domenica 26 ottobre 2014

Fuga da un labirinto perfetto - Maurizio Cerquetti


Non lo faccio spesso, ma non avendo molto tempo a disposizione vi suggerisco il libro di una persona che conosco e che spero possa interessarvi. L'autore, di Rimini, ha la passione per la corsa e per gli animali. Una sensibilità che colpisce. La trama del romanzo si può riassumere così, con parole sue:
Abbandonato dal padre e con la madre in seri problemi economici, dopo la morte del fratello maggiore riuscirà il giovane Leon Poe a correre la Maratona di New York? Bellissima erede di un impero finanziario, cos'ha a che fare la famiglia della giovane Rachel Nakatomy con Leon Poe? Cosa Nascondono e chi sono i "Livelli"? Dalle strade di Rimini ai grattacieli di New York i destini di questi ragazzi continuano a sfiorarsi senza però mai incrociarsi, riuscirà il Vero Amore a far incontrare due Anime Gemelle?
Preparatevi a una corsa lunga e dura come la vita!


Dopodichè vi "allungo" il suo incipit così che possiate decidere se vi interessa approfondire la lettura...
 (Ogni risposta è dentro di te)
Corri! Non importa se hai la vista annebbiata e ti costringi a tenere le palpebre spalancate lottando per mantenere l'equilibrio che barcollante ancora ti sorregge permettendoti di andare avanti, mancano poco più di due miglia all'arrivo, arrivo! Sì sei quasi arrivato, quasi arrivato e ti devi distrarre dai dolori che provi in ogni parte del corpo, ti senti a pezzi ma sei quasi giunto al traguardo, mancano poco più di due miglia, anche adesso che stai pensando, stai percorrendo della distanza e probabilmente ora mancano esattamente due miglia, due miglia seguendo l'unità con cui si misurano le distanze in Europa sono circa 1,60 chilometri per miglio, quindi all'arrivo mancheranno solo poco più di tre chilometri... No! Tre è un numero troppo alto e la tua mente vacilla per lo sforzo, le ginocchia ricominciano a cercare di cedere quando il tuo piede sbatte come un martello a terra al termine della falcata, la tua andatura è invisibilmente ma inesorabilmente sempre più scoordinata e ora il tuo corpo si vuole nuovamente fermare, ma tu devi correre, devi continuare a correre, non puoi, non devi fermarti! Cerchi di ricomporre andatura e pensieri e nell'impeto dell'affanno ti ritrovi stranamente a pensare che Due è un numero più basso di Tre rendendoti conto che la tua mente reagisce con maggior sollievo al pensiero che mancano solamente due miglia anziché tre chilometri! Capisci che è meglio contare per miglia e nella mente torni a ripeterti all'infinito che ne mancano solo due, mancano solo due miglia, per di più rammenti che anche adesso che stavi pensando hai inevitabilmente percorso un ulteriore tratto di strada, probabilmente adesso manca un miglio e mezzo o poco più... Resisti! I sensi a tratti si accendono e si spengono con alternanza, l'assordante chiasso di urla e incitamenti della folla ai margini della strada che fino a quel momento ti ha sorretto e spinto come una mano amica ad andare avanti, ora è come se fosse scomparso, ti senti il corpo prosciugato da ogni singola goccia di energia, non hai nessuno che possa aiutarti, non hai nessuno che possa salvarti e a un tratto ti rendi conto che mai come adesso puoi contare solo su te stesso, solo che tu sei sfinito, il tuo corpo è sfibrato e ogni segnale, ogni sensazione ti da la conferma che hai bisogno di aiuto, il tuo sguardo si perde ancor di più nel vuoto, non verrà nessuno in tuo soccorso, sei solo e sai che è proprio questa la sfida, sei solo a impedire che la paura s'impadronisca della tua mente, corri! Il tuo corpo è diventato solamente fonte di dolore, se solo lo avessi ascoltato ti saresti già fermato da parecchio, ma da testardo autolesionista hai stretto i denti, ti sei concentrato per tenere un ritmo che ti permettesse di continuare la tua corsa, ma ora è la tua mente ad essere al limite, che comincia ad ascoltare il tuo corpo che da chilometri gli dice di fermarsi perché non ce la fa più, devi continuare a ripeterti che manca poco alla fine di quest'incubo, resisti, resisti, RESISTI! La stanchezza e la sete continuano ad avere sempre più la meglio sulla ragione, mentre ad ogni falcata senti il cuore che ti scoppia tentando di sfondarti il petto, i polmoni implodono cercando di costringerti a rallentare il ritmo, i muscoli delle gambe vanno a fuoco e ogni volta che i piedi toccano terra è come se un martello rovente picchiasse contro le rotule delle tue ginocchia, hai bisogno di fermarti, hai bisogno di riposare, solo un momento, pochi secondi, il fuoco che ti lacera i muscoli delle gambe brucia al punto che se dei demoni te li strappassero via, vivresti la cosa come un sollievo, basta sofferenza, Basta! Continui a perdere il poco di vista e udito che ti erano rimasti, il tuo corpo è come una fornace e ha bisogno di acqua come il più arido dei deserti; è arrivato al limite, ti trovi a pensare