mercoledì 15 dicembre 2010

Il club erotico del martedì - Lisa Beth Kovetz

Romanzo d'esordio dell'autrice teatrale e produttrice Lisa Beth Kovetz, pubblicato in Italia da Newton Compton nella collana Anagramma, in realtà non è un testo erotico come potrebbe far supporre il titolo, ma piuttosto la storia di un'amicizia al femminile, che nasce pian piano con la scusa di un gruppo letterario a tema, appunto, erotico, ma via via si sviluppa ed approfondisce superando differenze di estrazione sociale, ambiente, età ed interessi. 
A New York, all'interno dello studio legale Warwick & Warwick, alcune donne si trovano ogni martedì durante la pausa pranzo per condividere i loro scritti. L'idea di questo "club letterario" è partita da Aimee, assistente legale, incinta e trascurata da un marito votato solo all'inseguimento della propria carriera di fotografo, che cerca in questo modo di riempire un vuoto nella sua esistenza.
Al gruppo, man mano divenuto più esiguo, specie da quando si è deciso di virare sull'erotismo, partecipano la bella Brooke, amica di lunga data di Aimee, di famiglia agiata ed abituata a frequentare la buona società newyorkese, e Lux, segretaria giovane e bella quanto incolta e con uno stile nel vestire decisamente personale, bersaglio di molte maldicenze nello studio legale... quando un martedì, del tutto a sorpresa e senza alcun invito, si unisce a loro  anche Margot, cinquantenne in carriera prossima a diventare socia dello studio, ma senza amici ed affetti.
Tra racconti erotici sgrammaticati o ben scritti (ma mai eccessivamente espliciti), incontri, scontri, digressioni nelle singole vite delle quattro protagoniste, uomini contesi (uno solo, a dire il vero) e momenti quanto mai esileranti, le quattro donne cresceranno, cambieranno, abbandoneranno fardelli ormai inutili e cementeranno un'amicizia che all'inizio sembrerebbe improbabile, in un crescendo di solidarietà, affetto e rinnovata autostima.
Il romanzo è davvero piacevole, divertente, estremamente scorrevole, ed i personaggi sono descritti in modo efficace, sia quelli principali sia gli uomini che, inevitabilmente, rimangono piuttosto sullo sfondo. Divertente, mai banale e non sempre prevedibile, è davvero un'ottima lettura "al femminile". Prossimo a diventare un film, il libro ha anche già un seguito: "Lux's Practcal Erotica Adventure", di cui per il momento non sembra però prevista una traduzione italiana.

mercoledì 3 novembre 2010

Maximum Ride - James Patterson

Max, Fang, Iggy, Nudge, Gasman e Angel sono sei ragazzi solo apparentemente normali. In realtà sono stati manipolati geneticamente ancora in fasce, aggiungendo al loro dna un 2% di dna preso dagli uccelli, che ha fatto sì che crescessero loro splendide ali retrattili ed occultabili in due scanalature ai lati delle spine dorsali e che le loro ossa, seppur estremamente robuste, fossero leggere come quelle dei volatili. Inoltre, le manipolazioni li hanno resi più forti della media umana e man mano fanno emergere in loro particolari doti e capacità impreviste.
L'esperimento Angel è il primo romanzo della serie, che vede i ragazzi fuori dall'istituto in cui sono cresciuti, detto La Scuola, e quindi lontani dagli scienziati che per anni li hanno utilizzati come cavie.
Il gruppo dei sei ragazzi-uccello vive nella boscaglia dove li ha portati Jeb, il loro salvatore, lo scienziato che ha deciso di liberarli e crescerli come figli. Da tempo, però, Jeb è sparito... tutti i ragazzi sanno che è stato sicuramente catturato ed ucciso dagli Eliminatori, gli altri esperimenti genetici della Scuola, ibridi umani-lupoidi, creati appositamente per dare la caccia ai fuggitivi.
E' quindi la giovane Max, la più grande - 14 anni -, a capo del gruppo ora. È una ragazza molto attenta, responsabile e con un debole per la più piccolina, Angel, di 6 anni, telepatica, che sembra assomigliare in tutto e per tutto ad un dolce e tenero angioletto dai riccioli biondi.
Quando la piccola Angel sarà catturata dagli Eliminatori, il gruppo non esiterà un attimo a mettersi in viaggio per liberarla, affrontando una serie di avventure, separazioni, paure e scoperte inattese.
Il romanzo punta sicuramente ad un pubblico giovane, come si può facilmente evincere dalla giovane età dei protagonisti, ma non stenta a coinvolgere anche gli adulti, grazie ad un ritmo serrato e una storia avvincente nella sua non banalità.
Resta solo una vaga sensazione di "familiarità", per coloro che abbiano visto la serie televisiva Dark Angel, per una serie di parallelismi (la Scuola, gli esperimenti genetici con dna differente da quello umano, addirittura il nome della protagonista) che però non si sviluppano in un "già visto", anche perché Patterson -pur autore anche di serie televisive- non ha nulla a che fare con il telefilm citato.

