero, ciascuna delle quali composta da racconti e portate dall’antipasto al dessert.
In questo secondo volume hanno pensato di aggiungere al ricettario narrato una seconda parte, divisa in brevi capitoli, piccoli saggi, racconti, consigli, diari, pièces e persino le lettere alla Pasta del cuore. Ogni ricetta è contrassegnata da un Tarocco.
Come nel libro precedente le ricette sono poi tradotte in inglese. Ci sono vignette, disegni e fotografie. Ne risultano 533 pagine divertenti, sane e intelligenti. E che fanno bene non solo a noi. Ancora reperibile il primo libro qui: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1042176
Lo staff, numeroso e ineguagliabile:
Curatore > Rosamaria Caputi
Chef Editing > Roberta Scarazzato
Nutrienti > Monia Farina
Vini > Luciano Mondini
Abbinamenti musicali > Max Mendi
Narratori > Rita Bonomo, Rosamaria Caputi,
Luigi Romolo Carrino, Alessandro Cinelli,
Roberto Costantini, Simone Cozzi,
Maria Grazia D’Avino, Barbara Giuliani,
Antonio Koch, Silvia Longo, Mauro Mazzetti,
Silvia Maria Molesini, Luca Palli Branchi,
Ludovico Strambozzi, Flavio Toccafondi,
Michelangelo Zorzit
Traduzioni > Patrizia Bertelli, Alberto Capelli,
Ivana De Gasperis, Matteo Edoardo Catucci,
Silvia Ghiretti
Illustrazioni > Michaela D’Astuto
Booktrailer > Irada Pallanca
Grafica > Lara Arvasi
Impaginazione > Luigi Romolo Carrino
Editing > Rosamaria Caputi, Daniela Conti,
Maria Grazia D’Avino, Maria Iervolino
English Editing > Patrizia Bertelli
Sito Web > Aurelio Infantino
Booktrailer > Irada Pallanca
Uffico Stampa > Patrizia Bertelli
Ufficio Vendite > Clara Bocchi, Barbara Giuliani
Impossibile non ringraziarli tutti.
Sul sito c’è la possibilità di leggere una parte di entrambi i libri gratuitamente. Fate un giro a vedere, vi assicuro che vale la pena.

lunedì 16 dicembre 2013

Fatti mangiare dalla mamma - Cochonnerie-Labile-Collettivo

Prendiamo un libro di ricette.
No, prendiamo un libro illustrato. Anzi, un libro di racconti legati alle ricette e con illustrazioni.
No, non basta.
Prendiamo un libro che aiuterà il reparto di Oncologia Pediatrica dell'ospedale Santa Chiara di Pisa.
Aggiungiamo che è stato studiato, scritto e amato da ben ventiquattro autori. Che ciascuno di loro ha messo una parte di sè in questo lavoro corale e che il cuore si vede dalla prima pagina.
Mettiamo anche che tutto questo è nato dall'amore per un giovane poeta sardo, Fabrizio Pittalis, mancato (o trasferitosi su Venere, come preferiva pensare) a soli 26 anni lasciando una traccia profondissima dietro di sé.
Non basta.
Avere in mano una copia di questo libro, che è anche multimediale, astrologico, nutrizionista, sommelieristico, poetico, psicologico non ha pari. Un po' perché se lo avete in mano avete fatto una cosa buona, un po' perché comprandolo di cose buone potete farne ogni giorno una diversa.
Prendiamo un libro completo. Ci porterà in tanti posti diversi, ci farà sorridere pensando alla mamma, ci suggerirà vini, ci dirà come mangiano i segni zodiacali, ci farà seguire tratti di illustrazioni ironiche e intelligenti.
Questo libro non si finisce mai davvero. Lo si apre e riapre in continuazione, sapendo d'aver perso sempre qualche dettaglio. Un simbolo, una parola, il frammento di un ricordo bambino legato a uno dei piatti raccolti con amore.
Un libro d'amore, appunto. E di parole e segni che possono far del bene oltre che del buono. Senza arricchire ricche signore della tv.
I narratori tutti e i poeti (Rita Bonomo, Luca Palli Branchi, Rosamaria Caputi - anche curatrice - Maria Grazia D'Avino - anche astrologa - e Silvia Longo, con Paola Silvia Dolci, Mauro Mazzetti, Silvia Molesini e Ianus Pravo), la sezione nutrizione e vino (Monia Farina, Tommaso Sussarello), impiattamento (Roberta Scarazzato), cinefilia (Nerina Garofalo), psicologia (Ninfa Delicato) e disegno (Michaela D'Astuto); con la collaborazione di editor, impaginatori e simili (Luigi Romolo Carrino e Lara Arvasi); i traduttori - perché tutte le ricette sono presentate anche in Inglese (Silvia Ghiretti, Jacqueline Cornelius, Daniela Conti, Alberto Capelli e Ivana De Gasperis) hanno fatto un lavoro eccezionale di cui non vi renderete conto finché non avrete in mano la vostra copia del libro.
Potete acquistarlo presso tutte le librerie Feltrinelli o su ilmiolibro e siete sicuri di aver fatto un ottimo regalo facendo del bene. Mi raccomando, per una volta, accettate un consiglio.