che potresti rallentare un attimo per rifiatare, ma nel profondo di te stesso sai benissimo che se sei arrivato fin li è proprio perché non ti sei mai fermato ogni volta che il tuo fisico ne aveva bisogno! E poi a un tratto senti che il tuo corpo si è spento da solo, stai ancora correndo ma capisci che non hai più il controllo dei tuoi movimenti, ti stai fermando e a breve ti troverai a camminare o ancor peggio ti troverai fermo aggrappato a qualche appiglio se non seduto a riprender fiato, è finita, hai fallito, stai per deludere le persone che ti vogliono bene e che ti hanno sostenuto, e ti sorprendi a pensare che più che a non voler deludere le persone che ti hanno sostenuto non vuoi dare soddisfazione a tutte quelle che per invidia o per disprezzo sarebbero felici di apprendere del tuo fallimento, ma ora stai correndo sempre più piano e scoordinato e come un colpo di grazia due fitte ti trafiggono il corpo costringendoti a inarcare la schiena all'indietro per il dolore, sei disperato! Ma è proprio in questo momento, a un passo dal fallimento, che ti ricordi il vero motivo per cui hai cominciato a correre e ti sei allenato per tutti questi mesi, ti ricordi che non l'hai fatto per rendere orgogliose le persone a te care e neppure per rivalsa nei confronti di chi non ti considera; come una luce che risale dall'oscurità come le stelle che brillano proprio al buio rammenti che hai cominciato a correre solo per te stesso, perché l'unica e vera sfida che nessun altro potrà capire al di fuori di chi la intraprende è quella tra la distanza e chi cerca di percorrerla. Il tuo respiro si stabilizza mentre il ritmo della falcata delle tue gambe aumenta di nuovo così come stava rallentando, il tuo corpo brucia e ha sete, la tua mente urla perché vorrebbe fermare ciò che le provoca dolore, avevi già dato fondo alle tue ultime forze residue e ora a mandarti avanti è solo la tua forza interiore! Il traguardo è sempre più vicino, hai da poco intravisto il cartello che indicava l'ultimo miglio, ormai mancano poche curve e vedrai il traguardo, poche curve e potrai finalmente fermarti dopo averlo tagliato, una curva, un'altra, sicuramente la prossima è l'ultima e contro ogni logica acceleri nell'intento di far durare il meno possibile questa tortura che ti dilania corpo e mente, fai l'ultima curva ma solo per accorgerti che nascondeva non il tanto agognato traguardo ma il segnale dell'ultimo mezzo miglio! Com'è possibile? Hai corso tantissimo dopo il cartello dell'ultimo miglio, non puoi aver percorso solo mezzo miglio, era almeno un miglio la distanza che hai percorso e in un attimo il panico ti invade per la seconda volta nel giro di pochi minuti, il respiro si fa di nuovo agitato e affannoso, devi stare calmo, manca solo mezzo miglio, mai come ora il traguardo è vicino, vicinissimo, stringi i pugni e gonfi i muscoli delle spalle, sgrani gli occhi tenendoli ripetutamente sbarrati costringendoti a riprendere lucidità, le tue gambe non ti tradiscono e stanno continuando a correre, in modo scomposto ma continuano a correre e hai sicuramente percorso un paio di centinaia di yards all'interno dell'ultimo mezzo miglio, ti costringi a pensare che l'arrivo è inevitabilmente sempre più vicino e poi finalmente vedi apparire da dietro un'altra curva il segnale delle ultime quattrocento yards! Come un uragano vieni investito improvvisamente da un'ondata di colori e suoni, i tuoi sensi si sono improvvisamente riaccesi tutti insieme e ora senti perfettamente le urla di incitamento delle persone accalcate contro le transenne ai lati del percorso, il tuo corpo nello stesso istante in cui vedi il traguardo col cronometro che scandisce ogni singolo secondo, capisce che al di là di quella linea potrà finalmente fermarsi e fermare la sua mostruosa agonia, e a quel punto come un marinaio in preda agli spasmi del soffocamento che spinto dalla corrente negli abissi nuota con tutte le sue forze per raggiungere la superficie e poter respirare, il tuo corpo accelera nuovamente all'assurda velocità con cui il traguardo sembra sempre più lontano man mano che ti avvicini! E' bellissimo, e non sai se la tua gioia è legata all'impresa che stai per compiere o alla fine della sofferenza a cui il tuo spirito ha costretto il tuo corpo e la mente, le ultime yards e ti accorgi che non stai correndo da solo, che a correre con te ci sono altre persone che non conosci e che ora piangono e alzano le mani al cielo proprio mentre tu le allarghi come se stessi volando attraversando la linea del traguardo, per una frazione di secondi chiudi gli occhi e quando li riapri stai finalmente camminando e vedi una ragazza che adornata di un sorriso bianco e solare ti infila una medaglia intorno al collo, afferri con le dita il metallo che ti pende dal capo percorrendo coi polpastrelli le perfette incisioni che lo adornano, sorridi e ti rendi conto di aver finalmente completato una maratona!