venerdì 15 ottobre 2010

Sedotta dalla luna - Laurell K. Hamilton

La descrizione del terzo libro della serie di Merry Gentry data dalla TEA, che ne ha curato l'edizione economica come per tutti gli altri libri della Hamilton, è questa volta un pochino più esaustiva rispetto ai precedenti volumi.
La principessa della Corte Unseelie Meredith NicEssus è finalmente tornata a casa, dopo aver vissuto a Los Angeles per tre anni sotto falso nome, lavorando per un'agenzia investigativa specializzata in crimini soprannaturali. È stata richiamata dalla zia, la regina Andais, con il preciso incarico di concepire un erede. Cosa tutt'altro che facile per lei: le fey di sangue reale, infatti, generano pochi figli e quindi la stirpe rischia di estinguersi. Perciò Merry non può limitarsi a un unico partner: sono cinque i sidhe prescelti cui si concede ogni notte, finché uno di loro non riuscirà a metterla incinta, ottenendo così il permesso di sposarla e di diventare re. Ma un evento straordinario costringe Merry ad affrontare un'altra minaccia. Una notte, dopo aver sognato una donna ammantata di luce che le porge un calice d'argento, si sveglia e scopre che quell'oggetto prezioso si è materializzato accanto a lei, risvegliando in lei misteriosi poteri. Poteri che Merry riesce a stento a controllare.
Ho già avuto modo di scrivere del primo libro della serie, Un bacio nell'ombra, e del secondo, Il tocco della notte, e vi rimando in particolare alla recensione del primo per capire chi è Merry.
A differenza dei libri precedenti, questo ed i due successivi (Nel cuore della notte e Il bacio della tempesta) formano una sorta di "trilogia" all'interno della serie, in cui le vicende si svolgono nell'arco di sole 24 ore... tempo stimato all'interno dei tumuli di Faerie, in cui il tempo scorre diversamente, a volte più lento ed altre molto più veloce, che nel mondo umano che si trova all'esterno.
Se al termine de Il tocco della notte avevamo lasciato la protagonista e le sue guardie, i suoi Corvi, esausti dopo aver sconfitto il terribile mostro scatenato dal Taranis, sovrano della corte Seelie, qui scopriamo quali ripercussioni ha avuto l'eroica battaglia del libro precedente sui nostri eroi. In conseguenza allo scontro, infatti, Meredith si ritrova su un piano onirico in cui incontra una donna ammantata di luce che le cede un calice d'argento, che la giovane ritroverà reale e pulsante di magia tra le lenzuola del suo letto al risveglio. Il calice, una reliquia considerata perduta da tempo immemore, sembra essere ricomparso tra le sue mani per un motivo, che ancora però non è chiaro a nessuno dei protagonisti.
In ogni caso, il primo dovere della principessa è ancora e sempre quello di restare incinta di uno dei suoi Corvi e divenire così regina della corte Unseelie al posto della crudele zia Andais. Non mancano quindi parecchie scene fortemente erotiche, ma sempre narrate con uno stile raffinato, elegante e mai volgare.
Oltre al sesso, però, in questo romanzo si cominciano a delineare meglio i caratteri dei vari personaggi ed emergono più chiaramente i sentimenti che essi provano. Se Meredith per molto tempo è stata innamorata del verde Galen, ad esempio, e non ha mai compreso perché il suo compianto padre non avesse incoraggiato una relazione tra loro, ora le diviene più chiaro quanto l'uomo, dolce e a suo modo fragile, non sarebbe affatto adatto a diventare re. E la legge dei sidhe prevede che chiunque riuscirà ad ingravidare la principessa divenga re al suo fianco. Così, si assiste ad un progressivo e lento allontanarsi della giovane dal guerriero verde e ad una sua preferenza sempre più evidente per Rhys, Frost e Doyle.
Ogni personaggio in questa vicenda viene ben analizzato. Ogni guardia ha caratteristiche fisiche e caratteriali molto diverse e perfettamente tratteggiate, tanto che sembra di conoscere i personaggi da sempre ed è facile lasciarsi trasportare ed avere delle preferenze per l'uno o l'altro, sperando che il proprio preferito risulti alla fine il "vincitore". Non a caso, negli USA dove l'intera serie è uscita prima che da noi, erano in vendita t-shirt con le immagini dei protagonisti maschili principali, in gruppo o singolarmente, con citazioni prese dai vari romanzi.