giovedì 24 gennaio 2013

Carrà ad Alba

Dura solo fino a questa domenica la mostra gratuita dedicata a Carlo Carrà, presso la Fondazione Ferrero ad Alba (Cn). Mostra interessante e ben curata, introdotta da un documentario proiettato nell'ampio auditorium e comprendente 70 opere in cui il percorso artistico di Carlo Carrà è testimoniato in ogni sua fase: le prime prove divisioniste, i capolavori del Futurismo, la parentesi dell’ ‘Antigrazioso’, la Metafisica e il ‘Realismo mitico’, i paesaggi (dagli anni Venti in poi), le composizioni monumentali di figura degli anni Trenta e una selezione di nature morte, così da arrivare agli ultimi anni della sua attività.

«Per lo spirito non esistono contraddizioni, ma trasformazioni e sviluppi; mutare una direzione in arte non significa rinnegare tutto il passato, bensì allargarlo fino a compenetrarlo con un altro concetto estetico, scoprire nuovi rapporti ignoti, aprir meglio gli occhi per comprendere una somma maggiore di realtà. (…) Non so se vivrò tanto da realizzare per intero il mio sogno d’arte e se gli eventi giustificheranno o meno le mie aspirazioni. So però che tutte le mie forze sono rivolte all’arte, cioè ad uno scopo che trascende il mio io individuale, energia staccata da Dio che cerca di ritrovare Dio e prendere coscienza di che cosa è la vita e come essa si manifesta al mio spirito di uomo.»
Carlo Carrà, 1942

Consigliatissima.
 

lunedì 9 gennaio 2012

Tarocchi "Favole" di Victoria Frances

 Capisco che la recensione di un mazzo di Tarocchi possa lasciare indifferenti molti. Il fatto è che i disegni di Victoria Frances, che si trovano in libri ricercatissimi, sono molto molto belli e ciò rende appetitosi anche i suoi Traocchi.
Li ho aspettati a lungo, finalmente arrivati tramite Amazon hanno contribuito al sorriso in questo weekend.
I 22 Arcani Maggiori sono bellissimi, uno meglio dell'altro. Non facilitano la lettura in quanto privi della tradizionale simbologia, ma sono comprensibili e d'effetto. Allo stesso modo, la scelta dell'autrice di non utilizzare i soliti semi delle restanti carte bensì croci, rose, maschere e farfalle pone degli interrogativi sulla facilità di immersione in questo mazzo così inusuale.
Come gli Arcani, le 4 figure per ogni seme sono rappresentate da disegni in tema. Paggi, cavalieri, regine e re sono ancora molto coinvolgenti.
Resta il difetto di non aver reso il mazzo davvero completo, le carte dal 2 al 10 hanno semplicemente un numero di rose, croci, farfalle o maschere adeguato al numero della carta, solo la prima di ogni seme ha un disegno vero e proprio, sebbene meno interessante rispetto alle altre carte illustrate.
Peccato, perché nella simbologia di ogni carta e nel modo in cui ogni autore le tratta c'è un mondo intero e questi Tarocchi sembrano perdere un po' il loro fascino.


Non vi sono indicazioni su come interpretare i vari semi, si propende per accomunare croci con spade, maschere con denari, rose con bastoni e farfalle con coppe; nel libricino allegato, in 4 lingue diverse in cui non figura l'italiano, c'è una interpretazione standard delle carte senza riferimento a queste in particolare. Il mazzo risulta così un po' freddo rispetto alle aspettative e poco suggestivo per una lettura accurata. Sul rovescio della carta, inoltre, si può già intuire dal colore del disegno se la carta sarà dritta o rovesciata (per quelli che usano questo tipo di approccio).
In quanto in possesso di un altro mazzo più completo faccio fatica a "entrare" in questo di Victoria Frances, decisamente più cupo e meno facile all'interpretazione, suggestivo solo dal punto di vista estetico e poco utile ai fini di una lettura esaustiva.