Cerquetti Maurizio "Fuga da un Labirinto Perfetto"
Edizioni Cinquemarzo (www.cinquemarzo.com)
 ISBN: 978-88-97769-78-1
Si acquista online su: AMAZON.it - IBS.it - LIBRERIAUNIVERSITARIA.it oppure in tutte le Librerie.

lunedì 25 agosto 2014

Memo - Pippo Russo

Era da tempo che non scrivevo qualcosa qui.
Non che non abbia letto, ma nulla che mi abbia dato la spinta necessaria a scriverne. Fino a Memo. Conosco l'autore per aver scritto le critiche più feroci ai bestseller che vengono spacciati per capolavori ogni volta. Lo fa sul web e su riviste come Panorama, lo ha fatto in un librone che ormai è un po' la mia Bibbia anti-strafalcione e che si intitola "L'importo della ferita e altre storie"; lo fa talmente bene che a uno viene da chiedersi come scriva lui. Tra i vari titoli disponibili, e ce ne sono molti, la scelta è caduta su Memo in modo quasi naturale. Forse perché ogni capitolo è legato a un brano musicale, forse perché l'idea di un paese particolare quanto Oblivia ha un certo fascino, forse perché a volte i libri giusti capitano e basta. E meno male che capitano. Inizialmente pubblicato per Baldini, Castoldi e Dalai, ora è disponibile in e-book sempre per Baldini&Castoldi sulle maggiori piattaforme on line.

Oblivia è un paese nascosto, lontano da ogni cosa e praticamente irraggiungibile. I suoi abitanti nemmeno ci fanno caso e, anzi, hanno piacere che sia così. Dalla prima casa all'ultima Oblivia basta a se stessa, almeno così sembra. Armonia e abitudine apparenti sono improvvisamente scosse dall'arrivo di un misterioso straniero di cui tutti parlano e che per qualche tempo nessuno sembra vedere. Ma lo straniero passa da ciascun abitante, uno a uno, riportando a galla i segreti nascosti nei cuori e ormai dimenticati. Vita dopo vita, quello che sembrava un luogo idilliaco si mostra per quello che è e la memoria, quella che da tempo aveva abbandonato le vie di quel piccolo borgo, torna a cancellarne la quiete.