domenica 10 ottobre 2010

L'ombra del sospetto


ombradelsospettoNella noia domenicale accendo su Rai4, unica salvezza che prima o poi mi porteranno via. Dopo una vecchia puntata di Desperate Housewives lascio acceso e vedo iniziare questo film. C'è Milano, con Banderas e Liam Neeson, c'è Laura Linney, la moda, una domanda intrigante fatta a tavola. Il titolo suona meglio in inglese (the other man), anche se lascia già intendere molto del film. Non del tutto, però.

Lisa e Peter sono sposati da 25 anni e hanno una figlia già grande. Lei disegna scarpe e lui inventa programmi informatici. Viaggiano per il mondo, sono una bella coppia. Ma lei scompare. Peter è ossessionato dal suo ricordo e se da una parte tenta di disfarsi di tutti i ricordi, dall'altra comincia a frugare tra le cose di lei. Una cartella inaccessibile sul portatile, un bigliettino nelle scarpe con su scritto "Lago di Como", uno strano messaggio nella segreteria del cellulare. Peter comincia a scavare più a fondo nella vita di sua moglie, una vita che gli sembrava chiara, per scoprire l'inaspettato. Il dolore, la rabbia, il desiderio di vendetta. Tutto passa nella mente di Peter, ossessionato dall'idea di non aver conosciuto che una parte della natura di sua moglie.

Anche se  sembra una storia banale, in realtà non lo è. Complice la regia frammentata di Richard Eyre. La verità si scopre, qualcosa subito, qualcosa non si comprende finché non la si vede. Ed è questo il bello, perché non c'è un reale contendersi l'amore di una donna, c'è un turbine di emozioni e ricordi contrastanti e il fondo di tristezza che il comprendere la vita altrui, anche delle persone che ci stanno più vicine, è davvero un'impresa titanica...

sabato 18 settembre 2010

Lasciami entrare


locandina-lasciami-entrareLo avevo snobbato, lo ammetto. Mi son detta: "che ne capiranno mai di vampiri gli svedesi?" L'ambientazione mi sembrava inadatta. Poi, ieri sera, Rai4 lo ha trasmesso. Colpo di fulmine.

