domenica 20 marzo 2016

Pagine e Pop corn - intervista a Daniela Ruggero

Diamo il benvenuto nel nostro foyer a Daniela Ruggero.

Daniela Ruggero nasce a Torino il 30 Settembre 1976, sposata e mamma.  Nella vita di tutti i giorni è un'infermiera mentre nel tempo libero scrive. E' una lettrice compulsiva dipendente dal genere Horror e Noir. Ama il Fantasy in tutte le sue sfaccettature, ma non disdegna una buna storia anche se non fa parte di queste categorie. Ama le serie televisive come Supernatural e simili e Dexter Morgan è il suo serial killer preferito. 

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Entrambe a patto che siano inerenti con il genere letterario che leggo. O mi annoio.

Se fossi il protagonista di una serie tv? E se fossi un film?
Sarei  la fidanzata di Dean Winchester.

Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Direi che ciò che scrivo ( e leggo) influisce su ciò che guardo.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si conoscesse Matrix: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio.”) Fantasia o realtà?
Chissà, forse in qualche modo, non è del tutto lontano da ciò che realmente viviamo. Pensiamoci un attimo, spesso accadono tragedie e colpi di stato, cambi di governo, malattie che decimano la popolazione e la metà di noi è talmente preso con il nuovo programma televisivo, la partita di calcio e le notizie che parlano del “Nulla” che non ci rendiamo conto di ciò che davvero è il mondo in cui viviamo.

Genere preferito, letterario e cinematografico?
Horror e distopico sempre e comunque.

Quale regista vorresti scegliesse il tuo libro per farne un film e con quale cast per interpretare i tuoi personaggi?
Questa per me è una domanda davvero complessa…  Se parliamo di Poison, il mio dark romance, direi che la scelta andrebbe su un attore bellissimo, che sa dannarsi l’anima e che rimane fedele a se stesso fino alla fine. Nel mio cervellino, Andre, il protagonista è Sean o’pry, che non è un attore, ma un modello.

Raccontaci un po’ del tuo romanzo…
Poison è un dark romance, che si ambienta a Torino. Io amo la mia città e ambiento le mie storie tra le colline e la periferia perché credo sia bellissima e abbia molti spunti da offrire. In questo romanzo, per esempio, ho voluto dare spazio alla nostra Gran Madre e a Superga, descrivendole, per quanto possibile, e dar giustizia alla loro bellezza.
Ho imparato ad amare questo genere, perché non credo nelle storie in cui il finale sia sempre “e vissero tutti felici e contenti”, preferisco “e vissero intensamente, dandosi ogni cosa, facendosi male, bene, amandosi e odiandosi. E vissero…"

È previsto un sequel, o un prequel? Uno spin off?
NO, è auto conclusivo.


Altri progetti?
Molti.
La serie dei Guardiani degli Inferi ( Paranormal Romance) vedrà presto la pubblicazione del 4 volume GIURAMENTO DI SANGUE. A seguire credo a Settembre e poi a Gennaio gli ultimi due. A Maggio pubblicherò Broken un dark romance auto conclusivo.Ho in stesura un distopico, le favole dark e un paranormale romance.Un altro progetto che spero vada in porto sono le storie per bambini.

Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?
Sulla mia pagina Facebook
sul mio blog, nato per creare un contatto con i lettori e per sostenere gli autori emergenti che come me si affacciano sul panorama letterario italiano camminando in punta dei piedi.
La mail è: daddara76@yahoo.it

La tua “Corazzata Potemkin”, sia letteraria che cinematografica? Ovvero, cosa non ti piace proprio?
La grande bellezza? A me non è piaciuto.
“La solitudine dei numeri primi” mi ha uccisa a pagina venti ho abbandonato.

E ora diamo inizio allo show.

Trovate "Poison", auto pubblicato nel 2015
La saga "I guardiani degli inferi" (La sposa oscura, Genesi, Legami di sangue
e un romance scritto con Doranna Conti: "Niente prima di te"


domenica 13 marzo 2016

Pagine e pop corn - intervista a Daisy Franchetto

Diamo il benvenuto nel nostro foyer a Daisy Franchetto.