Al di là della trama, che coinvolge di certo, le mie impressioni sono tante e talmente forti che difficilmente riuscirò a trasmettere tutto. Ho dovuto leggerlo sussurrando parola per parola, per poterne sentire il suono. Potente come il linguaggio usato, mai banale e infinitamente poetico. Cupo quanto intenso, pieno di immagini che restano incise. Chi siamo? Quanto di noi nascondiamo, anche a noi stessi? Quanto rancore, dolore, quanta fatica e rabbia coviamo per coloro che vivono accanto a noi? Quanto ci sacrifichiamo in nome di qualcosa che ha perso di significato anche per noi, ma che sentiamo come un dovere che incombe? Quanto può fare il semplice arrivo di un qualcosa - che per ognuno è qualcosa di diverso - quando ci ricorda la nostra umanità?
Nascosto in un verde infinito nelle colline toscane, Oblivia è un mondo cui in un certo senso aspiriamo e che invece nasconde in sé le insidie di tutto ciò che - come le sabbie mobili - inevitabilmente inghiotte e immobilizza le nostre vite terrorizzate dal cambiamento e incapaci di ammettere il vero.
Un romanzo che cattura e che avvolge, che si insinua nel pensiero. L'immedesimarsi in questo o quello tra i sentimenti descritti, nelle vicende normali e quotidiane di vite non nostre diventa facile. Naturale. E il riconoscersi, mostro tra i mostri, umano tra gli umani...
E non ho le parole per dirne di più. Troppo intenso, troppo pieno di suggestioni che ognuno potrà cogliere per sé, senza sfiorare nemmeno le immagini che riceve un altro. Un romanzo che lascia il segno.

giovedì 1 maggio 2014

Trancendence

Locandina - Transcendence
Titolo originale : Transcendence
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno: 2014
Durata: 119 min
Genere: fantascienza, drammatico, thriller
Regia: Wally Pfister
Soggetto: Jack Paglen
Sceneggiatura: Jack Paglen
Distribuzione (Italia): 01 Distribution
Fotografia: Jess Hall
Montaggio: David Rosenbloom
Effetti speciali: Jack Brunacini Jr.
Musiche: Mychael Danna
Scenografia: Chris Seagers
Interpreti: Johnny Depp - Will Caster; Rebecca Hall - Evelyn Caster; Paul Bettany - Max Waters; Cillian Murphy - Agente Buchanan; Kate Mara - Bree; Cole Hauser - Colonnello Stevens; Morgan Freeman - Joseph Tagger; Clifton Collins Jr. - Martin; Josh Stewart - Paul; Wallace Langham - Dottor Strauss; Lukas Haas - James Thomas

Degli ultimi tre film visti al cinema ho deciso di postare qui il mio contributo per questo film, per il quale non mi sono documentato più di tanto prima di andarlo a vedere, ma mi sono lasciato attirare dal poco visto nel trailer e la presenza del protagonista che non mi dispiace affatto come attore. Ebbene il film di 2 ore non ha risposto alle mie aspettative.

La storia di alcuni professori alla ricerca della miglior forma di intelligenza artificiale, si sviluppata nel contrasto tra l'etica ed il progresso abbinato al consueto spirito di sopravvivenza dell'uomo. A seguito di un attentato il dr. Caster (Johnny Depp) prima della sua morte, per egoismo e ambizione della moglie (Rebecca Hall) viene trasceso su una parte di un super computer  già sviluppato e intelligenza artificiale più evoluta al momento. Da questo momento l'evoluzione della mente del dr. Caster aumenta a dismisura oltre a sviluppare nuove e sorprendenti tecniche che potrebbero anche essere utili all'umanità, se solo fosse pronta. Invece la stessa fazione terroristica autrice dell'attentato al dr. Caster si adopera e si allea con le forze governative per bloccare questa crescente e incontrollata capacita di autocoscienza di questa intelligenza artificiale ormai duplicata e inserita in ogni computer del mondo.