Oskar è un ragazzino di 12 anni che potrebbe essere un po' lo scemo del villaggio. Vessato dai bulli della scuola, incapace di reagire, vive solo con la madre dopo la separazione dei suoi. Nel suo quartiere incontra Eli, una ragazzina della sua età dall'aspetto diverso dai suoi compaesani. Fanno amicizia, anche se lei dapprima non sembra essere amichevole. Eli vive nell'appartamento a fianco a quello di Oskar con un signore di mezza età che si scoprirà non essere suo padre. Le stranezza della ragazzina non interessano Oskar, che se ne innamora e che passa il suo tempo a farsi malmenare dai compagni. Parlando con lei, però, lui trova la forza di reagire. Ma le cose si complicano. Si scopre che Eli vive nutrendosi di sangue umano e che il signore con cui vive va in giro a procurarle cibo.  Finché non lo catturano. A quel punto l'amicizia/amore tra i due ragazzini sembra traballare, ma alla fine...

Spacciato per horror, in realtà è una vera opera d'arte. Poesia. Il contrasto tra il gelo, la neve e le lunghe notti della Stoccolma dell'82 con il calore di un'amicizia particolare fatta anche di molti silenzi. Un film leggermete lento rispetto ai miei soliti, ma intenso. Romantico. Vietato ai minori di 14 anni qui, per le scene di violenza (nemmeno terribili), per un minimo di nudità e il linguaggio non sempre aulico. Da vedere assolutamente!

martedì 14 settembre 2010

Terminator - the Sarah Connor chronicles


tscc_10Finirò per sembrare una maniaca, ma per fortuna la recensione dell'ultimo film l'ha fatta Romins... La serie tv, purtroppo terminata alla fine della seconda stagione, deriva dall'idea geniale di James Cameron come i film con Schwarzenegger. Non credo ci sia molto da raccontare perché dopo quattro film almeno un briciolo di trama dovrebbe essere conosciuta ai più.

La serie tv tratta ovviamente della storia del giovane John Connor alle prese con l'adolescenza e con robot mandati dal futuro per eliminarlo, come già era successo a sua madre. Si aggiunge alla trama una lotta senza quartiere per cercare di eliminare Skynet prima ancora della sua nascita in modo da evitare il giorno del giudizio. Viaggi nel tempo, intrighi e misteri si aggiungono mano a mano che si procede. Vita difficile per un ragazzo che sembra a volte molto più maturo della sua età e a volte capriccioso come fosse più giovane. Con lui c'è sua madre Sarah, la cyborg Cameron e lo zio Derek che, sorpresa sorpresa, è un reduce da Beverly Hills 90210 (prima serie, quella antica).

Peccato, davvero peccato, che sia finita. Accidenti.

mercoledì 1 settembre 2010

Death Race


Film macho di quest'estate indiana. Visto su un canale satellitare a caso tra quelli disponibili in albergo, con pesanti tagli da parte della censura sia nei dialoghi che nelle scene più pulp. Film d'azione, di macchine e figa. Completamente improbabile, ma per questo anche godibile.

Dopo una crisi economica mondiale gli istituti correzionali sono gestiti da privati che usano i detenuti in vari modi. A Terminal Island esiste la Death Race, una corsa d'auto all'ultimo sangue in tre manches in cui i piloti si eliminano uno con l'altro in tutti i modi possibili. Armi, scontri, scorrettezze e cattiveria. Il pilota migliore muore al termine di una gara e Hennessy, la direttrice della prigione, decide di sostituirlo con Jensen Aimes, detenuto per l'omicidio della moglie, che però non ha ucciso lui. Approfittando del fatto che il pilota morto indossava una maschera, il mito di "Frankenstein" può mantenersi vivo anche se il pilota cambia. Aimes non è molto d'accordo, ma accetta. Le regole del gioco cambiano col procedere del film. Fino al lieto fine in cui l'eroe e l'antieroe fuggono con la pupa di turno.

Assurdo, sì. Pieno di incongruenze, parolacce, violenza gratuita e chi più ne ha più ne metta. Adrenalinico, forse. Divertente in fondo, come molti film del suo genere. Non indimenticabile di sicuro. Il protagonista, Jason Statham, ha la faccia giusta. Non bello, fisicato, pelato al punto giusto non attira granché. Tanto è un film per uomini, quindi l'importante è che le poche ragazze siano decisamente carucce...
Buon divertimento a tutti!