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Preferibilmente film, non ho la televisione e quando guardo qualcosa al computer preferisco di gran lunga i film. L’ultima serie tv che ho amato è I segreti di Twin Peaks. È passato un po’ di tempo in effetti.

Se fossi il protagonista di una serie tv?
Laura Palmer?

Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Essendo figlia degli anni ottanta le immagini sono state, e sono, molto influenti. Scrivo creando immagini mentali che provo a tradurre con la scrittura. A volte lo scorrere della storia sembra segua la logica di una sceneggiatura.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si conoscesse Matrix: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio.”) Fantasia o realtà?
Fantasia sempre e comunque. Penso che una bella gita nel Paese delle Meraviglie sia come un anno di sedute psicoterapiche.

 Genere preferito, letterario e cinematografico?
Amo qualsiasi genere quando è presentato con originalità e talento. Ho una predisposizione per il fantasy e la fantascienza, ma ho amato i film di Abbas Kiarostami.

Se il tuo libro fosse un film, chi sarebbe il regista e quale cast sceglieresti per interpretare i tuoi personaggi?
I registi potrebbero essere due: Tim Burton e Guillermo Del Toro. Per il cast sono un po’ in difficoltà, non ci ho mai pensato dando per scontato che sarebbero stati i registi ad occuparsene.
Raccontaci un po’ del tuo lavoro…
Ciò che sto creando è una trilogia fantasy che ha come protagonista Lunar. Il primo romanzo si intitola Dodici Porte, il secondo Sei Pietre Bianche e il terzo è in scrittura. Sono fantasy particolari che affondano le loro radici in una realtà contemporanea anche se non ci sono riferimenti temporali precisi, potrebbe essere un qualsiasi paese occidentale degli ultimi trent’anni. La storia poi si tuffa in un mondo fantastico che è una rappresentazione simbolica della mente della protagonista, ma non solo. Il primo romanzo è particolarmente introspettivo, mentre gli altri due allargano un pochino il raggio d’azione. Nel primo Lunar dovrà sciogliere un dolore profondo, mentre nel secondo si mette in viaggio alla ricerca delle sue origini.

È previsto un sequel, o un prequel? Uno spin off?
Essendo una trilogia i vari episodi sono prequel e sequel, ma una volta ultimata mi piacerebbe scrivere un romanzo che sarà un sequel. Sto raccogliendo le idee. Ho creato un spin off che può essere collocato tra il primo romanzo e il secondo.

Altri progetti?
Per il momento sono concentrata nella scrittura del terzo romanzo, una faticaccia.

La tua “Corazzata Potemkin”?
Solo legata e costretta a tenere le palpebre aperte potrei vedere un cinepanettone.

Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?
Può cercarmi su Facebook al mio profilo, oppure alla pagina dedicata alla protagonista dei miei romanzi
E poi c’è il sito
www.daisyfranchetto.com

Potete acquistare "Dodici porte" e "Sei pietre bianche" seguendo i link


E ora diamo inizio allo show.

domenica 6 marzo 2016

Pagine e Pop corn - intervista a Elena Genero Santoro



Diamo il benvenuto nel nostra foyer a Elena Genero Santoro, nata a Torino nel 1975, residente nei dintorni, mamma, moglie e impiegata tecnica nell’industria automobilistica. Lettrice feroce e onnivora, scrive da sempre.

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Film e soap opera, non serie tv, grazie. I primi, si sa, sono autoconclusivi. Le seconde, si sa, sono infinite per definizione, sono perenni teatrini poco impegnativi senza capo né coda. Può essere bella la sceneggiatura di una scena (si gioca tutto lì), ma non bisogna guardare le soap tentando di dare un senso al loro sviluppo. Il passato viene spesso riscritto, il futuro è sempre provvisorio. Basta saperlo. Le serie invece sono illusorie, presentano delle conclusioni che non sono mai definitive. Ma alla fine, la conclusione-conclusiva non esiste. E se c’è, spesso è deludente perché poi una serie magari viene sospesa da un giorno all’altro per motivi di budget. Io invece ho bisogno del gran finale. Paradossalmente, invece, proprio io ho scritto una serie di libri.