La delusione su questo film, nasce dalla lentezza narrativa e dai temi poco sviluppati relativi all'autocoscienza dell'uomo e di una futuribile intelligenza artificiale, dalle interpretazioni etiche di come e se mescolare umanità e tecnologia. A questi punti essenziali non sono mancati salti di scene/sceneggiatura facendoci ritrovare durante la programmazione del film in momenti successivi senza un passaggio o un accenno narrativo adeguati alle scene successive (a titolo di es. Il dr. Max Waters è stato visto in gabbia e poche scene dopo fuori... come è stato possibile? quando si è o è stato liberato e perché??).

Tirando le somme, due ore piacevoli, seppur lente e che mi hanno lasciato un po' il senso di incompiuto.

lunedì 6 gennaio 2014

Capitan Harlock 3D

Locandina Capitan Harlock 3D
Titolo: Capitan Harlock 3D 
Sottotilolo: Il Futuro è già passato 

Genere: Animazione, Fantascienza, Avventura
Paese: Giappone
Anno: 2013
Regia: Shinji Aramaki
Sceneggiatura: Harutoshi Fukui, Leiji Matsumoto
Attori: Shun Oguri

Fotografia: Kengo Takeuchi
Montaggio: Shinji Aramaki, Ryuji Miyajima
Musiche: Tetsuya Takahashi
Produzione: Toei Animation Company, Toei Animation
Distribuzione: Key Films/Lucky Red
Durata: 115 Min


Ebbene sì! Tentato dalla voglia di ritrovare un vecchio anime che guardavo da piccolo, appena visto per la prima volta il trailer di questo film ho deciso che non me lo sarei lasciato scappare. Complice anche mio nipote fortemente attratto e acculturato su questa categoria, ci siamo organizzati il prima possibile per andarlo a vedere: ovvero ieri sera.

Mentre entravo avevo il timore che i labili ricordi non mi permettessero di godermi fino in fondo il film, ma durante la proiezione e col passare del tempo mi sono reso conto che questo non era lo stesso Capitan Harlock della mia infanzia. Alcuni personaggio c'erano altri per nulla ed anche la storia non era la medesima della serie anime vista in tv da piccolo. Quindi mi sono rilassato ed ho cercato di godermi lo spettatolo 3D (nonostante la fatica visto il fatto che dovevo portare 2 paia di occhiali) e della storia. Alcune cose non hanno avuto una spiegazione adeguata come il fatto che il Capitano parli ad un computer che pare abbia una vita propria, ed un motivo c'è ma solo ripercorrendo il vecchio anime se ne comprende la ragione oppure l'arma finale che la Gaia Corporation voleva utilizzare; ciò nonostante le scarse 2 ore di film sono scivolate via bene nell'azione e nella narrazione rendendo gradevole questo movie anime che ha rispolverato un nuovo (=originario?) Capitan Harlock e con la computer grafica omaggiato una delle serie anime più gotiche che io abbia visto insieme forse a alaxy Express 999. Nel film si possono trovare riferimenti o se preferite citazioni a Battle Star Galactica e Star Wars, oltre all'immancabile denominazione atavica "Gaia", come omaggio ad Asimov, per denominare la coalizione protettrice del pianeta perfetto.

Il pianeta Terra, ormai abbandonato da centinaia d'anni da una popolazione troppo numerosa per contenerlo, è diventato un luogo inviolabile e quasi sacro, mantenuto tale con pugno di ferro e fermezza militare dalla coalizione Gaia. Ad essa si contrappone Capitan Harlock da oltre 100anni e la sua ciurma a bordo dell'Arcadia (fantastica nave galattica con dotazioni misteriose ed affascinanti), a cui si è appena aggiunto un nuovo elemento: Logan, fratello dell'ufficiale disabile Ezra e dunque infiltrato di Gaia dentro l'armata di Harlock con il compito di uccidere il capitano.
Quando però Logan capirà qual è l'ideale che muove Harlock, che ha sempre percepito come un nemico, sarà pronto a schierarsi con lui contro il fratello, il quale lo accusa di aver causato la sua disabilità.