Se fossi il protagonista di una serie tv?
Credo che sarebbe qualcosa come C.S.I. dove c’è da indagare il delitto con una metodologia analitica. L’analisi delle anomalie è parte del mio lavoro nella vita reale. E poi io sono analitica in tutto, per definizione.

Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Tutto ciò che guardo influisce, e intendo non solo in televisione. Tutto ciò che mi sta intorno può essere una potenziale fonte di ispirazione.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si conoscesse Matrix: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio.”) Fantasia o realtà?
Se dicessi realtà, dal momento che scrivo fiction, non sarei credibile, anche se le ambientazioni dei miei libri sono realistiche e i temi che tratto sono attuali. Tuttavia la fantasia è ciò che serve a rendere la realtà migliore, altrimenti non avrebbe senso.

Genere preferito, letterario e cinematografico?
Non ho un genere preferito, se è ben fatto ogni film o libro potenzialmente può andare bene. Leggo di tutto, ma ovviamente non tutto. Mi piacciono le letture impegnate, ma anche la mera evasione. Una buona commedia, un chick-lit, un giallo. Meglio se ambientate ai giorni nostri.

Se il tuo libro fosse un film, chi sarebbe il regista e quale cast sceglieresti per interpretare i tuoi personaggi?
Per la serie di Futura e Patrick ho sempre pensato a Cillian Murphy nel ruolo di protagonista maschile. Per gli altri personaggi non mi sono mai fatta questa domanda.

Raccontaci un po’ del tuo lavoro…
Ho scritto una serie di dieci libri che ha per protagonisti una coppia: Futura e Patrick, attorno alla quale ruotano una miriade di altri personaggi. I libri pubblicati al momento sono solo tre: il primo, Perché ne sono innamorata, edito da Montag; il secondo, L’occasione di una vita, con Lettere Animate, e il nono, a cui ho dato la priorità per un motivo affettivo, che è uscito con 0111 edizioni (Un errore di gioventù, che tratta l’argomento della pena di morte). Prossimamente, con Lettere Animate, usciranno i titoli dal 3 al 6 della serie. Poi ho pubblicato altri due libri indipendenti con 0111 Edizioni, Gli Angeli del Bar di Fronte, che parla dell’immigrazione da ambo i punti di vista, e Il tesoro dentro, che affronta la malattia mentale.

Altri progetti?
Intanto scrivo, sia per il blog Gli Scrittori della Porta Accanto, dove pubblico editoriali, recensioni e interviste ad altri autori esordienti, sia per portare avanti nuove storie. Vedremo cosa ne esce fuori.

La tua “Corazzata Potemkin”?
50 sfumature di grigio. Una noia bestiale. Ma anche certi fantasy non scherzano. Al cinema “Il bambino del Macon”. Veramente il film più brutto che io abbia mai visto.








Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?

Acquistate "L'occasione di una vita"
E potete leggermi sul blog: Gli Scrittori della Porta Accanto



E ora diamo inizio allo spettacolo!

domenica 28 febbraio 2016

Pagine e pop corn - Intervista a Paola Ferrero


Inauguro una nuova sezione dedicata a interviste con autori e autrici, con domande poste dal nostro collettivo. Mi auguro vi piaccia. E faccio da cavia per l'esperimento.


 “Pagine e Pop corn”

Diamo il benvenuto nella nostra sala proiezioni a Paola Ferrero, autrice torinese di racconti, romanzi e poesie. Pubblica dal 2009, anno del suo esordio con “Parole d’amore insano”. Adora scrivere e dipingere, cose che fa nel pochissimo tempo libero che le resta.

Cominciamo parlando di te: film o serie tv? Per quale motivo?
Serie tv, di sicuro. Mi piace affezionarmi ai personaggi, seguire la loro crescita, i cambiamenti di rotta, le loro reazioni alle cose che succedono. Un po’ come mi piace nei romanzi-saga. Non amo ritrovare lo stesso identico personaggio da un libro all’altro. La vita fa cambiare, è giusto ed è bello che il cambiamento ci sia anche nelle “storie”.

Se fossi il protagonista di una serie tv?
Potrei essere uno dei supereroi casuali di Heroes. Non so se tra i buoni o tra i cattivi. So che spesso mi sono sentita “diversa” e che questa diversità è stata un peso diviso con poche persone con lo stesso disagio.

Quanto e come influisce ciò che guardi con ciò che scrivi?
Essendo appassionata di cinema e tv per forza il mio immaginario si nutre anche di ciò che amo vedere. Il mio modo di scrivere, il mio metodo, è come la descrizione di scene che ho ben chiare in mente come se le stessi vedendo sullo schermo. Mi piace la scrittura veloce, come il montaggio; amo le tinte nette dei film di Michael Mann o le visioni oniriche di Tarsem Singh, sono cose che cerco di riprodurre a parole quando scrivo.

Pillola rossa o pillola blu? (In caso non si 
conoscesse Matrix: "Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio.") Fantasia o realtà?
Fantasia. Non sono per la verità a ogni costo. Nemmeno quando leggo sto a consultare Wikipedia per ogni dettaglio, a volte non è nemmeno importante sapere in che città del mondo si svolge una storia. Che sia verosimile,sì, ma non maniacale. Cerco qualcosa che mi faccia evadere, quando leggo. Cerco un "altrove" in cui la mia storia possa vivere. Cerco un "altrove" in cui vivere io.   

Genere preferito, letterario e cinematografico?
Sono onnivora, da sempre. In letteratura amo però horror e dramma e per il cinema/tv opto per fantascienza e commedie intelligenti. In nessun caso leggo o vedo storie legate alla seconda guerra mondiale, mi fanno troppo male.

La tua "Corazzata Potemkin"?
Direi "Pitch black" per il cinema e "Hannibal" (Lecter, per precisare) per la letteratura: penso di non aver mai incrociato di peggio. Volontariamente, perchépoi potremmo anche considerare che esiste "50 sfumature...", ma non sono riuscita a leggerne più di una trentina di pagine. Noiosissimo.

Se il tuo libro fosse un film, chi sarebbe il regista e quale cast sceglieresti per interpretare i tuoi personaggi?
Il mio ultimo romanzo breve, "Addio a Bodhgaya", è una storia romantica e può essere letta in modi diversi. Credo che un regista come Lasse Hallstrom (The shipping news, Chocolat, Le regole della casa del sidro) potrebbe andare bene. Per i protagonisti, invece, nessun volto troppo noto. Sono tre ragazzi giovani, due europei e uno indiano, normali. Il fatto è che un volto troppo noto distrarrebbe dalla meraviglia dell'India e dal tema della storia.

Raccontaci un po' del tuo lavoro...
"Addio a Bodhgaya" nasce come racconto di viaggio. Mentre Arianna camminava per le strade polverose dell'India, però, è nata l'urgenza di raccontare le sue motivazioni più profonde. Perché era lì da sola, perché era così importante quel viaggio. Poi è arrivato Lucas e la sua assenza ha preso il sopravvento su qualsiasi idea avessi prima. Illutto, il dolore privato e quello del mondo, il superamento del primo con la consapevolezza che tutto ha un inizio e una fine. Quindi è diventato un racconto troppo lungo ed è un romanzo molto breve. Una dannazione per editori...


Hai previsto un sequel, o un prequel? Uno spin off?
Questa è la prima domanda che una lettrice mi ha scritto nella primissima recensione ricevuta. Niente prequel o sequel. La storia è già tutta lì e sarebbe molto doloroso tornare ulteriormente indietro. Per un attimo ho avuto l'idea di raccontare il punto di vista di Lucas in uno spin off, come ho già fatto per "Gli attimi in cui Dio è musica", il mio primo romanzo. Non so se lo farò, per ora ho altre storie da scrivere.


Altri progetti?
Sempre troppi. Ora sta per uscire "Sette stanze", un romanzo romantico e sofferto, e "La festa", un racconto erotico che segue "La caccia". Ho terminato la revisione di un fantahorror impegnativo e lo sto inviando agli editori per vedere se piace. Sto finendo di scrivere un'altra storia tra il dramma e il paranormale. Di questo genere ho pubblicato un racconto l'anno scorso: "L'altra donna".


Se qualcuno volesse seguirti, dove ti può trovare?

Ho un blog: "Le storie di Clara"

Una pagina Facebook: Paola Ferrero

Pagine Google Plus, Twitter e Goodreads.