Credo che se ne avrò occasione andrò a rivederlo ma questa volta in 2D per gustarmi meglio il disegno e non soccombere al 3D con sfocature e distorsioni (in parte dovute anche alla sala cinematografica troppo piccola del UCI) oltre che godermi tutti i personaggio non dovendo più seguire così attentamente la trama. Per gli appassionati dell'animazione sicuramente da vedere, per i romantici e puristi da guardare sicuramente con occhi nuovi e non con quelli dell'infanzia.

lunedì 16 dicembre 2013

Fatti mangiare dalla mamma - Cochonnerie-Labile-Collettivo

Prendiamo un libro di ricette.
No, prendiamo un libro illustrato. Anzi, un libro di racconti legati alle ricette e con illustrazioni.
No, non basta.
Prendiamo un libro che aiuterà il reparto di Oncologia Pediatrica dell'ospedale Santa Chiara di Pisa.
Aggiungiamo che è stato studiato, scritto e amato da ben ventiquattro autori. Che ciascuno di loro ha messo una parte di sè in questo lavoro corale e che il cuore si vede dalla prima pagina.
Mettiamo anche che tutto questo è nato dall'amore per un giovane poeta sardo, Fabrizio Pittalis, mancato (o trasferitosi su Venere, come preferiva pensare) a soli 26 anni lasciando una traccia profondissima dietro di sé.
Non basta.
Avere in mano una copia di questo libro, che è anche multimediale, astrologico, nutrizionista, sommelieristico, poetico, psicologico non ha pari. Un po' perché se lo avete in mano avete fatto una cosa buona, un po' perché comprandolo di cose buone potete farne ogni giorno una diversa.
Prendiamo un libro completo. Ci porterà in tanti posti diversi, ci farà sorridere pensando alla mamma, ci suggerirà vini, ci dirà come mangiano i segni zodiacali, ci farà seguire tratti di illustrazioni ironiche e intelligenti.
Questo libro non si finisce mai davvero. Lo si apre e riapre in continuazione, sapendo d'aver perso sempre qualche dettaglio. Un simbolo, una parola, il frammento di un ricordo bambino legato a uno dei piatti raccolti con amore.
Un libro d'amore, appunto. E di parole e segni che possono far del bene oltre che del buono. Senza arricchire ricche signore della tv.
I narratori tutti e i poeti (Rita Bonomo, Luca Palli Branchi, Rosamaria Caputi - anche curatrice - Maria Grazia D'Avino - anche astrologa - e Silvia Longo, con Paola Silvia Dolci, Mauro Mazzetti, Silvia Molesini e Ianus Pravo), la sezione nutrizione e vino (Monia Farina, Tommaso Sussarello), impiattamento (Roberta Scarazzato), cinefilia (Nerina Garofalo), psicologia (Ninfa Delicato) e disegno (Michaela D'Astuto); con la collaborazione di editor, impaginatori e simili (Luigi Romolo Carrino e Lara Arvasi); i traduttori - perché tutte le ricette sono presentate anche in Inglese (Silvia Ghiretti, Jacqueline Cornelius, Daniela Conti, Alberto Capelli e Ivana De Gasperis) hanno fatto un lavoro eccezionale di cui non vi renderete conto finché non avrete in mano la vostra copia del libro.
Potete acquistarlo presso tutte le librerie Feltrinelli o su ilmiolibro e siete sicuri di aver fatto un ottimo regalo facendo del bene. Mi raccomando, per una volta, accettate un consiglio.



domenica 15 dicembre 2013

Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

Ok, lo ammetto: non sono una fan di Tolkien. Non ho mai letto Il Signore degli Anelli (e non conto di porre rimedio a questa lacuna in questa vita) e, quando a scuola sono stata costretta a leggere Lo Hobbit, non sono andata oltre pagina 5... e poi ho in qualche modo finto, per quanto allora non ci fosse Wikipedia a salvare i poveri studenti e non esistesse certo un Bignami dell'opera tolkeniana.

Non mi attira, trovo Tolkien eccessivamente "maschile" (e anche alquanto misogino) e libri con questo taglio, per quanto adori il genere fantasy, finiscono per respingermi.

Di conseguenza, non avevo neppure visto il primo episodio. Ma con gli amici capita di seguire anche gusti non propri e così ho seguito il gruppo. E devo dire che non me ne sono pentita.