Potete acquistare "Addio a Bodhgaya", "Gli attimi in cui Dio è musica", "L'altra donna" e "La caccia", nonché lo spin off gratuito "Vittorio".


E ora diamo inizio allo spettacolo!

domenica 24 gennaio 2016

Film - Il Ponte delle Spie

Locandina
Titolo originale: Bridge of Spies
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2015
Durata: 141 min
Genere: thriller, spionaggio, storico, drammatico
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Matt Charman, Joel ed Ethan Coen
Produttore: Kristie Macosko Krieger, Marc Platt, Steven Spielberg

Ieri sera sono andato a vedere questo film che ha riscosso un successo quasi colossale. La trama del film si dipana sugli eventi che coinvolgono un avvocato statunitense abitante a New York (nel quartiere di Brooklyn), di nome James B. Donovan, che si ritrova al centro della guerra fredda quando la CIA lo incarica di negoziare il rilascio di Francis Gary Powers, un pilota il cui aereo spia U-2 è stato abbattuto in Unione Sovietica, scambiandolo con la spia filocomunista catturata a New York di nome Rudolf Abel. Lo scambio avviene sul Ponte di Glienicke detto il "Ponte delle Spie", tra Berlino Ovest e Potsdam. Donovan riesce anche a far liberare dalle autorità berlinesi della Repubblica Democratica Tedesca, al Checkpoint Charlie, lo studente statunitense di economia Frederic Pryor, che era stato arrestato per spionaggio dalla Volkspolizei, la polizia della Germania orientale. (fonte Wikipedia)

Dal mio punti vi sta il film ovviamente merita di essere visto sul grande schermo e la presenza di Spielberg alla regia è certamente una garanzia, come anche il fatto che i fratelli Coen abbiano partecipato alla sceneggiatura di questo film, dove la loro mano si nota parecchio sullo sviluppo della storia che in oltre 2 ore quasi mai ci si annoia. Tom Hanks anche questa volta non perde occasione di dimostrarsi grande attore ed interprete di personalità diverse. Sinceramente il grande clamore su questo film si possa collocare sulla questione storica in cui il dualismo netto e chiaro che contraddistingueva la guerra fredda dell'epoca si sia un po' ricreata in questi ultimi mesi per altre questioni, ma se devo essere sincero l'ho trovato sì un gran bel film, bene girato interpretato e sceneggiato, bene collocato storicamente, ma dopo settimane dalla sua uscita e sentiti parecchi commenti le aspettative erano così alte da lasciarmi alla fine con un po' di delusione e perplessità.
Sì perplessità perché mi è venuto il sospetto che ormai non siamo più abituati ai film ben fatti che quando ne vediamo uno sembra un "colossal immane e munifico"... Questo può voler dire solo due cose: o lo spettatore medio è povero di "critica" e bastano 2 effetti speciali ed 1 3D che tutto sembra bello oppure, quanto oggi lo scenario cinematografico va proponendo ha perso un po' della sua maestria e fine artistico. Mi terrò tale perplessità e concludo questo post segnalando la parte peggiore di tutta la serata: il disgusto per come si sia ridotto il cinema Lux di Torino, mai mi sarei aspettato che un cinema così centrale, e per di più in una della gallerie più affascinanti di Torino, potesse perdere prestigio ed eleganza a tal punto da sembrare un "cinemino" di un paesino di periferia.

domenica 10 gennaio 2016

Darkside - Alessandra Gaggioli

Un romanzo di fantascienza, di sentimenti e di emozioni. Uno spazio infinito e una nave spaziale, tre persone, creature e poteri speciali. Pubblicato da Amarganta e disponibile sia in ebook che in formato cartaceo, è un'opera della fantasia di Alessandra Gaggioli. Da sempre autrice attenta ai sentimenti, anche questa volta tratta una storia al limite del tabù in modo leggero e delicato.

Breeze è un'assassina seriale, condannata e rinchiusa in una zattera spaziale ai margini del sistema solare. La sua zattera viene raccolta da un cargo, il cui capitano Tomas Traumer ha la facoltà di "riscattare" la prigioniera e assumersene la responsabilità. Fin dal primo istante, l'attrazione tra Breeze e Tomas è palpabile e a nulla servono i tentativi di Vegan, ufficiale medico e donna di Tomas, di impedire che tra i due nasca qualcosa. La natura del loro legame è però frutto di un passato lontano e, almeno per Tomas, oscuro. Piccoli incidenti e la scoperta che sia Vegan che Breeze posseggono una capacità particolare che permette loro di entrare nei pensieri e nel corpo degli altri, un dono che le mette ancor più in competizione e che permette loro di sondare il "nemico". Breeze è una donna di ghiaccio, capace di congelare con il contatto. Da subito, sembra che solo la vicinanza con Tomas possa scaldarla. L'arrivo di una seconda zattera, capriccio di Vegan, metterà tutti in pericolo. Ma non sono le cose tangibili, quelle pericolose...

Scorrevole, veloce e carico di sensazioni. La scrittura dell'autrice si mantiene "facile" lungo tutto il romanzo. Ciò che conta è la storia, il succo. I sentimenti trattenuti, la colpa, la gelosia e la vergogna. Un finale pacificatore che risolve l'unico punto "hot" della storia. Soddisfatta, aspetto il suo prossimo lavoro.

domenica 13 dicembre 2015

Pitch Perfect

Ho visto il primo film Pitch Perfect per caso una domenica pomeriggio, spiaggiato sul divano, ed anche se all'inizio ho temuto che fosse la solita commediola per teenager, al primo attacco musicale mi sono dovuto subito ricredere e la mia attenzione è salita. E quando ho trovato modo di vedere anche il secondo non mi sono negato.
Nel primo capito diretto da Jason Moore, basato sul libro "Pitch Perfect: The Questo for Collegiate A Cappella Glory", si narrano le vicende di Liceali appassionati di canto a cappella; però contrariamente a quanto uno potrebbe pensare, si tratta di canto corale, da qui il titolo "Intonazione Giusta", moderno in cui vengono armonizzate in modo dinamico e avvincente tutte le canzoni di ogni genere, riprendendone a tratti anche le cadenze originali. Mentre in questo primo episodio si narra come la sorellanza delle Barden Bellas inizialmente in crisi di prestazioni e di affiatamento viene riportata ad alti livelli grazie al talento di una nuova studentessa portata a produrre ed armonizzare qualsiasi canzone, nel secondo capitolo (diretto da uno dei produttori Elizabhet Banks anche del primo capitolo) dopo una disastrosa esibizione davanti al presidente degli USA, vengo estromesse da ogni sorta di competizione ed esibizione nazionale, perdendo così il diritto acquisito dopo aver vinto il concorso principale per 3 anni di seguito. Da qui la discesa vertiginosa di autostima e di bravura, che verrà ritrovata e migliorata grazie alle nuove idee della protagonista e di una nuova cantante "lascito" figlia di una Bellas degli anni precedenti, proponendo per la prima volta un pezzo originale, anziché le solite cover.
Affascinato da sempre da canto corale, questi due film sono stati per me una rivelazione, godendo di momenti musicali di alto livello in cui il gruppo protagonista e gli antagonisti hanno proposto coreografie e armonizzazioni davvero suggestive, accattivanti e di una qualità davvero elevata. Contrariamente ai soliti temi che questi film commedia trattano, come competizioni scolastiche come la danza, lo sport, il canto singolo o di gruppo, mai mi sarei aspettato di vedere il canto corale a cappella, genere solitamente poco conosciuto, ma qui trattato in un modo davvero esemplare e moderno sfruttando anche la varietà di personaggi che compongono il gruppo delle Barden Bellas (asociali, obese, omosessuali, ninfomani, ecc.).
Ovviamente ho dato uno sguardo alle recensioni dei due film e mentre i professionisti fanno le loro considerazioni dotte e sprezzanti, io ritengo che la qualità della parte musicale non sia così scontata come si possa pensare: i momenti di canto sono tutti ottimi dando modo di spaziare dal canto canonico a quello tipico di strada uscendo così da luoghi comuni ma ritrovandoli nella loro essenza più giovane e fresca. A chi piace la musica nel suo senso più ampio suggerisco entrambi i film da guardare quasi esclusivamente per i momenti ironici ed ovviamente per quelli musicali, due film gradevoli e poco impegnativi.