Certo il film è lungo, ma gli effetti sono belli e la storia avvince -rispetto alle mie remore, forse anche grazie all'introduzione cinematografica di personggi non presenti nel romanzo, come l'elfa Tauriel, ed alla cura estetica che ha caratterizzato tutti i moderni film tratti dalla saga tolkeniana, non solo negli ambienti e nei costumi, ma anche nella scelta stessa degli interpreti: i romanzi parlano di creature deformi e tutt'altro che affascinanti, mentre nei film non esiste personaggio che non abbia un suo fascino, a cominciare pèersino dai nani.

E poi c'è Smaug! Il drago è talmente bello e realistico che alla fine si fatica persino a non fare il tifo per lui, così possente e amante delle lusinghe.

Certo, la scelta del cast ha un sapore piuttosto "televisivo" (l'elfa Tauriel è la Kate di Lost, il nano Kìli è il vampiro Mitchell di Being Human, il nano Fìli era nel cast di Hercules ed è l'assassino del primo episodio di Moonlight, Radagast altri non è che il Doctor Who...), ma il film funziona, forse anche per questa sensazione di "familiarità", anche per chi non ha visto o letto nulla in precedenza.

Due soli appunti spero me li concederete: il 3D a volte è disturbante e crea attimi di vertigine e malessere, se non ci fosse la pausa prescritta potrebbe diventare davvero problematico e... le lenti a contatto di Legolas?!? Ne vogliamo parlare?!? Premesso che nella trilogia del Signore degli Anelli non mi pare portasse nulla di simile, sembrano veramente acquistate al risparmio, fasulle e orribili quanto quelle usate nella saga di Twilight (in tutti gli episodi successivi al primo)!!!

domenica 1 dicembre 2013

Thor - Il mondo oscuro

Restando in tema di supereroi, che quest'anno hanno decisamente riempito le sale cinematografiche, non poteva mancare l'ultimo episodio -in ordine di tempo- dell'eroe norreno, interpretato dal medesimo cast stellare del primo film.

Qui la vicenda inizia con un antefatto: molte migliaia di anni prima Bor, padre di Odino, sconfigge gli Elfi Oscuri, guidati dal malvagio Malekith, in una sanguinosa battaglia per il predominio sull'Aether, una sostanza fluida dotata di un enorme potere oscuro. Persa la battaglia, Malekith riesce a fuggire con pochi fedeli seguaci giuranndo vendetta, mentre l'Aether viene confinato nel cosiddetto mondo oscuro dove nessuno potrà più accedervi.

Tornati ai giorni nostri, Thor si sta occupando di riportare l'ordine e la pace nei nove mondi, disattendendo la promessa fatta a Jane di tornare da lei e lei, dal canto suo, sta cercando di dimenticarlo.

Un raro allineamento proprio dei nove mondi, però, provoca strani fenomeni sulla Terra, che portano Jane nel mondo oscuro, dove l'Aether si impossessa di lei, e Malakith a risvegliarsi dal sonno in cui attende la sua vendetta...

Il film, visibile in 2 o 3D, è pieno dei prevedibili effetti speciali e, pur essendo lungo, scorre veloce e in modo piacevole. In parte prevedibile, lascia i migliori colpi di scena per il finale (e non solo dopo i titoli di coda!!!).

Molte le scene divertenti: dagli schiaffoni di Jane al bell'eroe che non ha mantenuto la sua promessa (o al perfido Loki in ricordo di quanto accaduto a New York per causa sua), al professor Selvig, strepitoso Stellan Skarsgaard, in mutande e sconvolto da quanto ha compreso sullo strano allineamento planetario, alle battute velenose di Loki.

Molti personaggi hanno avuto maggiore spazio rispetto al primo episodio, a partire da Darcy (l'assistente di Jane), il saggio Heimdall (il guardiano di Asgard) e la stessa Frigga. E c'è anche spazio per analizzare i rapporti famigliari di Loki -che appare più sfaccettato e a suo modo più umano- con la madre, il padre ed il fratello.

Mentre molte citazioni fanno capire che questo episodio, così come Iron Man 3, è successivo a quello degli Avengers, il finale lascia la porta aperta a un terzo episodio, che sicuramente è già in cantiere...

E concedetemi un ultimissimo commento: ma quanto è bella Natalie Portman?!?